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12/07/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Social bancarelle

E' un mercato che si sta sempre più affollando, sempre più bancarelle aprono, sempre più prodotti vengono esposti in questo babelico conglomerato di punti vendita virtuali. Insomma, Facebook non è solo una comunità digitale per mettersi in contatti con i propri amici, ma anche un possibile sterminato catalogo di prodotti e servizi, sia a livello locale che nazionale e internazionale. Non ancora e-commerce (cosa possibile in futuro anche piuttosto vicini), ma sicuramente scintillanti vetrine per offrire i propri prodotti al grande pubblico. Se ne sono accorte molte aziende e manager del settore dei beni di consumo, come emerge dai dati pubblicati dal decimo Osservatorio Non Food di GS1 Italy | Indicod-Ecr , l’associazione italiana non profit che raggruppa 35mila aziende industriali e distributive.

Organizzata per la prima volta nel 2002, la ricerca monitora anno dopo anno in maniera sistematica il settore dei beni non alimentari, grazie anche alla collaborazione con TradeLab. Questa decima edizione si arricchisce di un'analisi sul comportamento delle aziende sulle piattaforme social, Facebook e Twitter in primis. Sulla piattaforma di Zuckemberg, ben il 60% delle aziende prese in esame ha una propria pagina ufficiale, dato che registra un +21% rispetto al 2011; il 25% è presente, invece, con pagine create da altri utenti. E' il numero dei fan, probabilmente, il dato più sorprendente di questo osservatorio, che risulta quadruplicato nel corso di quest'anno; anche la pubblicazione dei contenuti aumenta, dato che registra il +12% nell'ottica dell'aggiornamento dei propri contenuti. Su Twitter risulta presenta il 30% delle insegne totali, di cui il 22% aggiorna il proprio profilo due volte al giorno. Il social cinguettante rimane quindi ancora indietro rispetto al cugino più famoso (Twitter è usato dal 5% degli italiani, contro il 29% degli utenti Facebook), ma può contare su una più rapida interazione con i propri follower, e sul tasso di crescita più rapido tra i social network.

Mettendo dunque a confronto i due social network più diffusi, emerge che le aziende Non Food presenti su entrambi i social media sono 260, che rappresentano su territorio nazionale oltre 30.000 punti vendita. Quindi le insegne maggiori possono contare una forte presenza sia su Facebook che su Twitter: tra queste, le maggiori (che risultano invariate rispetto all'analisi condotta l'anno passato) sono Ikea, Feltrinelli, Game Stop e Benetton. La chiave, però, rimane quella dell'interazione. Non è sufficiente essere presente sul social, ma è fondamentale riuscire a comunicare e a condurre efficaci campagne virali: questo, soprattutto in un futuro in cui l'evoluzione di questi importanti media potrà portare Facebook, Twitter e simili da comunità virtuali a veri e propri punti vendita.

 

Fabio Sarpa



Redazione MyMarketing.Net
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