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29/06/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Orgoglio marocchino

Tutto ebbe inizio nella mattinata del 17 dicembre 2010. Un povero ortofrutticolo tunisino, Mohamed Bouazizi, si dette fuoco in una piazza di un piccolo villaggio rurale, provocando la scintilla per la cosidetta 'Primavera Araba', movimento che, di lì a poco più di un anno, avrebbe rovesciato quattro capi di stato al potere da più di vent'anni. Non solo politica, però, dopo lo scoppio del movimento di protesta. Diverse questioni sono state portate alla ribalta dalla nuova stagione araba, che sta cercando di aprire le frontiere culturali al pensiero occidentale. Anche la questione omosessuale torna sotto le luci dei rflettori in quest'ultimo periodo, ricordandoci che, purtroppo, ancora in troppi paesi i gay non hanno pari diritti e pari libertà degli eterosessuali. Lasciando da parte la banalizzazione portata avanti nel nostro paese da Cecchi Paone, rammentandoci che questa repressione colpisce migliaia di persone ogni anno.

'al Aswat' ('la Voce'), scaricabile al sito http://aswatmagazine.blogspot.it porta prepotentemente alla luce un delicato tema che riguarda un po' tutti i paesi arabi, spesso ignorato, quasi sempre soffocato: l'omosessualità. La prima rivista gay marocchina ha iniziato subito col botto: quasi 30 mila le copie del primo numero scaricate da Internet, vero motore che ha animato la rivoluzione politica e culturale araba. Il personaggio chiave del magazine, di cui tutti in Marocco conoscono lo pseudonimo ma nessuno il vero nome e il volto, è Marwan Ben Said, mente e braccio del progetto. L'autore del magazine ha portato alla ribalta la questione omosessuale in uno dei paesi più chiusi sotto questo aspetto, un Marocco che può addirittura punire l'omosessualità dai tre mesi ai sei anni di reclusione. Oltre alle minacce di morte ricevute dagli autori. Minacce che, tuttavia, non hanno fermato gli autori, che si sono visti ricompensati del loro coraggio dal successo avuto dalla rivista. Internet, dunque, sta rivoluzionando il mondo arabo, dando la possibilità a tutti di esprimere il proprio pensiero, rompendo le barriere e i pregiudizi culturali. E proprio in questa direzione si muove 'al Aswat': la rivista digitale sta dando voce alla comunità omosessuale marocchina, rimasta fino ad ora emarginata e perseguitata e che chiede, a gran voce, tramite questa rivista, che gli vengano riconosciuti la libertà e i diritti civili.



Redazione MyMarketing.Net
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