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14/05/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Com'è bello essere nomadi...

Nomadi digitali
Non hanno un posto fisso, girano il mondo per lavoro e stanno per la maggior parte del tempo lontano da casa, famiglia e amici. Leggendo a cuor leggero i tratti distintivi dei nomadi digitali, non si rimane certo con un'impressione positiva in testa. A sentir parlare loro, invece, è più un'opportunità che un peso: meno stress, meno spese, una massiccia dose di libertà e la possibilità di visitare buona parte del mondo. All'estero la categoria esiste già da tempo, sotto il nome di "location indipendent". In Italia il precariato è ancora solamente una condanna, ma i Nomadi Digitali, con un sito tutto loro (www.nomadidigitali.it) aperto dai viaggiatori Alberto Mattei e Diego Angelini, sono qui per farci cambiare idea.

Alberto Mattei spiega a MyMarketing.Net qualcosa di più dei Nomadi Digitali.

Com'è venuto a conoscenza di questa categoria?
Durante un mio viaggio in Messico, durato circa 4 mesi, ho notato per caso una donna che ogni giorno, davanti all’Oceano, trascorreva qualche ora davanti al computer portatile. Ho preso un pò di coraggio e le ho chiesto cosa stesse facendo. Era scrittrice freelance e nomade digitale: può lavorare ovunque nel mondo ci sia una connessione a Internet e farlo viaggiando. In seguito, colpito da questa ‘scoperta’ che finalmente mi permetteva di conciliare il mio innato spirito di viaggiatore con l’esigenza di una soddisfazione professionale, ho cercato sul Web testimonianze, storie e stili di vita dei nomadi digitali, persone che hanno cambiato il loro stile di vita sposando una filosofia nomade, o comunque di vita  in viaggio, e di lavoro mobile.

Qual è stata la sua prima esperienza da Nomade Digitale?
La mia prima occasione per essere libero di vivere e lavorare ovunque l’ho avuta quando ho iniziato la mia collaborazione come Community Manager, lasciato la mia casa a Roma, venduto l’auto e deciso di trasferirmi per un periodo al mare, in Toscana. Ci sono molte sfumature dell’essere e del vivere da nomade digitale: in questo periodo iniziale di progettazione e lancio del sito ho dovuto, per forza di cose, rimanere ‘in zona’ e limitare all’Europa e alle Isole italiane, che io amo molto, il mio raggio di movimento, ma nei miei progetti a breve termine c’è una lungo viaggio in Oriente.

Com'è nata l'idea di aprire un sito, e quali motivazioni l'hanno spinta a farlo?
L’idea nasce per comunicare a tutte le persone amanti del viaggio, stanche di abitudini, routine e luoghi o in cerca di una chance professionale per mettere a frutto competenze, abilità e passioni personali, che esiste una nuova filosofia di vita e di lavoro.

Quali sono le mete preferite dai Nomadi Digitali?
I Paesi dove la qualità della vita è molto più alta a parità di costo o dove si riesce a vivere meglio con poco, come la Thailandia, e dove c’è più attenzione e dinamismo per i progetti Web, come a Berlino.

Come cambia la loro visione in Italia rispetto all'estero?
In Italia non c’è ancora molta consapevolezza delle opportunità che oggi la Rete offre a persone fortemente motivate che vogliono costruirsi un’alternativa professionale mobile e indipendente, quindi anche la filosofia di vita dei nomadi digitali non è ancora considerata largamente come una possibilità. Ma c’è molta voglia di cambiamento, sia a livello di stile di vita che di lavoro, e molto desiderio di scoprire il mondo.
All’estero, soprattutto negli USA, lo stile di vita e di lavoro da nomade digitale è una realtà più diffusa, anche grazie a un maggiore sviluppo delle infrastrutture tecnologiche.

Com'è possibile, per gli appartenenti in questa categoria, conciliare lavoro ed affetti personali?
Sono in contatto con coppie e anche famiglie che hanno scelto questo stile di vita e vivono viaggiando insieme, educando i figli in modo cosmopolita e sostenibile, abituandoli a parlare diverse lingue, facendo ricorso all’home schooling o all’insegnamento a distanza per la formazione scolastica.
Conosco nomadi digitali single, che hanno naturalmente maggiore libertà e coppie, che scelgono di restare separate per qualche mese. Credo sia una questione molto personale e che la ricaduta sugli affetti della scelta di una vita da nomade digitale dipenda molto da quanto lo si estremizzi.

Fabio Sarpa



Redazione MyMarketing.Net
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