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23/07/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

La politica ai tempi del web


Segno dei tempi: un annuncio dell’esercito Usa è finito prima su Facebook che sul sito del Pentagono. È successo quando per la prima volta un comunicato dell’Us Army è stato pubblicato prima sul popolare social network e solo poi diramato per le vie ufficiali. Si trattava dell’annuncio delle nuove consegne del contingente Isaf, quello della forza internazionale in Afghanistan. Secondo un portavoce del Comando Centrale Usa (quello che ha la responsabilità dell’Afghanistan) si è trattato di un ritardo tecnico dovuto alla lentezza del server. Di solito, ha spiegato il portavoce, le notizie che riguardano le forze armate vengono pubblicate su Facebook o Twitter in contemporanea con i comunicati stampa tradizionali. Se questo succede negli Stati Uniti, l’Est non sta di certo a guardare. Come in Iran, anche per la rivolta degli uighuri in Xinjiang è stato internet il mezzo usato per raccontare l’altra faccia della verità. È stato da siti come Twitter, Facebook e Youtube che nel mondo si sono diffuse informazioni e immagini diverse da quelle mostrate dai media ufficiali. Un utente che si definiva studente americano, secondo l’agenzia Afp, ieri ha addirittura anticipato i media tradizionali parlando su Twitter di "problemi" nel capoluogo dello Xinjiang. Poi, nonostante il blocco della rete in Cina, su YouTube hanno cominciato ad essere postati video di quelli che vengono presentati come gli scontri di ieri. Uno dei reportage più lunghi è stato postato dall’utente Uygur2009. Si tratta di una collezione di filmati intitolata "Urumqi 2009 Massacre", per lo più girati con telecamere amatoriali dalle finestre di diversi palazzi, che mostrano cortei e cariche della polizia. In molti dei filmati è possibile individuare la data (5/7) e l’orario di registrazione. La quinta parte di tale collezione è realizzata con fotografie di buona qualità. In una di queste si vede una ragazza sdraiata su un pavimento, con una vasta chiazza di sangue all’altezza delle spalle, assistita da quello che sembra un infermiere.
In un altro scatto si vede il centro di una strada con alcune vetture ferme, due corpi di adulti e quello di un bambino riversi sull’asfalto. Un altro filmato - postato da ’baryin06’ - invece riprende, sotto un titolo in cui si afferma che le vittime Han degli scontri sono state 140, le immagini della televisione di stato Cctv in cui si vedono manifestanti che rovesciano auto, mezzi bruciati, persone di etnia cinese col volto insanguinato. Nel filmato messo in rete da un utente che si identifica come ’uighurmuslim’, si vede prima una serie di arresti compiuti dalla polizia, poi immagini di una manifestazione che sembra pacifica alla quale partecipano migliaia di giovani, comprese molte donne, di probabile etnia uighura. La marcia viene fermata da una carica di polizia.
E fa il giro del mondo. Potenza del web…

Rossella Ivone



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