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19/07/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Il potere dei like in Europa

Punta sull'Europa il terzo rapporto della serie The Power of Like nato dalla collaborazione tra comScore e Facebook. Analizzando il comportamento social di grandi retailer del Vecchio Continente come ASOS, H&M, La Redoute, Topshop e Zara emergono delle costanti soprattutto per quanto riguarda il ritorno di visibilità sui siti ufficiali dopo la pianificazione di una ben strutturata campagna social.

Quartier generale di ogni strategia è la home page di facebook, dove campeggiano la maggioranza dei contenuti brandizzati, luogo virtuale dove gli utenti europei del colosso di Menlo Park trascorrono il 32% del proprio tempo sul social. Punto di forza è proprio la viralità del sistema, a incidere, infatti, non è soltanto la fan-base effettiva, computabile sul numero di like alla fanpage ma il numero potenziale di utenti raggiungibili nella ragnatela di 'amici di amici' che si crea. Per ogni fan ci sono, in media. 81 amici facilmente raggiungibili attraverso rimandi reciproci tra wall.

In Francia, ad esempio, La Redoute ha 684mila fan che corrispondo a un'audience di 22,2 milioni di amici di fan. Zara in Germania dalla possibilità di raggiungere l'1% della popolazione online è cresciuta sino a poter contare sul 12% dei fan raggiunti dai messaggi brandizzati.
Emblematico il caso del portale di abbigliamento ASOS che grazie a una pianificazione adv su facebook ha visto crescere del 130% gli acquisti sul portale nelle 4 settimane successive in Uk, con i fan in media 3,6 volte più propensi a visitare il sito dell'azienda.

Una visione che va al di là della percentuale di clic per puntare sul ROI generato dai messaggi sponsorizzati o pubblicità a pagamento. Lo scenario che si apre con la progressiva affermazione dei social come canale di accesso privilegiato al web impone una riorganizzazione delle strategie di marketing che sappia soprattutto leggere la mole inedita di dati che i social riescono a mappare con una ipertarghetizzazione mai raggiunta prima.

Nello specifico il mercato europeo non brilla per numero di utenti facebook ma per la loro capacità di relazionarsi attraverso il nuovo canale dimostrando che gli europei primeggiano per percentuale di engagement. I brand hanno cavalcato l'onda social fabbricando un ambiente in cui relazionarsi con i propri fan per offrire esperienze e influenzare le abitudini di shopping, una rivoluzione che aveva già avuto inizio ben prima di facebook ma che il colosso in blu ha decisamente accelerato. Un altro dei canali da presidiare per non trovarsi spiazzati riguarda il mobile e-commerce con tassi di crescita praticamente raddoppiati nel blocco che comprende Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Svezia.

I dirigenti hanno sempre sottolineato la mancanza di parametri avanzati capaci di illuminare il legame esistente tra le campagne social e i dati delle vendite al dettaglio, sviluppare questo nuovo sguardo segnerà la svolta e decreterà i nuovi top brand del settore. La miopia della dittatura del clic deve cedere il passo a una visione olistica, capace di integrare il nuovo scenario che si apre nel rinnovato marketing mix capace di analizzare come viene raggiunto il pubblico e con quale frequenza questo venga attivato dai nuovi annunci. Quello che deve essere mappato è l'impatto generato dall'esposizione dei contenuti.

Il rapporto completo è disponibile qui


Redazione MyMarketing.Net
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