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01/07/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Trend (aggiornati) di e-commerce - Parte 1

Finalmente una ricerca aggiornata e completa sull’utilizzo del canale Internet per acquisti e informazione: Netcomm – Gfk Eurisko “Il consumatore e l’e-commerce”, pubblicata nel maggio scorso. Ci occuperemo di analizzare alcuni dei dati più significativi, con l’obiettivo di comprendere meglio profili e stili di comportamento degli utenti, in modo da far luce su potenzialità e criticità del futuro dell’e-commerce nel nostro paese. Data la complessità dei risultati di questa indagine, ma soprattutto il loro interesse, abbiamo deciso di dedicare due uscite a questo argomento, per garantire una riflessione degna di un settore economico che con oltre cinque milioni di utenti potenziali all’anno offre grandi spazi di manovra.

Il primo dato che mi ha colpito è stato il seguente: alla domanda “Farei molti più acquisti con internet se…”,  un 52% ha segnalato, tra le possibili risposte, la seguente “Farei molti più acquisti se i prezzi dei prodotti e dei servizi fossero più convenienti che nei punti vendita normali”.
La leva del prezzo apparirebbe quindi fondamentale per incentivare gli utenti Internet ad effettuare acquisti, ma solo nella misura in cui riesca a compensare il valore derivante dall’esperienza di acquisto presso punti vendita fisici.
Alla stessa domanda, un 34% ha risposto “Farei molti più acquisti con internet se i prodotti offerti su internet fossero presentati e descritti in modo più chiaro ed esauriente”.
Questo è un banco di prova per l’e-commerce, la capacità cioè di risolvere il confronto con i punti vendita fisici adottando strategie di presentazione dei prodotti più chiare, complete e seducenti. Questo ovviamente può solo essere implementato a livello di architettura web dei siti, che devono evolvere integrando sperimentazioni di successo in mercati più avanzati da questo punto di vista.
 
Il brand risulta il fattore vincente anche su internet, con un 80% di rispondenti che conferma “ Mi ispirano fiducia soprattutto le marche conosciute al di fuori di internet”.
Nessuna sorpresa anche per il 43% che afferma “Mi ispirano fiducia soprattutto i pareri degli altri utenti che trovo nei siti dei gruppi di discussione, blog, social network”, a conferma del meccanismo del passa-parola come strumento da sfruttare da parte delle aziende, utilizzando strategie di marketing virale, ma soprattutto della necessità di salvaguardare la propria reputazione. Quest’ultimo obiettivo può essere supportato da adeguati sistemi di CRM, un’attenzione particolare alla soddisfazione del consumatore e di riflesso attraverso efficienti meccanismi manageriali mirati alla riduzione di errori e ritardi che possano diminuire la fiducia dei clienti.
 
Sorprende invece che un 68% dichiari “ Mi ispirano fiducia soprattutto i pareri dei miei amici, parenti, conoscenti che usano internet per fare acquisti”, un dato che sottende a mio avviso una generale sfiducia ancora diffusa nel mercato italiano nei confronti dell’e-commerce in generale. Continueremo nella seconda parte di questo articolo ad analizzare dati che possano informare una più intelligente azione di marketing sul web, con l’obiettivo di innalzare gli standard di un canale che potenzialmente può aumentare molto di più il proprio peso in termini di giro d’affari nel mercato.
 
 
 
Fabio Sgaragli

Ticonzero.info



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