Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
30/08/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Manager esauriti

Figli o lavoro? Fare carriera, o diventare genitori? Un tempo, questo dubbio affliggeva in maggiore misura le donne e costringeva gli aspiranti manager, politici o Vip a soffocare una delle due strade. Oggi, in una sindrome nietzschiana da superuomo, il manager cerca di conciliare lavoro e figli, trovandosi a gestire un'importante carriera lavorativa e bebè. Non sempre riuscendoci al meglio.

La 'Generation Xhausted', Generazione Esausti, come la definisce l'Economist (qui l'articolo), è diventata il punto d'incontro di due fenomeni che sempre più caratterizzano l'uomo di oggi: una carriera sempre più precoce, e una maternità (o paternità) sempre più rimandata. Fino a pochi anni fa, il culmine della propria vita lavorativa arrivava in età più avanzata, al contrario dei figli, spesso il primo pensiero di una coppia di neo-sposi. Oggi i due fenomeni molto spesso vengono a coincidere, portando un alto livello di stress a manager tra i 30 e i 40 anni con figli a casa. Stress che, ad esempio, ha colpito Marissa Mayer, 37 anni, neo-amministratrice delegata di Yahoo e celebrata come la manager più in voga della stagione, tuttavia incinta del primo figlio e incerta su come farà adesso a gestire impegni pubblici e privati. Altra vittima illustre, Louise Mensch, 41enne scrittrice e deputata conservatrice in procinto di diventare ministro, dimessasi dall'incarico per via dei suoi tre figli e del marito agente di rockstar americane.

Non solo manager e donne, ma anche politici e star del cinema, a volte anche uomini. Gwyneth Paltrow, cercando di salvare capra e cavoli (lavoro e famiglia), si è trasferita in pianta stabile a Hollywood; Anne Marie Slaughter si è dimessa dal ruolo di consigliera del segretario di Stato americano (Hillary Clinton) per occuparsi dei suoi due bambini; David Cameron ha addirittura dimenticato uno dei suoi figli in un pub, per colpa dello stress e dei troppi impegni. In difficoltà, però, non sono solo capi di stato e star hollywoodiane: i dati dell'Office for National Statistics britannico rivelano che l'apice della carriera lavorativa giunge prima anche tra i lavoratori comuni. E notando come l'età media per diventare mamme, nel Regno Unito, si sia alzata a 32 anni, con quella per diventare padre ancora più alta, a 35, si può notare come queste difficoltà non riguardano solo star hollywoodiane e capi di stati, ma anche lavoratori della fascia media.

Stress, spossatezza, infelicità, senso di inadeguatezza: questi sono alcuni dei sintomi che colpiscono lavoratori superimpegnati. Un rapporto Relate, società di consulenze familiari, rivela come disturbi psicologici come depressione, nevrosi e solitudine colpiscono soprattutto adulti nella fascia tra i 34 e i 45 anni. Una fascia d'età che coincide anche con il maggior numero di divorzi. La felicità, secondo un sondaggio promosso dal governo britannico, ha i suoi picchi massimi tra i 20-25 anni e dopo i 50 anni, con un importante calo nel mezzo, proprio intorno ai 40 anni. Senza contare la famosa 'crisi di mezza età': guardacaso, oramai sembra partire stabilmente da individui 35enni. Sembrerebbe, quindi, che (come suggerisce la famosa saggezza popolare) 'chi troppo vuole, nulla stringe'.



Redazione MyMarketing.Net
ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
MANAGEMENT - 07/11/2012
Kotler: 'L'Italia ha dimenticato il marketing'
MANAGEMENT - 19/01/2016
La Business Mobility nel mondo
MANAGEMENT - 10/02/2011
Customer Equity, ma attenti alla competizione
MANAGEMENT - 18/01/2016
Il futuro dell‘ecommerce
MANAGEMENT - 12/07/2010
Il web 2.0 non convince i marketing manager
 
 

Business Video