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22/05/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Nome in codice: Personal Digital VIP

Ideare una nuova figura professionale, per distinguersi sul mercato e combattere la crisi: una carta vincente per chi, oggi, ha deciso di mettere la propria conoscenza a disposizione di altri. Al centro della discussione poniamo oggi Sara Caminati, giovane imprenditrice nel settore delle digital pr, che ha creato la sua agenzia di comunicazione in tempi di crisi e che, con il suo talento, continua a raccogliere successi e riconoscimenti anche a livello internazionale.

Sara, 27enne romana e milanese di adozione, ha ideato la figura del Personal Digital VIP, il professionista che accompagna un personaggio pubblico, politico, dello spettacolo e/o un’azienda in un percorso di creazione e affermazione della propria immagine attraverso i social media.
Negli ultimi anni, Sara, ha organizzato e tenuto corsi di formazione sul social media marketing, per consentire a persone ed aziende di conoscere le logiche necessarie per godere di una buona immagine digitale. "Oggi le aziende richiedono figure professionali come queste, poiché la rete si conferma come un mezzo necessario e a basso costo rispetto ad altri" dichiara Sara Caminati, che, principalmente per questo motivo, ha scelto di rivolgersi ai giovani, per potergli fornire spunti per entrare nel mondo del lavoro grazie ai social network. Conoscere e saper utilizzare i principali social media è oggi fondamentale, per chi cerca un'occupazione, per chi ha perso il proprio posto di lavoro ed ha la necessità di ricollocarsi sul mercato, per le aziende che hanno bisogno di ampliare il proprio business e di farsi conoscere con investimenti minimi."

La formazione, quindi, a basso costo ed orientata alle singole esigenze, alla personalizzazione.
Quando? Durante il weekend, per poter permettere anche agli imprenditori di ritagliarsi il tempo necessario per ampliare la propria conoscenza e comprendere in che modo sfruttare la rete per i propri obiettivi.

MyMarketing.Net ha cercato di scoprire ancora di più sulla figura del Personal Digital VIP  grazie alla disponibilità di Sara Caminati

Come nasce l'idea di creare nuove figure professionali?

L'idea di creare una nuova figura professionale, come quella del Personal Digital VIP, è nata nel 2009. Il motivo è molto semplice, sono un'attenta osservatrice, so ascoltare ed ho una particolare sensibilità che mi permette di intuire i bisogni delle persone. Questo intuito lo applico anche nel mio lavoro. All'epoca c'era l'esigenza di 'essere su Facebook'. Questa priorità l'hanno avuta i personaggi dello spettacolo, i politici, prima ancora che le aziende comprendessero la reale necessità di presidiare i social in modo strutturato. Ho capito che a queste persone mancavano il tempo e la competenza, per gestire il proprio profilo Facebook ed interagire con i propri fan. Io ero per loro la soluzione. Per me questo era il business.

Quali feedback ha ricevuto finora?

In questi anni direi che ho ricevuto feedback estremamente positivi. La mia impresa è sopravvissuta, anzi è cresciuta, in tempo di crisi. Dall'affiancare i personaggi pubblici, mi sono orientata più sulle aziende. Anche qui riscontri decisamente positivi. Contratti rinnovati ed incrementi di budget che confermano la fiducia nel mezzo, nell'agenzia e la consapevolezza dei risultati che si possono ottenere con il giusto investimento.
 
Quali sono i progetti per questo 2012?

La formazione è ciò su cui, come Innovation Marketing, punteremo per il secondo semestre del 2012. C'è molta richiesta e noi abbiamo parte delle risposte. Personalmente sono già proiettata verso il prossimo anno, con l'intenzione di continuare ad affiancare i clienti con soluzioni sempre più customizzate che hanno come unico obiettivo quello di migliorare l'esperienza dei propri consumatori e l'interazione con loro.

Pensa che attraverso i social media nasceranno molte altre figure professionali e che di conseguenza sia questa la direzione per uscire dalla crisi?

Non penso che nasceranno altre figure, ce ne sono già troppe. Personal Digital Vip, Social media manager, Social Media Specialist, Social Assistant, ecc. Non penso che far saltare fuori altri nomi dal cilindro sia la soluzione per uscire dalla crisi. È un dato di fatto che oggi le aziende siano alla ricerca di figure come queste, che possiamo chiamare in mille modi diversi ma, semplicemente, devono essere persone in grado di saper fare questo lavoro o, almeno, di averne una conoscenza a livello generale. Se pensiamo che prima una segretaria doveva conoscere office, oggi le chiedono se ha un profilo Facebook o un account su Linkedin. Credo questo debba aiutarci a riflettere sul fatto che non possiamo ignorare questi nuovi strumenti. Dico nuovi volutamente, perché per molti ancora lo sono. Conoscerli penso possa aiutare ad ampliare i propri orizzonti, le proprie possibilità di business, la probabilità di inserirsi nel mondo del lavoro. Di questo si, sono decisamente convinta.

In che modo i suoi corsi "permettono a chi investe nei social media di capire quali errori sta commettendo e come sfruttare meglio il proprio potenziale e salvare il budget"?

Ci sono molti imprenditori, o responsabili del marketing che non conoscono i social. Questo permette loro di commettere degli errori, di dare credito a chi gli presenta delle soluzioni che non hanno nulla a che vedere con il social media marketing. Se devi investire oggi è bene sapere come farlo, dove, e quanto può essere un investimento ragionevole. Ci sono molti 'improvvisati' oggi. Parlando con le aziende che frequentano i miei corsi mi sono resa conto che l'ignoranza porta le aziende a commettere errori. Facciamo un esempio molto banale e alla portata di tutti? Un amico mi disse tempo fa "loro mi analizzano anche i contenuti di Facebook, quello che le persone dicono della mia azienda, loro vedono anche quello che con una ricerca normale non si può trovare, mi hanno chiesto X ed io ovviamente ho accettato". Bene, ad oggi con tutto quello che ci si può inventare non esiste un modo per individuare le conversazioni che vengono effettuate in gruppi riservati su Facebook, o gli status degli utenti con profilo completamente privato. Questo è un esempio classico. Quindi, perché non spiegarlo alle aziende? Perché non fargli conoscere degli strumenti che possono utilizzare, anche gratuitamente, per valutare la loro presenza online?


Redazione MyMarketing.Net
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