La situazione di crisi che stiamo vivendo mette maggiormente in evidenza le criticità organizzative delle imprese.
Se in situazioni favorevoli si può, ma è comunque un errore, non considerare i maggiori costi che un’organizzazione non adeguata comporta (sprechi, ridondanze, sopraorganico, costi delle utenze fuori controllo, cattiva gestione delle scorte, ecc.), in una situazione critica ogni costo non motivato è una potenziale minaccia non solo per lo sviluppo dell’impresa ma anche per la sua stessa sopravvivenza. In questa condizione diventa essenziale occuparsi seriamente della riduzione dei costi attraverso l’analisi del modello organizzativo adottato e successivamente l’intervento sulle sue modalità di funzionamento, per recuperare efficienza ed aumentare il grado di efficacia.
Per farlo è necessario studiare il funzionamento dei processi soggetti alle azioni di miglioramento; individuare ed isolare le cause di: spreco, ridondanza e inefficienza; attivare le necessarie azioni correttive e preventive; misurare successivamente l’impatto in termini di efficacia e rilevare attraverso indicatori, legati ai risultati ottenuti, il livello di efficienza determinatosi.
L’azione di semplificazione/recupero dell’efficienza/riduzione dei costi può essere attuata sia attraverso una modalità veloce, centrata su piccoli miglioramenti (di processo/lavorazione), sia attraverso modalità complesse che prevedono l’impatto su più processi, uffici, reparti contemporaneamente. Ciò può consentire, anche con delle spese ridotte, di poter cogliere e misurare risultati concreti ed eventualmente procedere con ulteriori azioni dopo aver constatato l’efficacia dell’intervento precedente, in una logica legata al miglioramento a piccoli passi.
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