Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
19/06/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

276 miliardi di dollari al giorno: il caro marketing

I nomi sono di un certo calibro. A cominciare da Philip Kotler, padre fondatore del marketing, di fronte al quale ogni presentazione sarebbe riduttiva, e proseguendo con Andres Knutsen, redentore della Bang & Olufsen, colui che ne ha assunto la guida salvandone tradizione e qualità. In occasione World Marketing & Sales Forum si sono alternati sul palco dell’Hotel Melià di Milano guru del marketing e manager di fama internazionale.

 
Il racconto di questa edizione incomincia dall’ultimo relatore, colui dai cui libri, chiunque abbia avuto a che fare col marketing, ha studiato: Philip Kotler. Uomo d’azienda pragmatico e mirabile oratore, il massimo esperto di marketing al mondo, ha descritto la possibilità di applicare il marketing al momento storico che stiamo vivendo.
 
La turbolenza economica è una condizione ‘normale’ dei mercati contemporanei. Schumpeter nei primi anni del secolo scorso già affermò che il capitalismo conduce verso una strada non battuta, difficile da gestire, perché caratterizzato dalla cosiddetta ‘distruzione creativa’. Ogni nuova invenzione porta ineludibilmente al superamento di un’abitudine precedente. Kotler ha posto l’accento sul consumatore, colui senza il quale l’azienda non avrebbe motivo di esistere. Il consumatore moderno è una macchina emotiva in continua evoluzione, più attento e consapevole rispetto al passato. ‘Voc: voice of consumer ‘è un imperativo per chiunque voglia avere successo con il proprio business.  Kotler ha cercato di superare anche la classica dicotomia tra marketing e vendite. Il marketing - ha spiegato il professore – non deve scontrarsi con la forza vendita, non deve esserci alcuna discontinuità, ma una sovrapposizione senza interferenze. Il ruolo del marketing si riferisce anche alla costruzione di un marchio, che deve entrare nelle preferenze d’acquisto del cliente. A quel punto entra in gioco la forza vendita.
 
Andres Knutsen durante il suo intervento si è soffermato sul tema dei valori. Fondamentali e irrinunciabili, i valori sono quelli a cui l’azienda deve fare sempre riferimento. I valori non devono essere molti, ma chiari e definiti, così da poter facilmente essere trasmessi anche all’esterno. E’ stata proprio la voglia di recuperare e non ‘uccidere’ la tradizione ai  valori a salvare la Bang & Olufsen dal tracollo.
 
Ad illustrare il ruolo dell’ ‘Emphatic design’ ci ha pensato Tom Kelley, general manager di Ideo, azienda che ha creato il mouse Apple e molti prodotti all’avanguardia. Il consiglio è ‘guardare le cose con occhi nuovi’. Il dejavù diventa ‘vujade’, vale a dire trovarsi in un posto in cui si è stati molte volte e guardarlo con occhi nuovi.
 
Alcuni dati significativi su cui riflettere sono stati presentati da Andris Zoltner, professore di marketing presso la Kellogg School of Management della Northwestern University.
 
Sono 276 i miliardi di dollari investiti nel marketing ogni giorno; 675 i milioni di persone che operano in questo settore. Numeri da capogiro che meritano un’attenzione particolare.
 
Per eccellere occorre concentrarsi sull’attività da realizzare, perseguendo l’attività economica concentrandosi sulle opportunità migliori.
Per fare questo, occorre avere le migliori risorse.
 
Sapevate che la capacità di prevedere la futura bravura e profittabilità di un candidato è pari al 50%?
 
Questo significa che selezionare il leader del futuro non è lavoro semplice.
 
Sapevate che la metà di tutta la forza vendita di un’azienda è al di sotto della media? Questo comporta certo il rischio di perdere territori e aree di vendita, ma anche un 50% di possibilità di miglioramento. Non sono evidenze da trascurare.
 
Una buona forza vendita, e per estensione un buon dipendente, si motiva proponendo obiettivi ambiziosi ma raggiungibili, e premiandolo tramite un sistema di incentivi e retribuzioni.
 
Il marketing delle nuove idee: strategie e applicazione. Fernando Trias de Bes, esperto internazionale in ricerca e innovazione, ha colmato il gap tra il marketing e la sua applicazione, tentando di scardinare le false credenze relative al marketing dei nuovi prodotti.
 
Conclusione è che bisogna cambiare, reagire, sfidare l’era della turbolenza, con le cinture allacciate, ma con il coraggio di volare.
 
 
Serena Poerio


ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
MANAGEMENT - 07/11/2012
Kotler: 'L'Italia ha dimenticato il marketing'
MANAGEMENT - 19/01/2016
La Business Mobility nel mondo
MANAGEMENT - 10/02/2011
Customer Equity, ma attenti alla competizione
MANAGEMENT - 18/01/2016
Il futuro dell‘ecommerce
MANAGEMENT - 12/07/2010
Il web 2.0 non convince i marketing manager
 
 

Business Video