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17/07/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

I cento indispensabili oggetti

 

Dave Bruno è ormai sinonimo di lotta al consumismo sfrenato della nostra società. Lotta contro tutto quello di cui potremmo fare a meno senza particolare disagio.

Per coloro che non lo conoscessero, quest’uomo  ha 37 anni ed è un imprenditore di San Diego. Non è un pazzo che svegliandosi una mattina ha pensato di doversi disfare di un po’ di oggetti. E’ un uomo che semplicemente, guardando la propria casa, si è visto sommerso da molte cose che risultavano inutili e inutilizzate. Così è iniziata la sua sfida personale e familiare. Trecentosessantacinque giorni, dal 12 novembre 2008 al 12 novembre 2009 con soli 100 oggetti indispensabili, senza i quali non si potrebbe proprio vivere.

Ovviamente, in un’era digitale come quella in cui stiamo vivendo, diventa quasi d’obbligo condividere la propria esperienza con gli internauti di tutto il globo. Infatti l’imprenditore americano ha aperto un blog come mezzo per discutere su quali oggetti da portare in questa sorta di anno ‘sabbatico’. La vera sfida è partita proprio da qui: vivere la propria casa con soli 100 preziosissimi oggetti. Un drastico educarsi al rispetto delle cose che si hanno senza piegarsi ad un insensato consumismo.
Il blog è chiaramente stato preso d’assalto da tanti curiosi ma anche da gente ammirata che vorrebbe emulare le gesta di quest’uomo ‘rivoluzionario’. Molte le domande tra le quali se i libri costituissero una categoria da riempire con un numero indefinito di testi o se ci si dovesse porre dei limiti; o ancora il numero di t-shirt da portare con se per affrontare l’anno anti consumismo.

Dave Bruno non ha lasciato nulla al caso così da non trovarsi spiazzato da tali questioni stilando le sei regole da rispettare per una buona riuscita. L’imprenditore considera come oggetti solo quelli strettamente personali escludendo quindi quelli in condivisione con la propria famiglia come per esempio il letto o la cucina. Tutto il resto, reputato non necessario, sarà custodito in grossi scatoloni da aprire solamente a scadenza dei buoni propositi. Per quanto riguarda i libri e gli indumenti intimi, non si è posto un limite quantitativo massimo ma sempre mantenendo una linea soft. Per l’igiene intima il numero di pezzi ritenuti indispensabili sono solamente tre: uno spazzolino, un rasoio e un trimmer per i peli del naso.
Altri oggetti sono una penna, un paio d’occhiali, una matita, un portafogli e un taccuino. Tra l’elettronica spicca l’irresistibile fascino del computer iMac, un hard disk, una stampante e un paio di cuffie.

Questi alcuni degli elementi fondamentali che vanno continuamente ad aggiornarsi con l’aiuto degli utenti del suo blog.
Ma ad aver fatto colpo è stata soprattutto un’affermazione di Dave Bruno secondo il quale ‘gli oggetti devono essere utilizzati. Le persone devono essere amate. Peccato che le nostra società faccia proprio il contrario’.

Non resta che attendere qualche altro mese. Ad esperimento terminato la domanda da rivolgere all’imprenditore potrebbe essere: ‘come è stato vivere con lo stretto necessario in una società che è abituata ad avere tutto e subito?’. Sarebbe bello se la risposta fosse, parafrasando una nota canzone : ‘cosa vuoi che sia, passa tutto quanto, solo un po’ di tempo e ci riderai su. E’ il mondo che ti dice tu pensa alla salute.’

Gianpiero Romanazzi



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