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03/04/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Geco d'aprile

Avete mai sentito parlare del problema che ormai da secoli affligge gli allevamenti di mucche? Il cosiddetto 'stress bovino' opprime i poveri animali da tempo immemore e si è diffusa ormai da qualche settimana, la notizia di una nuova tecnica di produzione alimentare: la Geco-Technology, che potrebbe risolvere il problema degli amici ruminanti.

In rete è girato uno strepitoso video che dimostrava come le mucche svizzere - grazie all’aiuto di questa nuova tecnologia assolutamente naturale - fossero in grado di vivere con meno stress e produrre latte di qualità superiore. Meno stress per le mucche grazie ai gechi: le simpatiche lucertole, disposte sul dorso dei bovini, le avrebbero liberate dai fastidiosi attacchi di mosche e mosconi. Risultato: un latte migliore, dal momento che le sue micro-strutture non sarebbero state alterate dai continui movimenti nervosi delle mucche infastidite dagli insetti.

In realtà, rivelano da oltralpe, altro non è se non un pesce d’aprile. Oggetto della burla, infatti, è stato un 'infallibile' metodo nato in Svizzera per produrre una delle eccellenze gastronomiche del paese più amate, l’Emmentaler DOP. Insomma, era tutta una finta, per incentrare l'attenzione sul fatto che le mucche svizzere - in realtà rilassatissime - non potrebbero produrre latte migliore di quello che già danno.

Un insospettabile umorismo che nasce dalle valli svizzere e che ha contagiato a macchia d’olio il web, con una diffusione virale dello spot esplicativo e della notizia e la complicità di oltre trenta blog nazionali. Ma anche con la comparsa di spot televisivi, avvisi pubblicitari e una massiva operazione di guerrilla che ha coperto città come Milano, Parigi, Bruxelles, Monaco di Baviera, tutte tappezzate di adesivi e cartoline dedicate… a un geco. Lo scherzo è stato organizzato a livello europeo con la complicità dell’istituto di ricerca ALP Agroscope Liebefeld-Posieux e del suo responsabile del settore di ricerca trattamento del latte, il dottor Hans-Peter Bachmann. E le centinaia di persone, accorse  sulla Bärenplatz di Berna per assaggiare in prima mondiale il nuovo Emmentaler prodotto con Geco-Technology, si sono trovate di fronte alla scoperta del simpatico scherzo: ad attenderli sono stati generosi assaggi del vero, famoso formaggio 'con i buchi'. Aprile, insomma, inizia con una risata. Buona e saporita.

Giovanna Frova country manager at Switzerland Cheese Marketing Italia srl ha spiegato a MyMarketing.Net come è nata l'operazione di guerrilla marketig.

“Il progetto è nato in Svizzera grazie alla collaborazione  tra l'agenzia e il consorzio. C'era stato diversi anni fa un episodio simile organizzato da Svizzera Turismo in cui si voleva far credere che gli Svizzeri per proporre una vacanza perfetta ai turisti, si sarebbero applicati a pulire le montagne dal guano degli uccelli, su questa simpatica scia è nato il progetto 'Geco'. Il consorzio ha ideato un programma, alla base del quale c'era la volontà di rivolgersi ad un target giovane, comunicando attraverso i nuovi media. Una volontà dissacrante: si è consapevolmente voluto giocare sulla natura umoristica della Svizzera, per sottolineare il fatto che il formaggio Emmentaler DOP nasce in un contesto talmente incontaminato che insinuare l'idea dello stress bovino sarebbe stato un paradosso.

Le mucche sono perfettamente felici e non sono infastidite affatto dalle mosche..si è voluto giocare su qualcosa di irreale, il latte è infatti il risultato di un ecosistema e di uno stile di vita invidiabile. La cosa divertente è che il Governo Svizzero, ha partecipato attivamente alla burla mediatica: il gioco ha coinvolto vari paesi europei, le agenzie locali erano tutte coordinate per intervenire il 26 di marzo lanciando il comunicato in maniera virale sul web per poi culminare il 1° aprile.

Naturalmente l'iniziativa si svilupperà su tutto aprile, dato che una viralità di cinque giorni è piuttosto contenuta, anche se sono le sole visualizzazioni del video online sono molto alte: almeno 40mila fino a due giorni fa. In Italia abbiamo agito su tre diversi fronti: diffusione virale sui social network, attività di guerrilla con distribuzione di cartoline e adesivi del geco in giro per la città e all'interno della fiera Failacosagiusta, inoltre abbiamo coinvolto circa 30 blogger nazionali nella settimana precedente e avviato partnership con Rcs, che ovviamente abbiamo avvertito prima della vera natura del comunicato, infine venerdì e sabato è andato in onda uno spot  di 30” su Rete 4, un canale insospettabile proprio perchè si rivolge ad un target più famigliare. Lo spot era talmente ambiguo e ben fatto che in molti hanno cercato di avere informazioni in più, altri ancora elogiavano il fatto che il geco americano fosse stato introdotto nell'ecosistema svizzero.





Roberta Masella


Redazione MyMarketing.Net
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