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17/09/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Gucci: un logo sostenibile

Gucci ha presentato da poco il proprio logo dedicato esclusivamente alle attività volte alla sostenibilità sociale e ambientale della casa fiorentina. Il logo riprende il simbolo iconico della GG incrociata, laddove una delle due G, la prima, è di colore verde. La parola 'responsibility' ai piedi del logo testimonia l’importanza del valore della sostenibilità nella strategia dell’azienda.

Patrizio di Marco, Presidente e CEO di Gucci, afferma: “Ad un logo si associa un’identità, un insieme di valori. Abbiamo pensato che fosse giusto, da oggi in poi, identificare il nostro impegno in quest’area con un logo dedicato. Si tratta di valori che fanno parte del DNA di quest’azienda, da sempre, e che con maggior forza portiamo avanti negli ultimi anni con politiche di sostenibilità sociale e ambientale in senso ampio. Gucci è da sempre un marchio leader mondiale nel settore del lusso, sinonimo di esclusività, tradizione e autenticità. Siamo orgogliosi dei nostri prodotti, della creatività che c’è dietro, della qualità assoluta, del made in Italy e dell’artigianalità. Ma soprattutto siamo orgogliosi del senso di responsabilità di tutte le persone che lavorano per questo marchio, che lo rendono realmente unico.”

Nel 2004 Gucci si è distinta come una delle prime realtà nel suo settore ad avviare volontariamente un processo di certificazione in materia di Responsabilità Sociale d’Impresa (SA 8000) lungo tutta la sua filiera produttiva. “Questo logo - sottolinea l'azienda -  non andrà a sostituire lo storico marchio Gucci, ma verrà utilizzato per segnalare tutte le iniziative di social responsability dell’azienda, rendendo il pubblico partecipe e consapevole dell’impegno dell’azienda nei confronti dell’ambiente e della società”.

Marchio globale riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, Gucci rimane una storia fiorentina di successo. E il legame con il territorio e i suoi attori è ancora oggi alle radici di questo successo. Con un accordo sottoscritto nel 2009 con Confindustria Firenze, CNA e le parti sociali, Gucci si è ulteriormente impegnata a valorizzare e promuovere la filiera produttiva quale patrimonio di conoscenze unico e di valore riconosciuto, in una logica di sostenibilità economica e sociale.
“L’accordo – specifica l'azienda - prende il nome di Comitato per le Politiche di Filiera e nasce dalla volontà comune di individuare strategie condivise volte a sostenere, valorizzare e promuovere la filiera Gucci e il territorio fiorentino quale patrimonio di conoscenze unico e di valore riconosciuto, in una logica di sostenibilità economica e sociale. Nello specifico, l’accordo – il primo del settore in Italia – è nato con lo scopo di adottare buone pratiche e standard per la compatibilità e sostenibilità economica dell’intera catena di fornitura Gucci sociale (una strada che l’azienda ha imboccato con la certificazione nel 2004). L’obiettivo è promuovere una pianificazione efficace dei diversi periodi del ciclo produttivo, valorizzando lo sviluppo del patrimonio culturale, la formazione e l’innovazione tecnologica continua, oltre che facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese”.

L’impegno filantropico dell’azienda fiorentina si estende oltre l’Italia. Tra le numerose attività declinate localmente nei vari mercati di riferimento, Gucci ha versato oltre 12 milioni di dollari in 7 anni di collaborazione con Unicef su progetti destinati a sostenere bambini e donne dell’Africa Sub-Sahariana. Tali iniziative fanno parte del sistema di valori dell’azienda, tanto quanto lo è l’attenzione verso l’ambiente. Nel 2010 è stato infatti avviato un programma di iniziative eco-friendly per la progressiva riduzione dell’impatto delle attività dell’azienda sull’ambiente. Al centro di tali iniziative, c’era la creazione di un nuovo packaging pensato per limitare l’impiego di materiale, realizzato esclusivamente con carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) e riciclabile al 100%. Contemporaneamente, Gucci ha presentato in tale occasione un ambizioso programma di attività sostenibili, che riguardano, tra l’altro, la progressiva sostituzione di materiali in carta, l’ottimizzazione del carico trasportato, al fine di ridurre il trasporto su strada e le conseguenti emissioni di CO2, l’ottimizzazione del parco macchine e un programma volto a limitare il consumo di energia nei negozi. Nel 2010 è stata inoltre ottenuta la certificazione ambientale 14001.

Facendo seguito al programma di iniziative eco-friendly per la progressiva riduzione dell’impatto delle attività dell’azienda sull’ambiente, Gucci ha presentato quest’anno il packaging riciclabile per gli occhiali. Tale packaging ha un ingombro limitato, con ricadute positive in termini di costi di trasporto ed emissioni di CO2. In particolare, i clienti ricevono all'atto dell'acquisto le informazioni necessarie per inviare il packaging a un determinato centro di raccolta dove verrà riciclato per la realizzazione di nuovi prodotti. Sempre in tema ambientale, sono stati sviluppati i primi prodotti eco-friendly, tra i quali una linea di occhiali eco-sostenibili, realizzati con un innovativo materiale acetato che contiene elementi naturali, un sandalo biodegradabile e un nuovo modello di occhiali da sole realizzati in liquid wood.

Gucci intende consolidare il cammino di responsabilità sociale intrapreso, perseverando con impegno nella diffusione delle pratiche, ed integrandole con esperienze di partecipazione allo sviluppo economico, culturale, sociale e ambientale, in una prospettiva di sostenibilità e promuovendo la ricerca di un 'Valore Sostenibile' che sia alla base e informi le politiche gestionali e i comportamenti aziendali. “Il valore della sostenibilità - conclude l'azienda - permeerà tutte le aree dell’azienda, un impegno che coinvolge processi, sistemi e procedure. Nello specifico: gestione della filiera combinando obiettivi economici e principi sostenibili; sistema di gestione dell’impatto ambientale lungo tutta la catena del valore dall’approvvigionamento delle materie prime alla consegna del prodotto; solidarietà attraverso la partecipazione e il sostegno alle cause umanitarie che coinvolgono i più deboli e gli svantaggiati; creatività nello sviluppo di prodotti sostenibili e nel sostegno alle arti”.

Roberta Masella


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