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24/05/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Wave 6: The Business of Social

Qual è l'impatto dei social media nel mercato della comunicazione? UM, la società di strategia e pianificazione media del Gruppo IPG guidata da Gianfranco Piccolo, ha cercato di rispondere a questa domanda e ha svelato i risultati della sesta release della ricerca Wave, condotta a livello globale.

 La ricerca fa emergere un primo dato significativo: sviluppare strategie social più sofisticate - che favoriscano il raggiungimento di specifici obiettivi commerciali, in modo da intercettare un numero sempre crescente di social networkers - si configura oggi per le aziende come una reale necessità. Il primo passo fondamentale che un brand deve fare è, semplicemente, quello di offrire una risposta personale ai reclami e alle richieste online dei consumatori. I brand che lo fanno ottengono subito rispetto e fedeltà. La ricerca di UM, uno dei più ampi studi mai realizzati sull’impatto che i social media esercitano sul mercato globale attuale, esamina l’utilizzo che i consumatori di 62 paesi diversi fanno di siti come Facebook e Twitter per interagire con i brand, cosa vogliono e cosa si aspettano da queste esperienze. Le modalità d’uso cambiano in maniera rilevante a seconda delle categorie merceologiche e delle aree geografiche considerate. “Dalla nostra ricerca emerge una sempre maggiore esigenza delle brand di essere presenti nei principali canali dei Social Media. Ma il nostro mercato è pronto ad assecondare questa esigenza? E quali sono le sfide che il crescente successo dei social media lancia ai Comunicatori?” afferma Gianfranco Piccolo, CEO di UM Italia.

“Le strategie social sviluppate dalle aziende stanno iniziando ad essere troppo simili tra loro,” afferma Glen Parker, Research Director di UM EMEA. “Wave 6 dimostra invece che le imprese, per crescere e alimentare i rispettivi business, hanno bisogno di creare esperienze social che rispondano a obiettivi specifici. Sollecitare i ‘Like’ dei consumatori non può più essere considerato un metodo efficace e in grado di creare valore per le marche”. Finora la storia del  social networking è legata alla crescita incredibile del numero di  persone  che  li  utilizzano. Ma Wave 6 dimostra che in futuro il maggiore impatto dei social media verrà dalla crescente quantità di tempo che le persone dedicheranno ai social. I social  network  infatti sono ormai rivali legittimi di tutti i media e continueranno ad avere un enorme impatto  sulla fruizione degli stessi. I consumatori continuano ad allontanarsi dai siti web delle marche, che sono percepiti come esperienze monodimensionali rispetto a quelle offerte dai social media. I brand  dovranno raggiungere i consumatori negli spazi social se vorranno  connettersi on line. 
I siti aziendali perdono consenso soprattutto tra i giovani, è questo un altro dato saliente che emerge dalla ricerca,  quello che evidenzia come i siti aziendali stiano rapidamente perdendo consensi, specialmente tra i 16-24enni - Wave ha registrato nell’ultimo anno un calo del 15% - che li considerano fonti di esperienze a senso unico, non interattive. Le aziende, a questo punto, dovrebbero adoperarsi per capire come rendere il loro sito più efficace e come inserire i social media nel marketing mix, in modo da offrire un’esperienza di marca più completa.

La ricerca rivela ulteriori sviluppi per quanto concerne il tema ampiamente dibattuto relativo alla tutela dei dati personali online. Se da un lato i consumatori ammettono di essere preoccupati per la disponibilità in rete dei loro dati personali, dall’altro, quando si tratta di caricare un profilo su Facebook (cosa che fa addirittura il 62% degli utenti internet a livello mondiale), o di condividere informazioni personali e opinioni su blog e su altri social networks, sono disposti a correre questo rischio. “Sembra proprio che il ruolo del social networking sia troppo radicato nella vita delle persone, per pensare di farne a meno, persino quando si tratta di un argomento così rilevante come la privacy”, afferma Parker. La ricerca dimostra che la preoccupazione circa la condivisione di dati personali online è reale e in crescita. Tuttavia questa preoccupazione va di pari passo con la crescente importanza che le reti social svolgono ormai nella vita degli utenti. Le persone stanno condividendo una quantità di dati come mai prima, che siano foto, video o semplicemente aggiornando il proprio profilo o lo status. Quindi è chiaro che gli utenti sono consapevoli di condividere dei dati sensibili e, nonostante la preoccupazione diffusa, i vantaggi percepiti sono più forti o comunque bilanciano i rischi che si corrono.

Rimanere in contatto con gli amici e ‘trovarsi’ in rete sono due dei motivi principali per cui le persone usano i social media nel mondo occidentale. In particolare, è talmente importante per il target 16-24enni, che il tempo da loro dedicato ai social network è pari a quello speso a guardare la tv.
Creare una esperienza social coinvolgente è la prima parte della sfida. La seconda è la comprensione delle modalità con cui i consumatori vogliono entrare in contatto con i brand. Esistono molti modi per il consumatore di interagire nello spazio social e molti device attraverso i quali poterlo fare. Quindi la domanda è: qual è il più appropriato? Un'applicazione, un sito web, un widget ? Oppure le persone desiderano accedere tramite un telefono cellulare, un computer desktop, un computer portatile, un dispositivo tablet o un televisore connesso ad Internet? Ciascuno di questi dispositivi è usato in modi diversi e ha diversi punti di forza e debolezza. Le persone hanno molti modi per connettersi ad Internet I consumatori hanno molti mezzi con cui collegarsi ad Internet.

In media i dispositivi che si possiedono sono quattro, la maggior parte dei quali viene utilizzata per accedere ad Internet. PC, laptop e device mobili rimangono la principale modalità di connessione Nonostante l'ascesa degli smartphone, per molti il laptop ed il desktop rimangono i principali mezzi di collegamento. Il PC rimane il dispositivo più versatile per la connessione web   Anche se possiamo cominciare a vedere le aree in cui gli smartphone (e . iPhone, Blackberry, ecc) stanno invadendo questo predominio . La ricerca di una località, l’utilizzo di un motore di ricerca ed il microblogging sono tutte attività in cui lo smartphone è particolarmente efficace. A livello globale, il cambiamento più significativo rilevato negli ultimi anni è probabilmente quello che riguarda la capacità degli utenti di interagire attraverso molteplici device differenti. Lo studio rivela che alcune piattaforme si dimostrano molto più adatte, rispetto ad altre, a trasmettere un determinato tipo di esperienza social. Lo smartphone ad esempio si rivela perfetto per il divertimento, per riempire i 'tempi morti' e per la gestione della vita quotidiana grazie alle molteplici funzionalità che offre, mentre il tablet è percepito più come un mezzo per la creatività e l’apprendimento - ed è visto altresì come l’ambiente ideale per fare acquisti.


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Redazione MyMarketing.Net
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