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01/07/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Google AdWords vs Linkedin DirectAds: simili ma profondamente diversi

 
 
Nella spasmodica ricerca di nuovi ed efficienti strumenti di comunicazione, non si può non considerare i social network ed il loro immenso bagaglio di contatti profilati. In ottica B2B e non solo, dimensioni sociali come Linkedin e nello specifico l’advertising a pagamento concesso, appaiono come opportunità da vagliare nella promozione di prodotti o servizi.
 
Personalmente, ritengo più efficaci le azioni non forzate ovvero l’utilizzo del mezzo social nella sua essenza; credo cioè che sia più interessante in un spazio di contatti sfruttare logiche tipiche quali il passaparola o le aggregazioni per tema di interesse (gruppi...). E’ un po’ come dire che in un motore di ricerca cerco di diventare "visibile" per posizionamento organico e non per un forzato annuncio di testo per il quale pago.
 
Posta tale premessa ribadisco che comunque la pubblicità a pagamento su Linkedin vada analizzata e, sfruttando la precedente analogia con i motori di ricerca, comparata con le classiche opportunità concesse da Google.
 
Chiamiamoli per nome: Google AdWords e Linkedin DirectAds. In realtà quest’ultimo non rappresenta l’intera offerta della piattaforma ma circoscrive un’opzione dedicata a chi ha a disposizione budget limitati e si vuole accontentare di soli messaggi testuali.

Strumenti simili all’apparenza: la visualizzazione di un messaggio dalla lunghezza estremamente limitata, un link che rimanda al sito da promuovere, la possibilità di pagamento in base ad un minimo, anche se nella realtà non sufficiente, risultato ovvero il pay for click in un mare di impression.
 
Penso che le peculiarità di Adwords siano ben note a chi si interessa anche minimamente di advertising su web. Ritengo quindi, nel sottolineare le differenze fra i due strumenti, di dare enfasi alle singolarità di DirectAds:
 
Non è worldwide. Per ora il servizio non è implementato in tutti i paesi e tra questi ovviamente, concedetemi il tono polemico, non è annoverato il nostro.
 
 
Budget minimo giornaliero obbligatorio.
 
Costo per click fisso e oneroso. Non è concessa alcuna variabilità, non c’è un meccanismo d’asta in base alla domanda. Apparentemente costa di più perché il click proviene da un target più mirato e quindi potrebbe tramutarsi con maggior probabilità in una lead; la variabilità non può esistere perché non ci sono keywords da scegliere. Dico solo che sono argomentazioni non proprio inattaccabili. Che i contatti siano migliori è tutto da dimostrare e reputo che volendo dei meccanismi di variabilità in base alle richieste di mercato siano ipotizzabili. Penso a riguardo a far pagare in base a quanto è ricercato un certo target o bouquet di essi...
 
Possibilità di pagamento a numero di impression. Interessante soprattutto per chi è molto appetibile e quindi potrebbe generare un’alta percentuale di click data l’esposizione del messaggio.
 
Estrema importanza al contenuto del messaggio. Bisogna crearlo in modo da rendere chiaro ciò che si va ad offrire in quanto non esiste il filtro della parola chiave che in un certo senso mi rende più corrispondente richiesta con ciò che è propinato.
 
Si può mirare meglio il target. Considerate che si sceglie dove far apparire il messaggio in base alla funzione o al settore di appartenenza del soggetto.
 
E’ advertising passivo. L’utente non sta cercando nulla! Non offro a chi cerca ma provo ad offrire a chi potrebbe essere interessato. La vera differenza sta proprio nelle scelte lessicali di quest’ultima frase: google=cerca=pronto ad accogliere, linkedin=interesse=mirato ma non predisposto ad accogliere.
 
In quest’ultimo punto ho cercato di raccontarvi la diversa filosofia che governa i due mezzi perché credo che sia il reale valore che vi posso offrire.
 
Penso di non sbagliare ad interpretare i pensieri di chi legge ponendo il quesito: chi è il migliore?
 
Voglio uscire anche dal solo linkedin per ragionare sulla generale offerta dei social network:
 
pubblicità passiva sul target o advertising sulle richieste del utente?
 
Forse la risposta sta nel quanto è attinente il target scelto con quello enucleabile dallo strumento, ciò che so di certo è che quotidianamente osservo campagne AdWords offrire ottimi risultati pur in un costante trends di aumento dei cpc dovuti all’inflazionarsi del mezzo.
 
Nuove strade sono necessarie ma la via sarà quella dell’advertising sui social network?...
 
 
 
Dott. Dario Ferrigato
Consulente in marketing strategico
Senior consultant
ADVBOUCLE & PARTNERS  Consulenti marketing
 


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