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20/07/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

1° Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo: non solo mare nostrum

albero soldi

 

“Spesso esiste uno squilibrio tra l’Italia e gli altri paesi dell’area del Mediterraneo, che nasce sia da una dotazione di materie prime che non possediamo, sia dalla capacità produttiva che bisogna trasferire meglio agli altri paesi, assieme al modello della PMI – ha esordito Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano, in apertura al 1° Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo – Il modello delle PMI si è rivelato il miglior mezzo di sostegno in periodi di crisi ed aiuta i paesi a rafforzarsi, differenziando le proprie produzioni. Tanti fattori possono scoraggiare il dialogo tra i popoli, ma per non retrocedere dobbiamo fare grandi salti in avanti, con passo deciso verso un futuro di pace e prosperità quanto più condivisa e possibile”.

“Dobbiamo promuovere una cultura della collaborazione in grado di imprimere una forse spinta alla cooperazione economica nel mediterraneo. Questa è una reale necessità per il nostro Paese, una chiave per dialogare concretamente e sensibilmente – ha dichiarato Roberto Formigoni, Presidente della regione Lombardia  - Abbiamo fatto partire, per esempio, un sistema fieristico per far crescere le PMI, oltre ad avviare l’attività della camera internazionale di Milano. La nostra Regione è fortemente interessata a mettere in gioco le proprie capacità di ricerca ed innovazione a servizio di una crescita più equilibrata dei Paesi che si affacciano su Mediterraneo. L’Euromediterraneo è un grande obiettivo della globalizzazione: un’area chiave per la cooperazione e gli scambi a livello planetario. Non solo mare nostrum , ma mare comune che funga da ponte per tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo”.

Dalle analisi condotte dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Milano, si evidenzia che, nonostante la crisi economica, negli ultimi dodici mesi lo sviluppo dell’interscambio commerciale italiano verso i paesi dell’area mediterranea è cresciuto, superando il record di 62 miliardi di Euro  e ponendo il nostro Paese come primo partner commerciale del Mediterraneo. Il driver principale di questa crescita è costituito dalle importazioni del nostro Paese dall’area Sud del Mediterraneo, che nel 2008 sono cresciute del 20,3% rispetto al 2007, e dalle esportazioni dall’Italia verso i Paesi del Sud del Mediterraneo che hanno registrato un + 17,9%. Il Forum vuole cogliere le opportunità di attuazione di uno sviluppo convidiso,  e vede la candidatura di Milano come sede del Segretariato Economico per l’Unione per il Mediterraneo (UpM).

Bruno Ermolli, Presidente di Promos
(Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano per le Attività Internazionali), ha parlato dei tre fattori critici di successo per le aree: le PMI (motori di sviluppo economico), le infrastrutture (portatrici di lavoro e di profitti), e l’energia (che deve essere incrementata, sia quella tradizionale che quella rinnovabile). Bruno Ermolli ha individuato poi nel pragmatismo e nella concretezza la chiave del successo per dare vita ad un’area di libero scambio nel Mediterraneo, affinché il nostro Paese, e in particolare la città di Milano, siano al centro di questo progetto. Obiettivi economici, quindi, ed un’agenda condivisa e credibile per il loro conseguimento.

