Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
25/05/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Come cambiano i luoghi dello shopping

i love shopping
Nella sua visione apocalittica, il regista George Romero all'indomani del trionfo degli zombi li piazzò in un gigantesco centro commerciale. Anche dopo il trapasso, i morti viventi erano attratti irresistibilmente dalle sirene del marketing. Uno scenario inquietante che rendeva felici tutti i marketers del mondo conosciuto per un acquisto che continuava al di là della vita e della morte. Ma l'evoluzione continua, smentendo il cineasta americano e la sua visione del futuro. Il mondo è cambiato e con lui anche l'universo del retailing. I luoghi dello shopping, specchio dell'anima del nostro quotidiano hanno perso il loro centro d'interesse e la loro capacità di calamitare orde di acquirenti compulsivi.

IL RITORNO DELLA LISTA DELLA SPESA Sempre lei la colpevole, quella crisi che ha mortificato la capacità d'acquisto del mondo intero e di conseguenza fatto risorgere quella lista della spesa che gli anni d'oro dello shopping selvaggio avevano confinato tra le mani rugose di anziani acquirenti certi di dimenticare qualcosa senza la lista da seguire pedissequamente. È lo scenario che emerge dal nuovo rapporto dell'Osservatorio Consumatori di SIGN-Re.d che punta i riflettori sul necessario ripensamento del concepting e del design degli spazi commerciali.

LA RINASCITA DELLE PERIFERIE Un ritorno alle origini dei punti vendita, con la fine già segnata dei centri commerciali che si avviano verso il viale del tramonto, stanche pachidermiche aggregazioni di negozi senz'anima che faticano a replicare il folle successo che ne ha caratterizzato i loro primi anni. Parola d'ordine è 'meno fascinazione, più riflessione' per riuscire a rientare negli stretti confini d'una spesa sempre più pianificata. La decapitazione delle teste di gondola e dei cestoni delle offerte è già iniziata. I percorsi che guidano i passi sempre più incerti dei consumatori devono ridisegnare un nuovo senso per ricostruire una relazione qualitativa tra retailer e shopper. Il mercato del futuro vede una rinascita dei mercati ambulanti e comunali con un progressivo spostamento verso la periferia con le vetrine del centro sempre più vuote, complice anche l'Imu che falcerà via gli ultimi sopravvissuti.

CHE FUTURO PER GLI STORE MONOMARCA? Stop all'ubriacatura dei social network, trasformare like e vagonate di fan in soddisfatti acquirenti è la sfida di questi anni. I tanti brand che hanno creato store monomarca devono fare i conti con la fine del consumo compulsivo, modaiolo, spensierato ed esibizionista.

RIANIMARE L'IMPULSO Una riflessione sempre più necessaria che passa senza dubbio anche attraverso una nuova comunicazione all'interno del punto vendita, la shopping-experience si muove in bilico tra il desiderato e l'inutile. Si deve riuscire a ricalibrare il cosiddetto 'linguaggio dell'impulso', che deve risultare ancora più seduttivo e performante per vincere resistenze ancora più vigorose. Aperture e ristrutturazioni invocano a gran voce un completo ripensamento delle logiche economiche che le innerveranno.

Antonino Pintacuda



Redazione MyMarketing.Net
ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
BRANDING - 23/04/2011
Il tricolore esplode in adv
MEDIA - 28/03/2011
I ‘trucchi‘ del sapere
MANAGEMENT - 07/11/2012
Kotler: 'L'Italia ha dimenticato il marketing'
FOCUS ON - 20/02/2011
La cravatta fa l’uomo marketing
BRANDING - 12/06/2011
Un rinoceronte a pois per dare nuovo slancio al brand
 
 

Business Video