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22/06/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Licenziati e contenti

Anche i manager piangono. La crisi ha strappato il lavoro a migliaia di operai, impiegati e dipendenti aziendali, mettendo in difficoltà la base delle imprese, ma anche i vertici non sono al sicuro. I manager rischiano, stanno diventando un lusso che numerose aziende non possono permettersi, costano tanto e non hanno la bacchetta magica. Molti, quindi, vengono licenziati. Come è capitato a Lorenzo Castelli, Bernardo Pandimiglio, Savino Paolella e Laura Tramezzani, quattro ex dirigenti aziendali che, da un giorno all'altro, si sono trovati senza posto fisso. “Post manager”, edito quest'anno da FrancoAngeli, è il volume nato da queste quattro esperienze di vita e di lavoro. Dedicato a tutti quelli che si ritrovano, forzatamente, ad essere post manager, il libro percorre una a una tutte la tappe appena vissuto, partendo dalla “Elaborazione del lutto”, passando per l'analisi della propria situazione finanziaria e familiare, fino ad arrivare alla scelta di come rientrare nel mondo lavorativo. Liberi professionisti, consulenti esterni, oppure di nuovo impiegati aziendali: gli autori ci spiegano come, e perché, bisogna aprire una partita IVA, come comportarsi per gestire la previdenza (adesso non ci pensano gli altri per noi), come curare il proprio rientro in azienda tramite colloquio, facendo attenzione alle nostre informazione sulla rete e sui social network. Ma gli autori non disdegnano anche altre possibilità: come far diventare il proprio hobby un lavoro? Come diventare consulente? Come aprire, addirittura, una propria azienda? Insomma, il licenziamento è un punto di svolta cruciale nella vita di moltissime persone. Gli autori di questo libro ci insegnano, però, che questo momento può essere visto anche come una rinascita, non solo come un disastro. E ci insegnano come fare, cosa pensare in quei difficili momenti, come capire se ci conviene o no diventare liberi professionisti o dipendenti aziendali. Capire come sopravvivere e diventare post manager.

Fabio Sarpa


Redazione MyMarketing.Net
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Commenti: 2
Commento di: 
Il: 28/06/2012 alle 10:11 
Ciao Mausala58! Ovviamente, la perdita del lavoro si ripercuote su ognuno di noi in maniera diversa, cambiando l’impatto che essa ha su di noi anche in relazione al carattere e al nostro attaccamento a quel tipo di professione. Chi adora il proprio lavoro e ha bisogno di stabilità e sicurezza nella propria vita, può vedere la cosa come irreparabile; per spiriti avventurosi e non legati in modo particolare a nessuna professione, sarà solo un’altra tappa nel proprio percorso lavorativo. Gli autori di "Post manager", in definitiva, ci vogliono dire una sola cosa: non mollare mai. Grazie comunque per il tuo interessamento e grazie per il simpatico articolo!

Commento di: 
Il: 28/06/2012 alle 09:50 
Fabio... grazie delle interessanti considerazioni! Sono un ex-imprenditore che - venduta la propria azienda - da qualche anno si misura con il mondo della consulenza in un settore particolarmente ostico: l’automotive. A mio avviso non si tratta di elaborare un lutto, si tratta di comprendere che il mondo del lavoro è cambiato. Così come cambia la vita di tutti i giorni intorno a noi. Mi permetta di segnalarLe il link ad un simpatico articolo che riguarda un’intera categoria di lavoratori che in questo momento combatte con grande forza contro un altro pregiudizio: l’età! http://www.automotivespace.it/auto/cinquantenni-no-grazie/

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