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19/04/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Websolute racconta Branding 2.0: trend topic su twitter

Un successo oltre ogni aspettativa per Branding 2.0 2012 'Strategie di business online: dal personal branding alle digital PR', co-organizzato da ImageLab Centro di Ricerca del Dipartimento di Scienze della Comunicazione della Facoltà di Sociologia di Urbino, e Websolute web agency, svoltosi lo scorso 4 aprile ad Urbino: l’hashtag dell’evento diventa nel giro di poche ore trend topic, ovvero l’argomento più twittato del momento.

Affluenza massiccia e visibilità su tutti i social network sono tra i risultati più gratificanti per questo appuntamento che, giunto alla sua terza edizione, continua ad essere un momento di riflessione e formazione sui temi del brand e del web per aziende e professionisti ben oltre i confini del territorio marchigiano.

Pratiche di social networking e digital PR i due asset portanti dell’evento, che hanno dato lo spunto per analizzare il volto del brand oggi. Si è partiti con i concetti di transmedia e di negoziazione del marchio, spiegati da Alberto Marinelli: se da un lato il brand si dipana su una pluralità di canali - dalla televisione a community e social network, ognuno dei quali ha una fisionomia ben precisa e specifica - gli utenti approcciano il brand stesso dimostrando diversi gradi di engagement. Il risultato? Una rinegoziazione del marchio e dei significati che incarna: è il caso dell’agenda Moleskine, oggetto analogico per antonomasia che tuttavia riesce a emergere in un mondo digitale offrendo agli utenti la possibilità di reinterpretarlo, riscriverlo, reinventarlo avvalendosi dei mezzi offerti dal mondo web e mobile.

Da qui la necessità per il brand di rivolgersi al pubblico direttamente, senza mediatori, coinvolgendolo, come ha affermato Paola Bonini di Hagakure: che sia tramite co-creazioni, coinvolgimento nel lancio di un prodotto o unendo offline e online, si passa dal proporre un messaggio unidirezionale al dover creare una vera e propria conversazione allo scopo di coinvolgere un consumatore sempre più consapevole ed esigente nei confronti del marchio. Che di fronte ad una scelta di branding scorretta non esita a reagire, come dimostra l’esempio di Gap riportato da Gianluca Arnesano.

L’imperativo è insomma, secondo Emanuela Ciuffoli ed Erika D’Amico di Image Lab, quello di creare dei touchpoint, punti di contatto con il cliente che non devono mai mancare lungo tutto l’arco di interazione tra brand e consumatore: essenziali quindi la cura dello store (“tutto il mondo è negozio e questo luogo deve essere accogliente ed emozionale”) e dei rapporti via web.

Anche quando dal branding si passa al personal branding, raccontato da Enrico e Damiano di sestyle.it: “lavorare sulle specificità”, andando oltre web reputation e self marketing e utilizzando i social media con coerenza permette di raggiungere un vasto pubblico in maniera diretta, semplice e trasparente, ponendo le basi per una relazione di fiducia.

Il pomeriggio ha accolto la vera novità dell’edizione 2012 di Branding 2.0: i seminari tenuti da Websolute, Gazduna e Image Lab.

Se Gazduna ha descritto le opportunità offerte da Twitter e Pinterest in ambito business, educandoci alle funzionalità basilari e al lessico di questi social, Image Lab  ha fornito alcuni spunti per comportarsi su Facebook in situazioni di criticità, nell’ambito di fan page aziendali. Websolute si è concentrata invece su ascolto del target online e scenario mobile. Raffaella Mariotti ha raccontato, traendo spunto da case study significativi, i segreti di un’attività di web monitoring di successo: partendo dall’assunto che “ogni ricerca è una domanda”, la digital strategist ha sottolineato l’importanza per le aziende di esserci là dove gli utenti dialogano del loro brand e dei suoi prodotti, di “ascoltare le informazioni per poi usarle al meglio”.

Scegliere tra app o web app è stato il focus di Claudio Tonti, digital strategist – R&D, che dopo una panoramica sul passaggio dal web al mobile in termini di esperienza utente, ha proposto diversi criteri di scelta tra le due possibilità: quanto è critico per il mio marchio utilizzare gli strumenti insiti nei mobile device, quali gps e fotocamera? Quanto dialogare con contenuti online? Quanto la potenza di calcolo e la performance dell’interfaccia? Infine, un’ipotesi sul futuro della dimensione mobile, che ha previsto la leadership di Apple.

Tra tanti temi e grande interazione con il pubblico della sala e dei social network, ancora una volta Branding 2.0 insegna la necessità per i marchi di affrontare l’universo del web e del mobile con chiarezza di obiettivi e competenze specifiche: il vero valore per il business si crea non con la sola presenza, ma con la conoscenza delle piattaforme, l’ascolto e il coinvolgimento degli utenti, la padronanza dei linguaggi e degli strumenti.

Tra pochi giorni i webcast degli interventi della mattinata verranno riproposti dalla web tv dell’Ateneo di Urbino.  Anche i materiali dei seminar pomeridiani saranno resi disponibili da Image Lab e Websolute, stay tuned!




Redazione MyMarketing.Net
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