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03/08/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

L'etica ai tempi della rete

Riuscire a conciliare la massimizzazione del profitto senza dimenticare l’etica e il pieno rispetto della comunità e dei cittadini. Questa la sfida che affonda le sue radici sin dalla rivoluzione industriale, divenuta col passare del tempo una delle priorità di ogni azienda in una duplice accezione: da una parte l’utilizzo che di uno specifico prodotto viene fatto, dall’altro il modo in cui tale oggetto viene realizzato, nel pieno rispetto della manovalanza. Un esempio è tutta la campagna di boicottaggio contro Apple, rea di sfruttare i lavoratori cinesi che fisicamente realizzano i suoi gioielli, iPad e iPhone in testa.

In piena rivoluzione tecnologica, la responsabilità investe in pieno soprattutto i produttori di tecnologia che dovrebbero prevenire gli eventuali abusi che dei loro prodotti possono essere fatti, con il pericolo incombente che si trasformino in strumenti di censura per ostacolare la libertà di pensiero e di critica.

Google
ha, in qualità di sito più visitato al mondo, la responsabilità morale di difendere i dati dei suoi miliardi di utenti sparsi ai quattro angoli del globo. Ogni utente lascia tracce sulla rete, i suoi gusti, le sue preferenze sono in balia dei provider e dei social network. Una sorveglianza a cui tutti siamo sottoposti più o meno consapevolmente. Come si evolverà questa situazione nel 2020? È questa la domanda che si pongono gli analisti del Pew Research Center & American Life Project in collaborazione con la Elon University. Il progetto, attivo dal 2004, analizza gli scenari attuali e futuri del futuro dell’’american way of life’ e i suoi possibili cambiamenti strettamente legati alla rivoluzione tecnologica.

I grandi colossi del settore tecnologico come affronteranno i vincoli futuri e le pastoie legislative che i governi gli imporranno? Il recente esempio della Primavera Araba ha sdoganato i nuovi mezzi di comunicazione, molto più difficili da bloccare in caso di rivoluzioni. Nel futuro, appoggiare un regime autoritario e bloccare i propri servizi causerà una reazione a catena con conseguenti penalizzazioni in altri mercati, ad esempio se Twitter collaborerà con il Governo cinese e bloccherà la possibilità di twittare, il passerotto blu subirà pesanti ripercussioni anche nel resto del mondo. Un unico sistema di comunicazione, come la rete, mondiale sin dalla sua costituzione, richiede una norma globalmente intesa che, pur rispettando le differenze legislative dei vari paesi, deve sempre mirare a una dimensione olistica e sovranazionale.

È proprio Eric Schmidt, Executive Chairman di Google e membro del consiglio d’amministrazione di Apple a stilare le nove regole della nuova Corporate Responsibility

Il primo e inalienabile diritto è quello di connettersi, senza connessione oggi non si può comunicare. 'Un nuovo preambolo al Primo Emendamento', lo definisce l’ex Ceo di Google che arriva a citare la proposta finlandese di trasformare il diritto a una connessione ad alta velocità prerogativa di ogni cittadino. Internet diventa un diritto inalienabile.

Problemi specifici richiedono risposte su misura, per bloccare il proliferare della pedopornografia non si può limitare fortemente il diritto di parola. Da cui deriva quello di riunione e di azione. Uno dei problemi principali da affrontare è quello della questione più spinosa della rete, la privacy. Da cui deriva anche il lecito diritto all’oblio, perché, come è sotto gli occhi di tutti, Google non dimentica.

La condivisione è la molla che permette di estendere i vantaggi conquistati alla più grande maggioranza possibile di individui. Tutto ciò che riguarda le istituzioni devono essere pubbliche per loro stessa definizione. La segretezza è una delle caratteristiche di ogni tirannia. Internet deve rimanere libera e aperta, ogni tentativo di bloccarla deve essere fermato sul nascere.


Redazione MyMarketing.Net
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