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20/04/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Chiedimi se sono felice

felice
Quali sono gli ingredienti segreti della felicità? Alcuni sono abbastanza prevedibili e condivisibili - godere di buona salute, sposarsi, avere un lavoro che ci soddisfa... Tutto qui? Assolutamente no!

La felicità è senza dubbio tra le cose più difficili da quantificare, sebbene siano molti coloro che ci hanno provato: lo stato del Bhutan da tempo conduce ricerche sul livello di felicità dei propri cittadini, così come anche l'istituto di ricerca Ipsos ne stila una annualmente, ma ora anche la Columbia University - per mezzo dell'Earth Institute - si è posta l'ambizioso obiettivo di calcolare quanto il mondo sia felice.

La ricerca, oltre cento pagine di dissertazioni in tema di felicità, ci dice che i ricchi sono più felici dei poveri, genericamente parlando, ma il benessere economico risulta essere soltanto uno dei molti fattori che portano alla felicità. Lo stesso si può dire degli stati: non sono infatti i più ricchi a risultare più felici, ma semmai quelli in cui i cittadini godono di maggiori libertà, quelli in cui vi è meno corruzione e vi sono più ammortizzatori sociali.

Come era facile prevedere, la disoccupazione riduce i livelli di felicità personale ma, diversamente da quel che si potrebbe immaginare, questo non dipende dai mancati guadagni ma dalla perdita di autostima e dalla mancanza della vita sociale che caratterizza i luoghi di lavoro. Un alto tasso di disoccupazione a livello nazionale rende infelici anche chi un lavoro, invece, ce l'ha, perché instilla nelle persone la paura di potere, da un giorno all'altro, perderlo.

In vari paesi i liberi professionisti si dichiarano maggiormente soddisfatti della propria vita lavorativa in confronto ai lavoratori dipendenti: è il caso dell'Europa e dell'America del Nord, ma non dell'America Latina. Il motivo? Probabilmente nei paesi in via di sviluppo la libera professione è più che altro una scelta dettata dalla mancanza di possibilità di impiego formali più che una scelta personale.

La mancanza di uguaglianza, anche solo percepita, può ridurre i livelli di felicità. Ne è un esempio la situazione nordamericana ed europea dove, pur conseguentemente ad un aumento d'uguaglianza tra i cittadini, si è riscontrata una riduzione dei livelli di felicità - in Europa ancora più che in America del Nord.

Ad accomunare tutti i paesi c'è quello che potremmo ritenere il fattore che maggiormente contribuisce alla felicità personale: la salute mentale. A preoccuparci dovrebbe essere il fatto che nei paesi sviluppati soltanto un quarto delle persone malate di mente riceve le cure necessarie.

In tutti i paesi analizzati - Stati Uniti, Europa, Svizzera, America Latina, Russia, Europa Orientale e Asia - le persone sposate si sono dichiarate più felici dei single, cosa che ci porta a pensare che una vita famigliare stabile contribuisca notevolmente alla felicità della persona.


E voi, siete felici?



Centre For Buthan Studies: http://www.bhutanstudies.org.bt/

World Happiness Report: http://www.bhutan-research.org/articles/2012/3911-john-helliwell-richard-layard-and-jeffrey-sachs-2012-world-happiness-report


Matteo Branbilla





Redazione MyMarketing.Net
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