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09/04/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Impure

Si è conclusa ieri a Roma, con un grande party in una prestigiosa location capitolina, la campagna di guerrilla marketing dell’Impuro che finalmente ha svelato la sua identità.

Il lancio

Una collezione di t-shirt per comunicare, un brand per non omologarsi, uno stile che fa la differenza. Questa l’essenza di Impure, che parte in questa stagione con una linea di magliette non solo da indossare ma anche da vivere e da interpretare. Per chi sceglie di non omologarsi e vuole fare la differenza, con uno stile ironico ma mai eccessivo. In linea con il mood irriverente e anticonformista che lo caratterizza, Impure ha scelto di fare il suo ingresso sul mercato attraverso un’azione capillare di guerrilla e viral marketing, creando un vero e proprio passaparola su vari media e sulla rete e suscitando intorno al brand un alone di mistero e di curiosità.

La campagna di lancio del brand ha visto come protagonista l’Essere Impuro, un personaggio surreale, con il volto girato al contrario, la cui immagine ha affollato per mesi il web e tutti i più importanti social network. The Other Way Round è il claim che ha accompagnato l’operazione, a sottolineare la presa di posizione di un marchio che simboleggia chi volta la faccia di fronte ad una realtà che non condivide e sceglie la parte opposta per non omologarsi e per differenziarsi dalla massa.
Le azioni di guerrilla, che hanno coinvolto le principali città italiane (Milano, Roma, Firenze, Bologna, Genova e Torino), è partita con il ritrovamento di 40.000 fototessere dell’Impuro, abbandonate in tutte le cabine fotografiche e altri punti strategici delle città, e riviste poi su Metro, media partner dell’operazione, che ha pubblicato mezza pagina con le fototessere ritrovate invitando i lettori a inviare i loro avvistamenti e commenti. Subito dopo un blog dedicato all’Impuro (essereimpuro.wordpress.com) ha dato il via ad una presenza massiccia sul web, coinvolgendo tutti i principali social network. Video, commenti ed immagini hanno affollato per mesi la rete, contribuendo a creare un effetto viral e di word of mouth tra i consumatori, sempre più incuriositi dall’insolito fenomeno e attratti dalle sue surreali avventure. Un profilo Facebook creato dall’Impuro è stato oscurato dopo aver raggiunto mille amici in sole due settimane.
Ieri, dopo mesi di attesa, il segreto dell’Impuro è stato svelato nella sede dell’agenzia di viral marketing che ha seguito la campagna, da xister, in una prestigiosa location nel cuore del centro storico di Roma (nei locali dell’ex atelier dell’architetto Fuksas), dove in un party esclusivo l’Impuro si è svelato raccontando la filosofia del brand che rappresenta.

“Impure nasce dalla considerazione del fatto che la bellezza è tale in quanto impura, imperfetta, perché ciò che sembra perfetto lo è solo in apparenza e per acquisire fascino deve contenere, come un tao, elementi opposti al suo valore predominante. Credo questo sia un concetto universalmente valido, tanto più se parliamo dell’essere umano, imperfetto o impuro per antonomasia, e per questo unico ed armonioso. Una bellezza data quindi dalla serena convivenza degli opposti, accettando il fatto che tutto possiede toni bianchi e toni scuri, senza rifiutare questi ultimi. Cercare di far convivere, con qualche serenità, quello che ci piace di noi con quello che vorremmo cambiare è per me l’unico modo per cercare di generare armonia e quindi tentare di celebrare il mio tempo. Ho sempre sognato di iniziare un business attraverso un marchio che potesse avere uno spessore socialmente utile ed essere in grado di prendere una posizione, per quanto scomoda possa essere” – dichiara Luca Rossetti, ideatore e proprietario del brand.

Il Concept

Alla base di questa collezione c’è una filosofia, un pensiero attraverso il quale il nuovo brand ha scelto di raccontarsi. Ogni individuo vive quotidianamente in un universo di paradossi, in una finta realtà creata dal marketing, diversa da come è veramente. Compito del brand è decodificare il reale e presentarlo sotto una nuova luce, ironica ed irriverente, utilizzando icone universalmente riconosciute ed affiancandole al loro significato opposto. Perché spesso è dalla convivenza degli opposti che si interpreta meglio la verità dei fatti. Il naming stesso, Impure, nasce con una duplice lettura “I am pure, Impure”, proprio a voler sottolineare come tutto abbia una doppia chiave di lettura, una doppia valenza.

La collezione

Impure presenta una linea di t-shirt a manica corta, pensate per lui e per lei, dove sono rappresentate 15 diverse illustrazioni che ritraggono alcune icone storiche interpretate in maniera insolita ed irriverente. La collezione Impure è caratterizzata da colori e lavaggi vintage per un design unico e contemporaneo, completamente made in Rome. Diversi stilisti stanno lavorando al prossimo total look che riparte dai basici dello streetwear e opta per uno stile minimal dal tocco impuro. Le stampe scelte, appositamente create da illustratori e designer, sono ricche di immagini simboliche e ricercate, dove è evidente il gioco dei paradossi che è alla base del concept Impure. Ed ecco Gandhi, simbolo universale della pace, qui ritratto con i guantoni da boxer, oppure il presidente Obama in versione dj, ancora più vicino ai giovani e al loro linguaggio, o ancora la Statua della Libertà che impugna una pistola al posto della fiaccola, il massimo in termini di provocazione ed irriverenza. Ogni t-shirt è volutamente priva nella parte frontale di richiami al brand che vive esclusivamente sottocollo sul retro; sarà infatti compito dell’immagine comunicare in maniera forte ed accattivante l’essenza di Impure.

Ecosostenibile

Tra i vari valori a cui il marchio si richiama c’è l’attenzione all’ambiente. Impure è un marchio ad Impatto Zero, certificato in seguito ad un accordo con Lifegate. Infatti, le emissioni di anidride carbonica generate dalla produzione dei capi Impure sono compensate con la creazione e la tutela di un’area boschiva in crescita in Costa Rica.
www.impure.it



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