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27/08/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Apple vince la guerra dei brevetti

Giunge a conclusione l'annosa guerra dei brevetti tra i colossi degli smartphone, Apple ha avuto la meglio su Samsung, da sempre accusata di aver copiato per il suo Galaxy Tab la tecnologia, l’interfaccia utente e lo stile innovativo di Apple. La fase più calda della guerra termonucleare invocata da Jobs in persona nella sua biografia ufficiale: "Se ne avrò bisogno userò il mio ultimo respiro, e spenderò ogni singolo centesimo dei 40 miliardi di dollari che Apple detiene  in banca, per riparare a questo torto, ho intenzione di distruggere Android, perché è un prodotto rubato. Sono disposto a fare una  guerra termonucleare per questo".

Una guerra che coinvolge direttamente e indirettamente tutti i protagonisti della mobile revolution, Apple, Google, Samsung, Microsoft, BlackBerry, Nokia. Proprio quest'ultima nella lunga sfilza di accuse e controaccuse fu la prima ad accusare nell'ottobre del 2009 la Mela morsicata di aver violato 10 brevetti del colosso finlandese, da allora non è passato giorno senza un fuoco incrociato di reciproche accuse che ha prodotto una ridefinizione degli equilibri tra i contendenti, scagliando nell'olimpo dei milionari piccole aziende che hanno fatto la loro fortuna grazie a un piccolo capitale di brevetti, la più preziosa merce di scambio ai tempi della guerra digitale.

Una guerra che ha coinvolto i tribunali di tutto il mondo con sentenze che rappresentano ormai precedenti da tenere in conto per la successiva giurisprudenza, come il blocco parziale delle vendite di alcuni prodotti giudicati fin troppo simili ai diretti rivali. Ma sono sempre stati due i principali contendenti, da una parte la creatura nata dalla mente leonardesca di Steve Jobs, la fucina di Cupertino che ha ridisegnato gli standard qualitativi creando, di fatto, il mercato degli smartphone prima e dei tablet dopo, dall'altro il colosso coreano, Samsung che proprio di Apple è uno dei principali fornitori, dalle memorie flash ai processori di ultima generazione, passando per il fiore all'occhiello dei nuovi prodotti della Mela, i display Retina.

Tim Cook, il nuovo iCeo che ha raccolto la pesante eredità del fondatore e guru della Apple ha sintetizzato il senso di questa sfida che va ben al di là delle cifre da capogiro che comunque sono in ballo:  “Per noi questo processo è sempre stato su qualcosa di più importante dei brevetti o del denaro. Noi facciamo tesoro dell'originalità e dell'innovazione e impegnamo le nostre vite nel fare i migliori prodotti sulla Terra. Facciamo tutto ciò per la gioia dei nostri clienti, non per i concorrenti che copiano apertamente". E la giuria statunitense ha deliberato che Samsung è colpevole di aver violato due dei brevetti che sono alla base del nuovo modo di interagire tra uomo e macchina: lo 'scrolling bounce back' e il 'pinch to zoom'. Il risarcimento è proporzionato al danno subito. 1,049 miliardi di dollari, che saranno triplicati se la violazione sarà riconosciuta sul piano internazionale.  A smuovere dallo stallo la giuria, incapace per lungo tempo di dirimere la spinosissima questione è stata proprio una mail di Google che, in quanto fornitore del sistema operativo Android, cuore pulsante dei device Samsung aveva sottolineato la somiglianza fin troppo eccessiva con i modelli della Apple.

Inevitabile la reazione del mercato che ha deciso di punire Samsung che perde più di 12 miliardi di dollari in capitalizzazione con il titolo che perde oltre 7 punti. Qualunque sarà l'esito dei ricorsi del colosso coreano, il 24 agosto è già entrato nella storia della guerra dei brevetti come tappa fondamentale e, in futuro, ogni tribunale dovrà tenere presente la decisione del tribunale californiano di San Josè.

Antonino Pintacuda


Redazione MyMarketing.Net
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