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11/05/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Tutti pazzi per l'NBA

Chi l'ha detto che in Italia c'è spazio solo per il calcio? Da sempre il cuore dello stivale batte anche per gli altissimi campioni dell'NBA. Che miete successi anche nei social network. MyMarketing.Net ha intervistato Katia Bassi, Direttore Generale di NBA Italia.

Attualmente NBA sta investendo tanto in Italia. Come mai la lega sportiva più importante del mondo guarda in maniera così positiva al nostro Paese? E per quale motivo ha deciso di aprire un ufficio proprio in Italia?
Sicuramente il motivo per cui NBA è così attiva verso e sul nostro territorio è la passione con cui la nostra lega è seguita dagli appassionati italiani. A dimostrarlo sono i numeri che possono essere equiparati a quelli delle più grandi squadre di calcio, e sappiamo come in Italia sia difficile raggiungere certi risultati. A testimoniarlo ad esempio è anche la pagina ufficiale di NBA Italia che conta oltre 60.000 fan. L’idea principale per cui NBA ha deciso di aprire un ufficio in Italia si basa sulla volontà di porre un 'presidio' in uno dei mercati più fervidi e attivi a livello europeo.

Il primo esempio di questa collaborazione si ha con la partnership siglata tra Friuli Venezia Giulia ed NBA. Quali sono i dettagli di questo legame?
FVG è National Partner di NBA Italia e sarà al nostro fianco in tutte le attività di NBA sul territorio Italiano. La partnership è partita con il Torneo NBA Schools Cup che si concluderà proprio a Trieste il 9 e 10 giugno con le Finali Nazionali. Questa partnership permette di legare ancor di più NBA ad una realtà del territorio italiano e la Regione Friuli Venezia Giulia, oltre a diventare la destinazione turistica ufficiale di NBA, avrà visibilità in tutti gli eventi NBA.

In occasione della comunicazione della partnership tra FVG ed NBA è stata anche annunciata la partenza dell’NBA Schools Cup. Che significato ha per NBA portare il proprio marchio e la propria pallacanestro in gran parte delle scuole italiane?
Per noi NBA Schools Cup è un progetto strategico che ha l'obiettivo di adempiere alla mission di NBA: ampliare il più possibile il gioco del basket in tutto il mondo. Questo ci consente di parlare a moltissimi ragazzi di una fascia di età compresa tra i 14 e 19 anni. Infatti il torneo è dedicato alle scuole superiori e conta l’iscrizione di ben 586 squadre che si affronteranno in 16 città italiane prima di contendersi il titolo durante le Finali Nazionali di Trieste il 9 e 10 giugno.

Qualche giorno fa ha partecipato ad una Tavola Rotonda dal titolo “Il futuro dello sport a Milano”. Quali sono state le tematiche emerse da questo incontro e come possono essere applicate al mondo NBA?
Partendo dalla partnership di grande spessore con NBA, il Comune di Milano ha voluto avvalersi di questa case history di successo per incontrare le aziende milanesi e proporgli un modello di collaborazione come quello già effettivo con NBA, che ha coniugato un evento di fruibilità gratuita per tutta la città ad un progetto di responsabilità sociale come la ricostruzione di un campo da basket in una delle zone più difficili della città.

Quali sono i progetti più imminenti che NBA ha intenzione di realizzare in Italia?
Oltre all’avvio di NBA Schools Cup il prossimo progetto che, già a grandi linee, è stato definito è quello del 3x3, un tour itinerante in sei tappe, che va a toccare molte città italiane e che offrirà ai nostri fan l'opportunità di incontrare NBA anche durante l'estate. Come sempre un mix tra sport e intrattenimento, in quanto all’aspetto del divertimento sarà legato anche quello sportivo del torneo 3 contro 3.

I numeri della Fan Zone dello scorso anno sono stati assolutamente positivi. L’evento verrà ripetuto anche quest’estate?
Sicuramente lo scorso anno la Fan Zone ha avuto un successo incredibile sia per quanto riguarda la tappa di Milano che quella di Roma. Nonostante non ci fossero giocatori o leggende NBA, anche se a onor del vero erano presenti le Dallas Mavericks Dancing Team, siamo arrivati a 350.000 adesioni, per numeri che sono assolutamente strepitosi. Gli ottimi riscontri ottenuti non fanno escludere l’opportunità che l’evento si ripeta.

Qual è il target delle aziende italiane che possono investire in NBA? E per quale motivo dovrebbero legarsi a questo marchio?
Le aziende che maggiormente si legano al marchio NBA sono senza dubbio quelle che fanno riferimento al target di età compresa tra i 16 e i 34 anni, ovvero la fascia di età che maggiormente segue il campionato americano. Senza dubbio però, essendo NBA un fenomeno mondiale e capace di interagire con qualsiasi settore, le aziende interessate ad avere una visibilità possono racchiudersi in tutte quelle che si rivolgono alle grandi masse.

Passando alla sua figura nel particolare, come è iniziato il suo lavoro per NBA?
Dopo diverse esperienze sempre in ambito sportivo come Inter FC e Ferrari, nel 2009 si è presentata questa opportunità che mi è sembrata da subito interessante e coinvolgente. Questo incarico offre costantemente possibilità di sviluppo e di nuovi obiettivi da raggiungere.

Quali sono i suoi incarichi in qualità di Country Director?
Il mio ruolo in NBA Italia è molto ampio. Mi occupo fondamentalmente di estendere il brand a 360° in tutti campi in cui questo è possibile. Infatti la mia figura spazia in ambiti diversi, dalla gestione dei diritti televisivi, all’organizzazione degli eventi sul territorio italiano fino alla gestione del merchandising.



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