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06/07/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Assirm. Crisi vs Fiducia nel futuro

L’Italia, come altri paesi europei,  sta passando attraverso un periodo di grave crisi, anche gli ultimi dati disponibili confermano la delicatezza del momento. Assirm,  l’Associazione tra Istituti di Ricerca di Mercato, Sociale e d’opinione, con lo scopo di fornire un quadro della situazione a partire dal proprio privilegiato punto d'osservazione, ha presentato ieri a Milano, durante il convegno ‘Times & Trends’, la propria analisi congiunturale interna. Il convegno è stato inoltre teatro della consegna a Remo Lucchi del Premio Assirm 2012. Giunto ormai alla terza edizione, il premio intende dare un riconoscimento agli imprenditori e ai manager che grazie al loro lavoro e alle loro idee hanno contribuito allo sviluppo della cultura delle ricerche di mercato, sociali e d’opinione in Italia. Inoltre, lavorando su dati secondari, disponibili da fonti pubbliche facilmente consultabili, è stato possibile costruire degli strumenti di analisi economica, demografica, sociale, per comprendere meglio lo stato del Paese. Le ricerche di mercato e di opinione, infatti, costituiscono un osservatorio peculiare per valutare l’andamento generale e le prospettive delle imprese e dei cittadini.

Per raggiungere tale obiettivo si utilizzano le percezioni degli imprenditori e dei consumatori per ottenere uno spaccato dello stato d’animo del Paese. Le sensazioni personali accompagnano bene i dati oggettivi e aiutano a comprendere i modi per affrontare l’uscita dalla situazione di crisi. Tra i dati presentati da Mauro Pessato, Vice Presidente Assirm, in primo luogo si osserva che lo stato d’animo dei cittadini è orientato al pessimismo e denota, al momento, una scarsa capacità di reattività; attorno al 70% sente di non essere in grado di reggere le sfide attuali. Questo è, con evidenza, un problema; se non si inverte tale umore è difficile innescare processi di tipo positivo.

Per quanto riguarda le imprese appare chiaramente una tendenza al miglioramento e alla intenzione di riprendere ad investire ma siamo ancora al di sotto dei livelli della situazione pre-crisi. Il 2012 segnala soltanto un recupero rispetto alla gravissima situazione del 2011. In relazione ai consumatori si osserva che le dinamiche dell’inflazione riconducono ad un sostanziale stallo la ripresa dei consumi e ciò sembra valere per tutto il 2012. Si produce, invece, il fenomeno della ricomposizione del carrello della spesa; gli alimentari reggono appena a scapito di riduzioni di altri acquisti e, comunque, data la difficoltà reddituale, con qualche sostituzione di prodotti e, dal lato dell’offerta, vengono intensificate le promozioni. La situazione di crisi non esclude, però, che si proceda con i cambiamenti legati all’innovazione tecnologica; Internet diviene sempre più centrale anche nella vita degli italiani. I  brand, ad esempio, non possono esimersi da una grande attenzione a come vengono trattati nel web. Le aziende, pertanto, devono fronteggiare la doppia sfida della bassa capacità di spesa e delle nuove esigenze del consumatore.

Tra le valutazioni delle Associazioni, sono state raccolte le opinioni dei rappresentanti di  Confindustria Rete Imprese Italia. Il direttore del Centro sudi Confindustria, Luca Paolazzi, vede negativamente l’andamento economico di quest’anno e debole quello del prossimo; pertanto lancia un invito ad un forte impegno delle imprese per tener testa alla crisi. Parlando del settore manifatturiero segnala che i due obiettivi da perseguire sono: la crescita dimensionale delle imprese e l’aumento del tasso di conoscenza. Segnala, infine, che le imprese devono misurarsi con il cambiamento pena l’irrilevanza. Il presidente pro tempore di Rete Imprese Italia, Marco Venturi, evidenzia invece l’anno difficile per le PMI; le riserve sono esaurite e il calo dei consumi comincia a farsi sentire pesantemente. Non sembrano positive le prospettive per il 2013 e si acuirà l’attuale fenomeno del turn over delle aziende; cresce il fenomeno delle chiusure di imprese e di nuove aperture con rischi di precarizzazione e di bassa professionalità. Si avverte che la ricomposizione della spesa tende a stratificare nuove realtà di consumo. Mette in luce la grave condizione dei giovani e questo in settore che ne assorbiva molti.

Per quanto concerne l' analisi congiunturale interna, nei primi 5 mesi dell’anno in corso, l’acquisito complessivo (portafoglio ordini) del campione di istituti associati Assirm ha registrato un incremento del 3,4% rispetto a quello dell’analogo periodo del 2011. Secondo i risultati rispetto al dato complessivo, tuttavia, si rilevano andamenti diversi: per il 40% degli istituti le acquisizioni sono effettivamente cresciute (ad un tasso medio del 7%), mentre per un altro 40% sono rimaste sostanzialmente stabili e per il 20% hanno subito una flessione.

La ricerca ha indagato anche il sentiment degli Associati per il futuro e la metà circa del campione stima che l’andamento del business sarà sostanzialmente piatto nei prossimi 12 mesi, ma il 40% degli intervistati si aspetta invece una crescita;  e solo il 10% una flessione. Degli istituti che hanno visto crescere le proprie acquisizioni nei primi mesi dell’anno, un terzo non ritiene il fenomeno destinato a durare, a differenza dei restanti due terzi che confidano nell’incremento del loro volume d’affari. Peraltro, la percezione di un’anomalia congiunturale emerge anche tra coloro che hanno sperimentato un calo degli ordini nei primi mesi del 2012: tra questi, infatti, una metà scarsa si attende un recupero ed il ritorno ad un andamento stabile: visione non condivisa dai più che prevedono  il protrarsi del calo.

“La nostra associazione conferma, con un andamento di leggera crescita sia nel 2011 che nei primi mesi del 2012, che le imprese in Italia hanno ripreso ad investire, con cautela, nelle ricerche”. Ha dichiarato Umberto Ripamonti, Presidente di Assirm. “Le ricerche di mercato vengono infatti sempre più riconosciute come supporto di valore strategico, un investimento reale per il proprio business aziendale, e noi come Assirm lavoriamo per accrescere il valore dell’apporto che la nostra Associazione può dare alle aziende italiane”.

Dall’insieme delle evidenze emerse dai dati secondari, italiani e internazionali, dalle analisi dei centri studi,  dalle ricerche degli istituti ASSIRM; si definisce chiaramente che non si configura una possibile ripresa legata ad un ciclo economico  espansivo di natura generale. Appare, invece, nettamente che le possibiltà positive siano disseminate e frutto di condizioni che vanno create e impegni che vanno perseguiti. Maggiori opportunità hanno, ad esempio, le imprese legate alle esportazioni, ma le nuove sfide richiedono a tutti lo sforzo di innovare e aumentare la qualità. L’ASSIRM conferma dunque la volontà di continuare a operare lungo queste linee.


Roberta Masella



Redazione MyMarketing.Net
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