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07/06/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Assentarsi da lavoro per la cellulite?

L'estate si fa sempre più vicina e la prova costume incombe inesorabile. Se non bastassero le paranoie che generalmente si autogenerano nel pubblico femminile, a rincarare la dose arrivano i tormentoni estivi: le campagne pubblicitarie con corpi scolpiti e modelle perfette, immagini così 'photoshoppate' che delle persone fotografate rimane appena il 20% della realtà, spot che offrono alle donne di tutte le età l'idea di perfezione che non raggiungeranno. Se vogliamo ripetere per l'ennesima volta che 'in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo' qualcosa si muove e il cambiamento si fa sempre più evidente, ripetiamolo: qualcosa si muove, se non altro di fronte alle mere provocazioni.

Si è mosso qualcuno, ad esempio, contro una campagna fra le più criticate, che ancora gira in radio e tv, porta la firma di Somatoline, quella con il claim d'assalto: “La cellulite è una malattia. Un medicinale può combatterla”. Indifferente alle denunce delle associazioni di consumatori, lo spot ha continuato imperterrito a martellare per tutta l'estate scorsa dagli schermi televisivi e a fine stagione ancora non fa marcia indietro. Se per caso ci fosse ancora una donna o una ragazzina convinta di star bene ed essere perfettamente sana, il messaggio di Somatoline è inequivocabile. Da Altroconsumo è arrivata subito la smentita, è stata denunciata la scorrettezza e l'azienda è stata anche sanzionata. La cellulite non è affatto una malattia, ma una condizione normale, presente, secondo alcuni studi, addirittura nel 95% delle donne, tanto che è stato suggerito di includerla nei caratteri sessuali secondari femminili (come lo sviluppo del seno). Il termine viene usato per descrivere i depositi di grasso sottocutaneo, che tendono a organizzarsi in noduli e a prendere il famigerato aspetto 'a buccia d’arancia', anche per l’accumulo di liquidi in eccesso.

Viene dal basso, più precisamente dalla strada, un'altra forma di protesta contro l'uso del foto-ritocco nelle immagini di modelle sui cartelloni pubblicitari. Ad Amburgo, un anonimo artista di strada ha messo a segno una brillante ed efficace azione di protesta. A farne le spese sono state H&M e Isabeli Fontana, protagonista di una campagna per una linea costumi da bagno, ritratta in gigantografie in ogni angolo della città tedesca. È proprio sui cartelloni che l'anonimo contestatore ha incollato un'immagine della barra degli strumenti di Photoshop, il famoso software. Pochi giorni fa quella stessa campagna della H&M era stata criticata da medici e dermatologi di tutto il mondo: il colore della pelle di Isabeli Fontana sarebbe infatti stata innaturalmente scura (evidentemente ritoccata) e la paura era quella che potesse indurre alla tanorexia, cioè l'ossessione per l'abbronzatura, il cui rischio più grande sarebbe l'insorgere di tumori della pelle a causa della prolungata esposizione al sole.

In questo senso si sono mossi invece i creativi di Shiseido per promuovere la nuova linea di solari. Lo spot radio, on air dal 4 giugno a supporto della campagna stampa internazionale e della comunicazione web, sottolinea in modo semplice e inedito l’importanza della protezione solare contro l’invecchiamento e la disidratazione della pelle. La voce di una vecchia signora - simbolo dell’ l’invecchiamento cutaneo di chi non usa i solari - diventa impercettibilmente sempre più giovane, fino a trasformarsi nella voce di una ragazzina, comunicando così la freschezza della pelle di chi si abbronza con cautela usando i solari Shiseido, oggi ancora più vantaggiosi con la promozione estiva. Alla domanda su com'è nata l'idea di accostare l'invecchiamento della pelle, dovuto all'eccessiva esposizione al Sole, al cambiamento della voce, che è invece un fenomeno naturale, Federico Bonriposi, vice direttore creativo Cayenne, ha spiegato che “quello che il radiocomunicato vuole evocare è la sensazione di un passaggio 'innaturale' fra le varie età della pelle, un po’ come se l’esposizione al sole priva di protezione accelerasse in modo sorprendente il processo di invecchiamento, che di per sé è naturale. Il radio fa vivere il percorso al contrario (dalla pelle vecchia alla pelle giovane) per finire con la buona notizia. E cioè che con la protezione dei solari Shiseido, oggi resi ancora più accessibili dalla vantaggiosa promozione, la pelle delle donne italiane resta sempre giovane e fresca come quella di un ragazzina”.

Roberta Masella



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