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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
31/08/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Brand da vivere

Cosa fa di una marca un programma di vita, un manifesto abbracciato e condiviso da migliaia di persone a diverse latitudini? Negli ultimi anni i brand di maggiore successo sono stati vivisezionati invano, il segreto del loro successo si basa su un'alchimia che dipende da così tanti fattori diversi e irripetibili da non poter essere clonata. Possono esistere dozzine e dozzine, migliaia di mal riuscite imitazioni, drappelli di cloni. Anzi, più una marca è universalmente riconosciuta e apprezzata, più i suoi prodotti saranno oggetto di una donchisciottesca pantomima sulle bancarelle del mondo. Soprattutto quando i prodotti non sono alla portata economica di tutti quelli che invece si riconoscono nel manifesto che costituisce la bandiera di un'azienda
 
Una marca che ha nel suo dna un elevato valore simbolico al di là degli oceanici volumi di vendita costituisce uno dei Lifestyle Brand a cui Antonio Marazza e Stefania Saviolo hanno dedicato l'omonimo volume pubblicato dalla Rizzoli Etas. Ancora più illuminante il sottotitolo del libro: 'le marche che ispirano la nostra vita'. Aziende che sono riuscite nella loro storia, attraverso la geniale intuizione di un leader visionario a calamitare l'attenzione e a diventare una certa visione del mondo, incarnata da prodotti che diventano così tangibilissimi tratti distintivi.

Ma questo è un destino riservato solo a pochi brand che riescono a compiere la magia anche solo per un breve periodo, stabilendo un legame profondo con i loro fedeli clienti che per loro nutrono un vero e proprio culto. Un gruppo di brand che possono essere anche brand icona, come nel caso della Apple ma che non rappresentano solo un'idea fattasi logo carico di valori. Il loro valore aggiunto è proprio quello di soddisfare i bisogni emozionali e di appartenenza dell’individui.

Rappresentano quello che la faccia del cosiddetto 'Che' riusciva a fare negli anni '70, veicolare un messaggio, unire una larga fetta di popolazione che in quel simbolo credeva e si sentiva parte attiva di un gruppo. Sono idee da indossare, da guidare, da mangiare, da bere, da propagandare. Perché ogni felice cultore di questi brand diventa un ambasciatore della marca che incarna la sua Weltanschauung, che condivide pienamente arrivando a gesti che sfociano sempre più spesso in comportamenti che hanno più di un punto in comune con le religioni. Apple ne è un esempio lampante, la creatura di Steve Jobs rappresenta un nuovo modo di intendere un brand, con i mac-lover pronti a turni estenuanti di intere giornate per accaparrarsi il prima possibile l'ultimo prodotto della mela morsicata per gridare ancora una volta al mondo intero che continuano a pensare in modo diverso, come recita lo slogan del colosso di Cupertino. Sì perché ogni life style brand è caratterizzato da una vera call to action, una 'chiamata alle armi' precisa, da veicolare attraverso il modo di vivere la marca. Un'alchimia che è riuscita anche all'uomo che è riuscito a vendere i jeans agli americani: Renzo Rosso, il fondatore che si identifica tout-court con la Diesel. Only the brave, be stupid... tutti i suoi slogan hanno unito i fedeli indossatori dei suoi prodotti, veicolati anche attraverso campagne pubblicitarie che hanno rivoluzionato i canoni estetici e semantici del marketing, scegliendo di comparire su Wired quando era ancora la bibbia dei geek, su riviste gay, tra i primissimi spot nella neonata Mtv.


Redazione MyMarketing.Net
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