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25/06/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Cinguettii italiani

Gli italiani lo fanno soprattutto il lunedì. Quando, di buon'ora, il primo tweet parte puntuale pronto a essere rilanciato dal drappello di follower dopo ogni domenica. Sempre più mattiniero il passerotto blu che si sveglia alle 5 del mattino in terra tricolore, il primo boom si colloca però a ridosso della pausa pranzo con il picco che si registra dalle 19 alle 21. Di sabato anche i twittatori più fanatici preferiscono riposarsi. Questo il quadro che emerge dall'analisi Blogmeter dei 31,5 milioni di tweet italiani scritti tra il 3 aprile e il 18 giugno. 11 settimane in cui il software di analisi semantica ha scandagliato l'altra metà della statusfera italiana indagandone il modus operandi e la fitta rete di rimandi e link che ne costituisce la spina dorsale. Una conversazione continua che si riverbera retweet dopo retweet, con un uso del social newtork che spesso è ridotto a chat pubblica tra utenti. Che se non lo usano per interpellare direttamente i vip della rete, lo usano come le briciole di Pollicino per ripescare magari in seconda battuta un link particolarmente interessante.

Analizzando in maniera più approfondita i milioni di aggiornamenti da 140 caratteri emerge che
il 28% dei tweet ha un link verso siti d'informazione, blog o  altri social network. Il 18% è invece un retweet. Una piccola minoranza, appena il 5% dei tweet è geolocalizzato ossia contiene l'informazione del luogo dal quale si scrive. Scarsamente utilizzati anche gli hashtag, ne contiene uno soltanto il 23% del totale. Quelli più utilizzati rientrano in una delle seguenti macrocategorie: quelli che comprendono le pratiche sociali più utilizzate dagli utenti (#ff #sapevatelo #rt #lol #fb), quelli ancorati ai fatti di cronaca (#brindisi #terremoto #bologna #no2giugno #euro2012 #calcio #monti #bossi), quelli che realizzano il commento di una trasmissione in diretta (#mistero #amici  #piazzapulita #serviziopubblico #twitandshout).

Non esistono parole neutre, ognuna cela al suo interno un mood: poco più di 1/3 dei tweet analizzati contiene un'espressione emotiva. Se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono dei picchi. Dall'analisi del periodo considerato si notano due picchi di negatività (Bomba a Brindisi e Terremoto) e un picco di positività (la partita Italia-Irlanda).



Redazione MyMarketing.Net
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