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22/01/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Guerra di religione a colpi di spot

spot

 

Arriva nella capitale spagnola la battaglia a colpi di spot tra atei e credenti. Due autobus pubblici di Madrid, sulla scia di quanto avvenuto a partire dal 12 gennaio a Barcellona, hanno portato una pubblicità a favore dell’ateismo. Si tratta di una campagna già sperimentata inizialmente a Londra, promossa poi nella città di Gaudì dall’Associazione Atei della Catalogna con donazioni private, e che ora punta a sbarcare anche a Madrid e Valencia.
Lo slogan è’: ’’Probabilmente Dio non esiste. Smetti di preoccuparti e goditi la vita’’. Ma nella capitale iberica arriva tardi. Già dallo scorso 25 dicembre, infatti, circola nella zona sud della comunità un autobus interurbano, il numero 493,  dell’impresa Martin, con lo slogan: ’’Dio sì esiste. Godi della vita in Cristo’’.

Un’iniziativa promossa e pagata dalla Chiesa Evangelica, in particolare da Paco Rubiales, avvocato e pastore del Centro Cristiano di Riunioni, nella località madrilena di Fuenlabrada. Ed un secondo bus con lo stesso slogan circola nelle strade del centro della capitale a partire da metà gennaio. Il pastore assicura che l’idea gli è venuta dopo aver appreso la notizia dei bus ’atei’ a Barcellona e a Londra.

Al messaggio edonista dell’Associazione degli Atei, l’arcivescovado della città di Gaudì aveva replicato con una nota diffusa negli ultimi giorni nelle diocesi catalane, che recita: ’’La fede in Dio e nella sua esistenza non è un motivo di preoccupazione né un ostacolo per godere onestamente della vita’’. Nella capitale iberica l’Associazione madrilena di Atei e Liberi pensatori (Amal) ha chiesto all’Impresa municipale dei Trasporti (Emt) di acquistare lo spazio pubblicitario integrale su due autobus, per promuovere il messaggio a favore dell’ateismo per due settimane, a partire dal 26 gennaio. E il prossimo obiettivo è la città di Valencia.

L’iniziativa era nata in un primo tempo a Londra come reazione agli spot di un’associazione cristiana che citava una frase del Vangelo di Luca: ’’Ma quando verrà il figlio dell’uomo, troverà fede nella Terra?’’. E dal Vecchio Continente si è presto estesa oltreoceano, anche a Washington.

Ma a Madrid lo spot ateo è stato anticipato in contropiede dalla Chiesa Evangelica. I 2.200 euro che sono stati pagati a Barcellona all’impresa di trasporti pubblici Tmb provengono, riferisce El Pais, da un conto corrente di donazioni private aperto dall’Associazione Atei della Catalogna presso La Caixa, col quale saranno pagate anche le pubblicità di Madrid e Valencia. Su Internet - alla pagina http://www.busateo.org/ - si può verificare non solo l’ammontare complessivo delle offerte, giunte a quota 6.500 euro, ma anche avere un’anteprima dei cartelli che saranno affissi sugli autobus pubblici a Barcellona e Madrid, qualora anche la società di trasporti della capitale dovesse dare il beneplacito.

Il sito web riporta una serie di messaggi di internauti a favore degli spot.

’’Era ora che noi atei avessimo una maggiore visibilità’’, è il commento di un navigatore, che suggerisce una raccolta di fondi per collocare due grandi cartelloni pubblicitari, con lo slogan della campagna, in Plaza de Colon, la centralissima piazza madrilena teatro dei grandi raduni cattolici convocati dai vescovi contro le riforme sociali ’laiciste’ del governo Zapatero, a partire dai matrimoni fra omosessuali fino al divorzio-express.

L’ultima adunata per la giornata della famiglia tradizionale, convocata dai vescovi il 28 dicembre scorso, ha riunito, secondo l’organizzazione, circa 200 mila persone. Ma la campagna sui bus si è trasformata in un’autentica battaglia a colpi di spot.

Secondo il fondatore dell’Unione Atei e Liberi pensatori, Albert Riba, la sua associazione persegue due obiettivi: ’’Rendere l’ateismo più visibile e far sì che la gente pensi prima di prendere decisioni. Che lo faccia non per abitudine ma dopo aver riflettuto’’. In ogni caso, Riba non crede che la sua campagna sia in concorrenza con quella degli Evangelici: ’’Ognuno - assicura - ha il diritto di pensare e credere in quello che vuole’’.

Rossella Ivone



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