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13/06/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Cosa aspetti a decidere? Quali sono le ragioni per non scegliere

La nostra vita è un susseguirsi di decisioni. In ogni momento siamo chiamati a prendere decisioni, a modificarle, ad accettarle, ad essere propositivi.

Accanto ai processi di comunicazione, che sono alla base delle relazioni umane, i processi decisionali assumono una importanza centrale.
Ma allora perché spesso “non si decide”? Perché è più facile rimandare le decisioni piuttosto che essere immediati nel prenderle?
 
Il contesto sociale ed economico in cui stiamo vivendo, fortemente influenzato dalla crisi economica mondiale, sicuramente agisce sui processi decisionali frenando la capacità di adottare prese di posizione poiché l’incertezza condiziona, dovuta alla non chiarezza dello scenario. In questo caso è sicuramente utile aumentare il grado di conoscenza, l’acquisizione delle informazioni, la consultazione di tutti gli strumenti e i mezzi di comunicazione accessibili, il confronto con altri soggetti che operano sullo stesso mercato.
 
Altre decisioni sono riconducibili sicuramente alla dipendenza da fattori esterni che limita la capacità di agire in assenza di condizioni chiare e trasparenti. In questo caso è preferibile ridurre il condizionamento esterno per esempio diversificando la propria azione sul mercato (se la mia azienda lavora solo partecipando a pubbliche gare, il cui esito è sempre più incerto, inizio ad esplorare altre strade alternative, meno convenienti ma più agili).
 
Altre decisioni ancora sono sicuramente influenzate nelle organizzazioni dalla complessità dei processi interni, dalle ridondanze dovute ad eccessi procedurali, a troppi scambi e passaggi che necessitano prima di adottare la decisione finale. In questo caso è necessario un intervento organizzativo che semplifichi i processi interni per rendere più fluido, veloce ma anche partecipato sia il processo decisionale che quello realizzativo spesso tra loro strettamente intrecciati.
 
Alcune decisioni, infine, sono influenzate dagli aspetti legati alle persone, al loro carattere, alle capacità, alle esperienze.
In taluni casi le decisioni, infatti, non si prendono o si rimandano per una serie di ragioni legate all’incapacità di:
  • definire le priorità,
  • delegare,
  • coinvolgere i propri collaboratori,
  • definire le risorse disponibili,
  • fare un’analisi dei rischi,
  • definire una visione condivisa,

oppure al timore di:

  • sperperare risorse (soprattutto economiche),
  • non riuscire nelle proprie azioni e negli obiettivi,
  • non sentirsi all’altezza delle situazioni,
  • creare scontenti o provocare conflitti.
Rispetto a tutte queste situazioni la persona chiamata a prendere una decisione potrà seguire un percorso di affiancamento personalizzato (coaching o counselling) con un esperto esterno che aiuti a lavorare su competenze e comportamenti, oppure semplicemente attuare una autodiagnosi che porti a rilevare punti di forza e criticità legate ai processi decisionali ma soprattutto alle competenze da sviluppare o valorizzare.
 
Un consiglio per tutti è quello di semplificare i processi decisionali in piccole decisioni che spesso sono interdipendenti tra di loro; ovvero di fronte a situazioni complesse individuare i diversi livelli decisionali e le relazioni causali esistenti tra di loro.
In questo modo le decisioni saranno tra di loro connesse e consequenziali e richiederanno, se gestite in modo continuativo, una capacità di governo che sviluppa la visione d’insieme (dal particolare al generale e viceversa).
Chi è abituato a prendere solo piccole decisioni si avvia verso una gestione complessa, chi al contrario è costretto a prendere grandi provvedimenti riesce a costruirsi un quadro logico che eviti dispersioni ed indecisioni temporanee.
 
Il tutto funziona a patto che si è disposti a mettersi in gioco!
 
 
Giovanni Volpe
                                                                                  Amministratore Unico di COMITES srl
                                                                                         volpe@comites.mi.it
                                                                                                                              


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