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26/04/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Geolocalizzato è meglio

“I servizi di localizzazione stanno diventando una realtà concreta e diffusa. La gente si rende conto che la condivisione della propria localizzazione spesso può offrire dei vantaggi, degli sconti, delle promozioni: è la possibilità di rendere una promozione 'rilevante',  offerta al momento giusto nel posto giusto. Tutto questo apre grandi opportunità e offre nuovi strumenti ai professionisti del marketing che sviluppano approcci targettizzati e focalizzati sulla propria customer base” ha spiegato Cristina Colombo, Digital Practice Head TNS Italia.

I servizi location-based hanno raggiunto un livello di conoscenza elevato con la crescita della penetrazione dei cellulari e degli smartphone, come evidenziato dai risultati dell’indagine Mobile Life 2012, rilasciati da TNS, società di ricerca e consulenza di marketing. Il 60% di coloro che attualmente non ne fanno uso, dichiarano infatti di volerli utilizzare in futuro (e questo è ancora di maggior interesse in Italia, 74%).

Mobile Life 2012, lo studio annuale di TNS che esplora l’utilizzo dei dispositivi  mobile grazie a 48.000 conversazioni con utenti di cellulari di 58 Paesi, evidenzia che la maggioranza delle persone, nel mondo, riconosce il valore della condivisione della propria localizzazione in cambio di benefici, da parte di brand e retailer. Lo studio rappresenta lo sguardo più completo su come i clienti di tutto il mondo usano i loro telefoni cellulari e sulle opportunità che ciò rappresenta per le marche. Se da un lato lo studio evidenzia la volontà crescente di utilizzare i servizi di geo-localizzazione, dall’altro emergono motivazioni differenziate nei diversi Paesi. Cristina Colombo continua: “Queste variazioni geografiche evidenziano l’importanza di avere una strategia focalizzata sulla cultura del Paese in cui si intende lanciare servizi di questo tipo. Offrono al marketing alti livelli di engagement e targettizzazione, ma devono essere costruiti secondo regole di ingaggio che rispettano il consumatore, in modo da non rischiare di diventare intrusivi. Quando le marche riescono a lavorare in maniera equilibrata e profilata, abbiamo visto ritorni significativi in termini di brand engagement, fidelizzazione e crescita”.

MyMarketing.Net ha intervistato Cristina Colombo, Digital Practice Head TNS

In che modo la geolocalizzazione ha influito sull’uso del mobile?

La geolocalizzazione sta influenzando in maniera pervasiva l'uso dei dispositivi mobili, sia che si parli del puro entertaiment sia per lo svolgimento delle attività quotidiane, come ad esempio fare la spesa o acquistare prodotti o servizi. Per quanto riguarda il tempo libero basti pensare all’uso delle mappe per orientarsi, che costituisce il servizio di geolocalizzazione più utilizzato in Italia (44%), seguito dalla possibilità di trovare punti di interesse (30%) o persino trovare ristoranti e locali nelle vicinanze (25%).  Il mobile ha influito e sta influenzando i processi decisionali di acquisto dando ai consumatori più potere. In questo scenario i servizi di geolocalizzazione (utilizzati almeno una volta alla settimana dal 30% di coloro che dispongono di uno smartphone in Italia) stanno rivoluzionando l'esperienza in store, perché permettono ai consumatori di ottenere benefici rilevanti: guadagnare punti o sconti entrando in un negozio, oppure espandendo i vantaggi dallo store ad altri prodotti e servizi di interesse, ad esempio biglietti del cinema, voucher per ristoranti e altri servizi, vacanze, ecc.

Quanto incide la geolocalizzazione a livello locale per le imprese e quanto invece per gli utenti privati?

La possibilità di poter interagire ad un livello più personale crea maggiori opportunità per brand e retailer di coinvolgere e premiare i propri consumatori. La combinazione di offerte che siano contestualizzate nel tempo e nello spazio permette alle imprese di influenzare e dirigere i consumatori verso punti vendita e servizi: ciò comporta la necessità e la possibilità di creare nuove strategie di targeting. Questo aspetto risulta ancora più interessante se consideriamo il potenziale dei servizi location based: in Italia il 73% di coloro che attualmente non li utilizzano sono interessati all’utilizzo dei servizi di localizzazione in futuro; inoltre il continuo abbassamento del costo degli smarthphone/ telefoni cellulari con funzioni evolute sta rendendo questi dispositivi sempre più appetibili a tutti (21% in Italia).
Dall'altro lato, per i consumatori dotati di un dispositivo mobile ciò significa avere un accesso illimitato ad un illimitato numero di informazioni, che possono utilizzare per risparmiare o trovare servizi e prodotti più adatti a loro. Infatti gli utilizzatori di servizi di geolocalizzazione più avanzati hanno realizzato che possono guadagnare nel condividere la propria posizione/ informazioni con brand e retailer (circa il 13% delle persone a livello globale effettua un check-in in cambio di deal o offerte speciali e l’Italia è allineata a questo dato medio).

Quali sono i motivi principali che hanno maggiormente spinto l’uso de servizi location based?

L'interesse verso l'utilizzo di servizi location based è in costante crescita sia perché è in aumento la penetrazione dei device che permettono l'utilizzo di tali servizi, sia perché permettono di assolvere i principali bisogni legati all'utilizzo dei dispositivi mobili:

convenience, ovvero la capacità di offrire soluzioni che permettono di risparmiare tempo e rendono la vita più facile. Basti pensare all'utilizzo delle mappe per orientarsi, oppure trovare ristoranti o altri servizi vicini a dove ci si trova, ma anche accedere ai mezzi pubblici o ai servizi taxi.

independence, ovvero la capacità di poter scegliere e agire senza costrizioni, grazie al bagaglio informativo presente sul proprio mobile

experience, ovvero la volontà di arricchire le proprie vite interagendo con il mondo intorno a noi (gratificazione nel condividere la propria posizione, o ciò che si sta facendo in quel momento)

transparency, ovvero essere rassicurati durante i processi decisionali da fonti ritenute autorevoli e più competenti.

relevance, ovvero la possibilità di ricevere da brand e retailer messaggi coerenti ai bisogni ed al contesto nel momento stesso in cui l'atto di acquisto si sta consumando e l’informazione risulta necessaria.

Roberta Masella





Redazione MyMarketing.Net
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