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27/04/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

La carica delle web tv

webtv

642 web tv sparpagliate lungo tutto lo Stivale con picchi tra Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Puglia, un fatturato di 10 milioni di euro, 10mila gli addetti ai lavori tra operatori diretti e indotto. Questi i dati del rapporto Netizen 2012. Esiste un'altra Italia televisiva che arricchisce il palinsesto ufficiale delle tv del digitale terrestre e il bouquet satellitare. “Una crescita dettata anche dalla riconversione professionale di tutte quelle figure prima impiegate nelle storiche emittenti locali ”analogiche” falcidiate negli ultimi due anni dal digitale terrestre” commenta il giornalista Giampaolo Colletti, fondatore di altratv.tv, osservatorio inter-universitario sulle micro web tv italiane e penna di Nòva24, autore di Tv fai-da-web e Wworkers: i nuovi lavoratori.

Il quadro che emerge dal meeting Punto it di Bologna, il quinto convegno nazionale delle web tv e dei media digitali indipendenti che s'è svolto dal 18 al 20 aprile, delinea “un vero esercito di piccoli nuovi editori digitali, videomaker e giornalisti, imprenditori della rete intenti ad accendere web tv, portali di informazione, media digitali informati” continua Colletti nel suo blog sul Fatto quotidiano: “ i numeri dimostrano che chi lavora in rete vuole scommettere sul proprio futuro professionale, con buona pace di una regolamentazione ancora poco chiara, modelli di business sperimentali e vari uccellacci del malaugurio che danno poco credito a questi movimenti digitali”.

E se “il tasto dolente restano i modelli di business, è evidente che la scalabilità di questi progetti digitali li rende molto più competitivi e appetibili rispetto ai pachidermi della vecchia tv: oggi il 12% di queste antenne sul web ricevono un finanziamento dalla Pubblica Amministrazione per svolgere un ruolo di filo-diretto tra cittadini e istituzioni (erano però il 19% lo scorso anno) e l’80% ha all’attivo commesse con piccole e media imprese del territorio”.

Una rivoluzione “lenta e graduale” quella compiuta dalla Rete che necessita di una regolamentazione. Uno scenario nuovo che dimostra un'altra Italia, attiva e capace di reinventarsi continuamente.

Gli ingredienti per impiantare la propria webTv sono cinque. Un pc o un mac con almeno 2 Gb di ram, una telecamera almeno semiprofessionale, un software per il montaggio e una piattaforma su cui distribuire il girato e infine un dominio web. A conti fatti una spesa che s'aggira sotto i 5 mila euro. Il sesto ingrediente è un mix di idee e passione. Lo stesso lievito che fa realizzare da sempre tutti i sogni.


Antonino Pintacuda



Redazione MyMarketing.Net
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