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10/09/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Trovare lavoro con i social media

Un fuoco di paglia o un cambio di rotta fondamentale? Era questa la domanda che apriva e dava il titolo al primo Social Executive, il rapporto di ricerca di Executives Online sul social networking nel reclutamento manageriale. In un orizzonte in costante mutamento, i social network professionali sono diventati una solida realtà quotidiana. Ma qual è il loro effettivo impatto nel reclutamento? Rispondere a questo interrogativo è l'obiettivo del terzo rapporto che cerca di quantificare e mappare l'uso dei siti sociali nel mondo del lavoro.

A giocare la parte del leone è sempre LinkedIn, utilizzato come mezzo principale per costruire la propria rete professionale. Il 90% del campione intervistato naviga quotidianamente tra le sue pagine, preferendolo a Facebook e Twitter.
Molti però puntano il dito sull'eccessivo rumore di sottofondo che limita fortemente le potenzialità dei social network professionali. Discussioni validissime si disperdono in dozzine e dozzine di sub-discussioni che nulla aggiungono alla qualità del topic.

Se LinkedIn viene complessivamente giudicato 'utile' nella propria vita professionale, in testa agli altri analoghi social come Xing, Viadeo ed Experteer, il giudizio si spezza e crea due gruppi contrapposti quando si tratta di offrire esempi concreti di questa utilità. Come sempre, infatti, ci sono più candidati che opportunità e i social sembrano rappresentare soltanto un ulteriore mezzo di reclutamento che affianca ma che non può sostituire gli storici canali, feudo privilegiato dei direttori dell'Hr.

La dimensione ottimale delle aziende che hanno avuto i migliori riscontri nei social professionali è quella che ha più di 250 ma meno di mille dipendenti. Superata quella soglia, l'incidenza di LinkedIn e dei suoi rivali si ridimensiona nettamente.  Il settore che ha avuto i maggiori benefici dai nuovi canali di reclutamento è quello del variegato mondo dei media e del marketing, seguito dal settore informatico e tecnologico.

Per quanto riguarda invece le origini geografiche dei principali utilizzatori, i più attivi sono i tedeschi, seguiti da olandesi e francesi.  Maggior numero di utenti non significa però maggiori risultati, infatti, l'Irlanda pur occupando le posizioni più basse per percentuale di utilizzo, le assunzioni via social hanno raggiunto un tasso di successo del 90%.

LinkedIn raggiunge la peggiore performance proprio in Germania, dove è utilizzato dal 52% del campione, nel resto d'Europa invece la percentuale sale al di sopra dell'88%, raggiungendo il 98% dei Paesi Bassi.

Il giudizio su social networking nel reclutamento non lascia spazio a mezze misure. Da un lato i tecnoentusiasti ne glorificano le potenzialità, stilando anche un prontuario di consigli per sfruttarlo al meglio. Lo dipingono come il modo più economico ed efficace per creare brand personali e ottenere visibilità, soprattutto grazie al sistema di 'raccomandazioni'.

I detrattori lo definiscono come 'una palude in cui le persone si perdono in gruppi di tutti i tipi', dove la riservatezza è un'utopia e c'è un'eccessiva proliferazione di profili adeguati che brillano solo per superficialità. L'ennesima conferma che non esiste lo strumento perfetto per un reclutamento rapido e impeccabile, i social affianco i canali tradizionali, dimostrando che le 'vecchie reti' sono ancora le più efficaci.


Redazione MyMarketing.Net
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