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13/06/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Shopping online? Adesso è più sicuro

Grazie ad una nuova guida Ue i consumatori europei non dovranno avere più paura di fare acquisti online, perché la Commissione garantirà regole certe e trasparenza per i siti commerciali con il dominio .eu, una serie di nuove norme che metterà al riparo da truffe e brutte sorprese.

Lanciata  dall’esecutivo Ue, la guida all’acquisto consapevole su internet, messa a punto su sollecitazione dell’Europarlamento, cercherà di superare la diffidenza degli europei verso le operazioni online e dare impulso a un settore che segna 106 miliardi di euro di entrate.

Ben il 65% degli internauti Ue non conosce i propri diritti in rete e fra i più diffidenti ad usare Internet per operazioni bancarie o acquisti ci sono gli italiani, che hanno anche una
delle più basse diffusioni di banda larga sul loro territorio rispetto al resto d’Europa: il 30,79% rispetto al 48,56% dei Ventisette.

Il vademecum per i consumatori online europei si applicherà a tutti i siti .eu e impone che essi abbiano informazioni chiare sui prezzi, sulle condizioni di acquisto e sul trattamento dei  dati personali. Inoltre, i commercianti virtuali dovranno assicurare 30 giorni massimo per il tempo di consegna, almeno una settimana per potere ripensare l’acquisto fatto e due anni di garanzia.
Anche la guardia contro i venditori truffatori deve essere più elevata, avverte la Commissione, che chiede sanzioni contro le condizioni contrattuali non adeguate e le pratiche commerciali poco trasparenti. ’’Dare ai consumatori informazioni chiare sui loro diritti aumenterà la fiducia nel mercato del commercio online, che ha un potenziale enorme’’, ha detto il commissario alle Tlc Viviane Reding.

Oltre alla guida per chi fa shopping online, il commissario Reding e quello alla Protezione dei consumatori Maglena Kuneva, hanno anche annunciato le prossime azioni per rendere la vita degli utenti del web più sicura. Prima cosa una stretta sullo spam, una piaga che vede l’Italia primo Paese Ue per diffusione. Poi l’abbattimento delle barriere nazionali al commercio di file musicali con l’introduzione di una licenza europea in sostituzione delle tante licenze nazionali. E infine un’armonizzazione delle regole per le copie di prodotti coperti da copyright, che oggi variano da Paese a Paese.

Rossella Ivone



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