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24/04/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

La rete condanna il razzismo

Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha condannato i cori razzisti rivolti dai tifosi bianconeri nei confronti del giocatore nerazzurro Mario Balotelli in occasione del match Juventus - Inter, infliggendo alla Juve un turno a porte chiuse. Al di là delle sanzioni e delle dichiarazioni ufficiali dei coinvolti o degli addetti ai lavori, che cosa ne pensano veramente gli italiani? A capirlo ci aiuta BuzzMetrics, il servizio di Nielsen Online per la misurazione del passaparola digitale, cioè di quello che le persone dicono su internet attraverso blog, forum, gruppi di discussione: un mondo in cui le conversazioni avvengono spontaneamente e senza filtri. I dati mostrano che il caso Balotelli ha scatenato sul web un vero e proprio putiferio. Il volume di messaggi che citano il calciatore nerazzurro ha subito infatti un’impennata il 18 aprile, subito dopo la partita, e soprattutto il 20, dopo la sanzione del giudice sportivo.

Messaggi postati online su Balotelli nell’ultimo mese


“Il popolo di internet è sempre reattivo rispetto a quello che accade nel mondo circostante” spiega Cristina Papini, Sales & Project Manager Nielsen Online, “Il nostro Paese vive un momento storico in cui la problematica del razzismo è di grande attualità. I cori di sabato hanno scatenato le reazioni indignate della rete: il 31% di chi scrive online li condanna nettamente e il 54% riprende sul proprio blog le ferme condanne espresse dai presidenti Giancarlo Abete e Massimo Moratti”

Tanti i messaggi di solidarietà. “Balotelli è stato insultato: non perché ha giocato male o per semplice rivalità sportiva, ma per il colore della propria pelle. Tutto questo è inaccettabile; tutto questo è una vergogna”, o ancora: “I cori razzisti contro il giocatore dell’Inter Mario Balotelli mi fanno schifo e orrore: Mario è un cittadino italiano e, soprattutto, è un essere umano. E dunque è mio fratello.” Oltre a queste dichiarazioni di sdegno, c’è un 4% che critica la sanzione imposta e un 11% di pareri misti, persone cioè che esprimono disaccordo sulla sanzione decisa dalla FIGC sottolineando che dare risalto solo a questo tipo di offese è in sé un atto di discriminazione. Perché condannare esclusivamente i cori razzisti e non tutte le offese che si sentono allo stadio? Provenienza geografica, fedeltà coniugale, moralità dei familiari… E chi più ne ha più ne metta.

Interessante osservare che il giudizio non dipende esclusivamente dalla fede sportiva, come mostra questa lettera aperta scritta al presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, da un blogger che si definisce uno “juventino vero”, bella proprio perché priva di facile buonismo:
“Presidente,
non lo faccia, faccia invece come l’altra volta: ritiri il ricorso! E’ vero che i cori razzisti si sono verificati anche a San Siro e altrove senza conseguenze, e che anche altri fecero ricorso quando la sanzione fu la chiusura di un solo settore dello stadio. E’ vero che Balotelli in campo si comporta in modo scorretto e provocatorio e gli arbitri lo lasciano fare. Ma tutto ciò non giustifica quei cori.
Una partita a porte chiuse è sanzione addirittura lieve, ce ne meritavamo almeno 3 o 4. Siamo la Juve e, una volta che la Figc può fare quello che deve senza timori reverenziali, dimostriamoci all’altezza della situazione, accettando la pena meno che congrua. Prenda le distanze da quel pubblico incivile e dai loro cori.” (Fonte: Ju29ro Blog - Uno Juventino vero non dimenticherà mai, 20/04/2009)



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