“Ho voluto partecipare a questo forum, dopo il G8, perché tratta questioni importanti che riguardano la situazione economica mondiale e l’impatto della crisi che stiamo vivendo sull’area mediterranea – queste le parole di Hosni Mubarak, Presidente della Repubblica Araba d’Egitto -  Il mondo attraversa un momento difficile ed una crisi finanziaria acuta che non ha risparmiato nessuno ma che rappresenta una nuova sfida. L’importante è contenerla e concordare una visione comune che crei misure che consentano di gestirla velocemente Mobilitazione di risorse e finanziamenti disponibili al fine di attuare la cooperazione”.
Christine Lagarde, ministro dell’Economia, delle Finanze e del Lavoro della Repubblica Francese, ha posto l’accento sulla costruzione di una architettura egualitaria tra i paesi del Nord e del Sud del mediterraneo. “La crisi ci invita naturalmente a racchiuderci su noi stessi, al protezionismo – ha detto Lagarde - Il bacino del Mediterraneo è il primo cerchio tramite cui uscire dal protezionismo con la libera circolazione delle merci e delle persone”.
Maud Olofsson, Vice Primo Ministro del Regno di Svezia, ha delineato la ‘rivoluzione verde’ in atto ed il timore negli investimenti sulle tecnologie morbide a favore dell’ambiente. Timore che deve essere contrastato perché le politiche ‘verdi’ non implicano la riduzione della competitività delle nostre industrie, anzi le rende più sostenibili ed efficienti.
Dagli anni ’70, infatti, in Svezia sono state ridotte le emissioni di CO2 e parallelamente il PIL  è aumentato. Bisogna sia migliorare le tecnologie che possono dare un ritorno concreto e rapido ma anche guardare le opportunità a lungo termine. Nel settore del verde, per esempio l’agricoltura ed il turismo sostenibile, si potranno creare anche nuovi posti di lavoro. La trasformazione verso l’economia eco-compatibile è in corso non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti ed in Giappone, che dimostrano che con un adeguamento rapido e precoce si può conseguire un vantaggio concorrenziale negli anni successivi.
La stessa trasformazione che deve essere avviata nell’area dell’Euromediterraneo, per garantirne il successo.
Antonio Tajani, Vice-Presidente della Commissione Europea e Commissario ai Trasporti, ha invitato tutti a mantenere lo slancio, la reale volontà politica e l’impegno di tutte le parti. Comprendere cosa il Mediterraneo del Sud (africani del nord)chiede al Mediterraneo del Nord (europei del sud, per non incorrere nei vecchi errori; raccogliere la sfida e realizzare, nel continente africano, infrastrutture di qualità per il suo sviluppo e la sua crescita. E la Repubblica Araba d’Egitto potrà svolgere in questo settore, secondo Tajani, un ruolo da protagonista. Al via il dialogo, quindi, tra europei del Sud ed africani del Nord.
“Ravvicinando le due sponde del Mediterraneo, creiamo vantaggio per entrambe – ha proseguito Philippe Maystadt, Presidente della Banca europea per gli investimenti (BEI) -  La BEI rimarrà molto attiva nella regione del mediterraneo. Il vento dell’opportunità soffia ancora, andiamo avanti con le iniziative di sviluppo sostenibile emerse un anno fa durante il vertice di Parigi, con il supporto della BEI: sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti; sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti e disinquinamento del mediterraneo”.

La mattinata dei lavori si è conclusa con il saluto del Sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha lanciato una proposta: raffrontare le esperienze dei sindaci di tutte le città della sponda nord e sud del Mediterraneo, con l’augurio che la città di Milano possa accogliere i progetti di partenariato come esperienze utili per tutti.

Conclusione affidata al Presidente del Consiglio dei Ministri , Silvio Berlusconi: “Milano è città della concretezza, per la realizzazione di nuovi progetti nello spazio del Mediterraneo, ricordando che già molti vanno verso una possibile realizzazione. Dagli incontri del G8 e del G14 sono emerse alcune decisioni, quali l’impulso ai negoziati per la liberalizzazione dei commerci, e l’aiuto di 20 miliardi di dollari da destinare allo sviluppo del continente africano, ma con un cambiamento nel modo di destinarli (anziché consegnarli ai leader dei Paesi, saranno realizzate cose concrete, come scuole, strade ed amministrazioni pubbliche basate sull’e-government, che consentono la libertà e la democrazia). Il Governo può quindi supportare tutto ciò sviluppando rapporti di amicizia con i Paesi del Sud del Mediterraneo”.

Deborah Baldasarre

Per visualizzare il video di presentazione dell’evento, clicca qui!



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