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02/07/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Myanmar


Tra il 2 e il 3 maggio 2008 il Myanmar è stato investito da un violentissimo ciclone che ha colpito oltre 3 milioni e mezzo di persone e ha causato circa 130mila morti. La notizia è stata diffusa dai media occidentali solo a partire dal 4 maggio, suscitando una grossa eco, destinata però ad affievolirsi nel corso di poche settimane. La situazione nelle regioni colpite, invece, restava gravissima.

“Già dalle prime ore dopo il ciclone c’erano decine di persone dei villaggi circostanti che avevano cercato rifugio dalla devastazione circostante e iniziavano ad arrivare le prime notizie di dispersi, cercati dalle famiglie. La priorità era la sopravvivenza, ma non c’era quasi più cibo, perché tutto era stato spazzato via dal ciclone. Per questo abbiamo cercato di recuperare anche il riso danneggiato dall’acqua”. Così il Monaco U Kusala, del Monastero Taw Kamai, nei pressi di Dedaye, racconta la situazione dopo il passaggio del ciclone Nargis.

Cesvi, presente dal 2001 nel paese, si è immediatamente mobilitato per prestare il primo soccorso alla popolazione colpita nelle prime settimane dopo il disastro ed è rimasto nelle zone colpite per fornire  sostegno in campo agricolo e sanitario. La zona di intervento è stata la provincia di Dedaye, una delle aree maggiormente colpite dal ciclone. In questa area centinaia sono stati gli abitanti morti o dispersi e circa il 65% della popolazione ha subito pesanti perdite materiali: capanne crollate o volate via, raccolti danneggiati, bestiame ed attrezzature agricole spazzate via.

Anche grazie all’importante sostegno di UBI Banca, Cesvi ha garantito la riabilitazione di 186 bacini per la raccolta di acqua potabile e la distribuzione di 100 pompe idrauliche per la successiva pulizia dei bacini. Almeno 18mila famiglie hanno ricevuto un kit per la raccolta di acqua piovana e tavolette per la purificazione dell’acqua, oltre 16mila famiglie hanno ricevuto un kit igienico e 3.000 hanno ricevuto un kit per la cucina. E’ stato affiancato anche un intervento sanitario, che ha raggiunto oltre 116mila persone e ha incluso la riabilitazione di un ospedale e 13 tra centri sanitari urbani e rurali, la costruzione di 5 nuovi Centri di Salute Rurali e 24 Sub Rurali e l’attivazione di 5 cliniche mobili che permettono di offrire assistenza medica nelle zone più remote. Il ciclone Nargis ha distrutto anche le coltivazioni e per questo l’intervento di Cesvi ha incluso la distribuzione di semi di riso e di legumi, oltre a 50 motocoltivatori e quintali di fertilizzante per riattivare la produttività delle colture.

L’iniziativa a favore del Myanmar rappresenta il secondo grande successo del conto “CESVI sUBIto”, dedicato alle emergenze umanitarie, inaugurato nel 2007 a favore del Bangladesh. Riaperto per finanziare l’intervento di emergenza nell’ex Birmania e lanciato con una donazione di 100.000 euro, stanziati dalla Banca Popolare di Bergamo e dal Banco di Brescia, ha permesso di raccogliere complessivamente 170mila euro grazie alla generosità dimostrata ancora una volta dai clienti del Gruppo. Già l’iniziativa “Aiutiamoli Insieme”, a favore della popolazione bengalese si era chiusa con una raccolta fondi d’eccezione: 166.000 euro, dei quali la metà donati dal Gruppo UBI Banca.

Ma collaborazione tra Cesvi e UBI Banca nasce ben prima: 11 anni fa. È nel 1998, che Banca Popolare di Bergamo risponde per prima ad una delle più gravi crisi umanitarie del XX secolo - la carestia in Corea del Nord - inviando 40 tonnellate di aiuti umanitari con l’operazione “SOS Nord Corea”. A questa grande operazione segue nel 2002 il sostegno dei progetti contro la malnutrizione infantile in Vietnam, cui si aggiunge nel 2005 una grande operazione di Gruppo a favore di quattro progetti di sviluppo.

“Con Cesvi abbiamo scelto di dedicarci agli interventi nei paesi più poveri, nei quali non vi sono strutture di protezione civile organizzate ed efficienti, per affrontare anche quelle emergenze alle quali i media dedicano meno attenzione, ma che non per questo sono meno gravi e dolorose per la popolazione” ha dichiarato Emilio Zanetti, Presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca. “Attraverso l’iniziativa Cesvi sUBIto abbiamo inoltre dato la possibilità di intervenire immediatamente a favore delle popolazioni più sfortunate, come già successo anche nel 2007 con l’emergenza in Bangladesh. La generosa partecipazione dei nostri clienti è semplicemente il segno di una condivisione e di una identificazione nei valori che sono propri della nostra Banca”. Sulla stessa linea Giangi Milesi, Presidente Cesvi: “ancora una volta il Gruppo UBI Banca si è dimostrato vicino al Cesvi e alle popolazioni in grave difficoltà a causa di emergenze e calamità. Il successo di questa iniziativa ci ha consentito di superare la prima fase di emergenza e consolidare interventi di sviluppo, attraverso l’impegno del Cesvi per garantire accesso al cibo, insieme a prevenzione e cura contro le più gravi endemie come la malaria”.

La collaborazione tra Cesvi e UBI Banca continua: il conto Cesvi sUBIto è ancora aperto, per rispondere ad altre emergenze e dare forza all’impegno di Cesvi in tutto il mondo.

Per informazioni:
www.cesvi.org
corporate@cesvi.org



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