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29/05/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Il nuovo mondo

Tim Berners-Lee, un nome che a molti forse non dirà nulla. E’ considerato uno dei creatori del World Wide Web (WWW), con un documento scritto per il CERN nel Marzo 1989. All’epoca, Berners-Lee, un Inglese laureato ad Oxford, lavorava come consulente informatico per il noto centro di ricerca scientifica internazionale a Ginevra.

Il problema con cui doveva confrontarsi era legato alla necessità di favorire la collaborazione tra il centro e il vasto network internazionale di ricercatori che collaboravano al più ambizioso progetto scientifico di tutti i tempi, il “Large Hadron Collider”. Fu allora che Berners-Lee decise che era necessario creare un sistema con regole semplici e accettate da tutti che permettesse lo scambio di informazioni e documenti senza bisogno di passare da un “centro”, ed attraverso il quale chiunque fosse connesso potesse condividere in modo diretto il proprio lavoro. Così, nel 1989 il nostro scrisse una proposta per il CERN dal titolo “Information management: a proposal”, un titolo che non rende bene l’idea del tipo di rivoluzione che stava per scatenare. Il documento, che conteneva le idee di base per quello che poi sarebbe diventato lo standard di comunicazione su Internet, non ricevette nessun feedback dal CERN. Ma Berners-Lee decise di cominciare a lavorarci comunque, convinto della bontà della sua idea. Nel 1990 scrisse infatti l’”Hyper Text Protocol” (HTTP), il linguaggio con cui i computer avrebbero trasmesso documenti ipertestuali attraverso l’infrastruttura esistente (Internet come network di computer esisteva già). Disegnò anche uno schema che permetteva l’assegnazione ai documenti di indirizzi su internet, in modo da poter essere facilmente trovati. Berners-Lee chiamò questi indirizzi URI (Uniform Resource Locator), e successivamente vennero ribattezzati URL (Uniform Resource Locator). Ultimo passo, sviluppò un software (browser) con cui diventava possibile localizzare e visualizzare i documenti on-line. Il software venne chiamato proprio “World Wide Web” e le pagine da visualizzare formattate attraverso un linguaggio scritto appositamente, l’“Hypertext Markup Language” (HTML).

Ma, come a volte accade, il suo lavoro non venne recepito in tutta la sua portata dall’istituzione per la quale lavorava, e così Berners-Lee decise nel 1991 di condividerlo apertamente con altri, mettendolo a disposizione di tutti su internet e promuovendolo su diversi newsgroup. Non ci volle molto perché i web server cominciassero a moltiplicarsi, così come le pagine accessibili su internet. Il resto, come si dice, è storia. E la storia di Berners-Lee è esemplificativa di come idee rivoluzionarie spesso nascano in risposta a problemi e situazioni critiche, laddove alcuni leggono “rischi”, altri vedono “opportunità”. Il potere delle idee giuste al momento giusto è misurato dalla loro velocità di diffusione attraverso forme di vero e proprio contagio virale, in cui chi si riconosce in quell’idea ne diventa “portatore sano” e si trasforma in ambasciatore dell’idea stessa. Abbiamo sempre bisogno di idee che creino nuovi mondi, forse la prossima è già stata inserita in qualche newsgroup da qualche parte nella rete.

Fabio Sgaragli
Ticonzero.info



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