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17/07/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Smart cities

Cassonetti della spazzatura 'intelligenti', telecamere di sicurezza collegate in cloud, città organizzate e cittadini più serviti. Sono queste le tematiche su cui si è focalizzato l’osservatorio ANFoV sulle 'Smart Cities', che si è svolto 6 giugno 2012 a Milano, presso il Palazzo Giureconsulti. Emilio Galavotti, Direttore Comunicazione, Strategie e Qualità di Acantho, responsabile dell’osservatorio, ha introdotto il tema, dando un’ampia definizione del termine 'Smart Cities',  ed ha presentato una serie di soluzioni adottate in  alcune città nel mondo che hanno migliorato direttamente o indirettamente la vita dei cittadini. I cardini fondamentali che legano tutte queste iniziative sono due: l’internet delle cose e l’open data.

Sono tre le principali aree di intervento da parte delle amministrazioni identificate da Galavotti: l’energia, i trasporti e l’ICT. Diverse iniziative si sono sviluppate anche in Italia: hanno coinvolto, tra gli altri, i comuni di Bologna, Genova, Torino e Milano. Galavotti segnala, però, la presenza di una serie di vincoli che impediscono o limitano ai comuni italiani lo sviluppo di nuove iniziative. Il patto di stabilità dei comuni, una scarsa cultura della pianificazione integrata, e la scelta di privilegiare sempre le offerte economicamente più vantaggiose escludendo quelle più innovative e il vincolo all’utilizzo delle reti di pubblico servizio, sono i principali vincoli.

La dottoressa Rita Cucchiara, dell’università di Modena, ha presentato delle soluzioni di videosorveglianza in cloud per le 'smart cities', sottolineando la recente evoluzione dei sistemi di videosorveglianza e l'aumento degli operatori del settore oltre che delle telecamere Ip: nel 2020 si stima che il 51% delle telecamere nel mondo saranno IP. Nel futuro si lavorerà in questo campo soprattutto sulle applicazioni e sulla interoperabilità dei sistemi. Sempre da Modena arrivano due esperienze di utilizzo intelligente delle tecnologie, presentate da Sandro Boarini, Dirigente Area Ambiente di Hera. La prima riguarda un sistema integrato di tracking della raccolta di rifiuti che permette da un lato ai cittadini di segnalare eventuali disservizi e dall’altro al gestore di sapere quando i cassonetti sono pieni, in modo da ottimizzare la raccolta. Il secondo è relativo ad un 'cassonetto intelligente', che si apre con una card rilasciata al cittadino e controlla la bontà della raccolta premiando i virtuosi.

Mentre la prima soluzione ha avuto la partecipazione attiva dei cittadini, la seconda ha visto casi di danneggiamento dei cassonetti. Le due esperienze hanno, dunque, avuto risultati differenti dovuti al grado di accettazione dei sistemi da parte delle comunità locali. Tutto ciò evidenzia che non sempre la tecnologia viene gradita dai cittadini e bisogna lavorare maggiormente sulla comunicazione. In sede di dibattito finale questo argomento è stato ripreso, in quanto la refrattarietà del contesto sociale potrebbe essere dovuta non alla impreparazione culturale dei cittadini, ma al fatto che non si è considerato abbastanza il contesto diritto-tutela della privacy.

Ferdinando Pollice ha presentato, infine, l’approccio IBM alle città intelligenti. In questo approccio si dà per scontato che le città siano tecnologiche, che ci siano sistemi che forniscano dati in quantità e che i sistemi siano interconnessi.  IBM, partendo da questa base, si concentra solo sullo sviluppo di soluzioni efficaci ed efficienti per l’amministrazione pubblica e utili per il cittadino. E’ stato presentato, poi, il progetto dell’abitazione intelligente per anziani sviluppato a Bolzano e premiato a livello internazionale. In queste case “intelligenti” sono stati utilizzati sensori di diverso tipo (movimento, rilevazione CO2 e tracking delle attività) che avevano il vantaggio di operare in maniera interconnessa. Anche questo progetto dimostra che le città sono già abbastanza intelligenti sulla carta, i sensori e le telecamere già ci sono, ma ciò che manca oggi è la condivisione e l’interoperabilità dei sistemi per un utilizzo più efficace ed efficiente.


Redazione MyMarketing.Net
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