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05/04/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Cucine poco social e niente mobile

 A meno di un mese dal Salone Internazionale del Mobile 2012, una delle fiere più importanti e seguite di Milano, la metà delle aziende del settore Kitchen design, non è presente sui social media. Questo è quanto risulta dall’indagine condotta da DAG Communication, agenzia specializzata in Relazioni Pubbliche, Social Media Marketing, Mobile Marketing, su uno dei settori che saranno più esposti durante la fiera. Sono state analizzate le attività sui social media principali (Facebook, Twitter, Youtube, Linkedin e Flickr) di 40 tra i più importanti brand italiani attivi nel Kitchen design.

Dall’indagine, che mira a capire come si stanno muovendo le imprese italiane sui social media, emerge un dato significativo: il 48% delle aziende italiane del settore non conosce o non considera la potenzialità dei social networks per dare visibilità al proprio brand. Il restante 52% non sembra averne compreso le incredibili potenzialità: tranne che in rarissimi esempi virtuosi (quali Del Tongo, Stosa e Scavolini), le aziende sembrano aver tentato un timido approccio al mondo social, aprendo pagine su Facebook e in qualche raro caso attivando un account su Youtube o Twitter, ma non hanno saputo sviluppare una strategia concreta e mirata ad un obbiettivo chiaro.
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“Si potrebbe pensare che almeno i marchi che investono in modo significativo in pubblicità classica si comportino anche sui social media da protagonisti. Ma non è così - afferma Elena Guzzella, amministratore delegato di DAG Communication - Nei vari casi che abbiamo analizzato su Facebook mancano quasi sempre Welcome page personalizzate, l’uso delle Tab per inserire sulla fan page contenuti in html e arricchire la comunicazione verso l’utente con contenuti ad hoc, l’inserimento di sondaggi che permetterebbero di capire i gusti e le opinioni del proprio target, i badge, i coupon e i voucher che si potrebbero regalare in cambio del like alla pagina e che potrebbero essere utilizzati per spingere gli utenti negli showroom. Questi sono tutti strumenti facilmente realizzabili che andrebbero a incrementare sensibilmente il numero dei fan”.

Sempre secondo i dati dell’indagine di DAG Communication, sulle 40 aziende analizzate sono appena 3 quelle che già sfruttano questo strumento, in particolare Veneta Cucine, Modulnova e Gruppo Euromobil, ma tra il resto solo quest’ultima ha realizzato un’App anche per il mondo Android, che di fatto anche in Italia rappresenta quasi la metà degli utenti mobile.

“DAG Comunication da tempo si occupa di social media marketing - aggiunge Elena Guzzella, - sviluppando indagini sul mobile marketing e social media. Posto che presso l'opinione pubblica i social media godono di una maggior considerazione e sono utilizzati al pari dei media tradizionali, c'è una grande differenza tra come sono usati e percepiti dalle aziende rispetto al pubblico. Ad esempio è più facile che un'azienda che si occupa di adv abbia aperto una fan page su Facebook, ma ci sono settori molto indietro, come quello dell'arredamento, nello specifico le cucine. Le aziende fanno fatica a capire non le potenzialità del mezzo, quanto cosa e come posso sfruttarlo: io ritengo che questo sia dovuto al fatto che, soprattutto in Italia, la comunicazione non è intesa come bidirezionale, mentre i social media la implicano. L'utente finale vuole rispondere e avere 'voce in capitolo'. Per le aziende è difficoltoso, perché avere una fan page su Facebook vuol dire esporsi ai commenti, non solo positivi. Questo aspetto una volta veniva gestito, ma diversamente: attraverso i call center o l'ufficio clienti: anche se cambia il target, la dinamica è la stessa dell'attività di media relation, solo che c'è più criticità: quello che dico ha una presa maggiore sul pubblico, anche se rimane difficile accettare di non riuscire a gestire tutto. Molto spesso quando ci chiamano per attività di social media marketing primo step è verificare presenza di commenti negativi in rete e arginarli. Non crearla affatto significa che ne sorgeranno altre non autorizzate. Stiamo assistendo a salto culturale e ad un cambio di prospettiva: i social media stanno cambiando la comunicazione”.

Per Facebook, al primo posto della classifica si posizionano le cucine di Gruppo Del Tongo con 10.150 fan, al secondo posto troviamo Stosa Cucine con 8.181 fan, mentre il terzo posto è occupato da Scavolini con 7782 fan, che possono vantare un costante aggiornamento dei contenuti e una buona e tempestiva interazione con gli utenti (dati al 15/03/12). Su Twitter i dati sono ancora meno rilevanti, evidentemente poiché questo strumento in Italia nonostante la crescita degli utenti non ha ancora preso piede come social media di massa e probabilmente per questo motivo le aziende lo considerano meno strategico rispetto al più frequentato 'faccialibro'. Solo il 27% delle aziende analizzate ha un profilo istituzionale su Twitter. In cima troviamo Valcucine con 1117 follower, al secondo posto c’è Ernestomeda con 1081 follower e troviamo di nuovo al terzo posto Scavolini con 731 follower.
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“Quello che non capiscono – spiega Elena Guzzella - è che se io azienda non apro una pagina dove il cliente può sfogare le proprie perplessità, l'utente troverà un altro spazio non istituzionale, in cui farlo. Se questa è la pars destruens, esiste però la pars construens: sui social posso fare un'indagine di mercato a costo zero aprire ai social significa stare in ascolto, significa ad esempio capire che sto offrendo una cucina in legno nero, ma il cliente la viole bianca, saper ascoltare migliora la qualità dei prodotti offerti, questo vuol dire sapere usare gli strumenti social, sono grandissime opportunità.
Le aziende che abbiamo monitorato spendono molto in pubblicità, anche milioni di euro, erano presenti al salone del mobile, ma non riconoscono il fatto che su questi strumenti occorre avere delle competenze e personale che vi si dedichi, dietro cui ci sia una strategia una competenza tecnica: ci sono tante cose da imparare oltre alla capacità di interazione con il pubblico. Il vantaggio è che il web è uno strumento economico e offre grandi possibilità. Un ulteriore vantaggio non considerato è che su una pubblicità cartacea non posso quantificare il ritorno di fatto che dà, mentre l'online dà un dato precisissimo del ritorno: è un sistema assolutamente puntale di controllo”.
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 “Un discorso a parte meritano le App - conclude Elena Guzzella - Ogni azienda che abbia un catalogo dovrebbe avere anche un’applicazione per smartphone e tablet Apple e Android. In questo modo gli utenti potrebbero sfogliare l’applicazione come se fosse un cartaceo ma con molte possibilità in più, a parte evidentemente il minor ingombro e la notevole riduzione di costi per l’azienda. Con un’App infatti l’utente non solo ha a disposizione tutte le foto nelle diverse angolazioni dei vari modelli, ma geolocalizzandosi può trovare in pochi secondi il rivenditore del modello preferito più vicino, senza compilare lunghi e invadenti moduli. Questo è solo un piccolo esempio di come queste aziende potrebbero sfruttare un’app.”

Roberta Masella



Redazione MyMarketing.Net
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