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23/09/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Innovative marketing


La scalata ai vertici dell’Europa non passa solamente da buoni risultati sportivi, anzi questi sono strettamente correlati a buone prestazioni da un punto di vista economico. Le nuove regole che il Presidente dell’ Uefa Michel Platini vuole imporre ai club partecipanti alle competizioni europee, imporranno bilanci sani; senza questo requisito si rischierà l’esclusione dalle competizioni con conseguente perdita di introiti che annualmente arricchiscono le casse societarie. Dunque uno stop netto e deciso a bilanci dopati e false plusvalenze che oscuravano peccati gestionali dei fatturati.

Il Real Madrid, del vulcanico Florentino Perez, quello dei 93 milioni di euro per Cristiano Ronaldo, tanto per intenderci, guida la classifica dei club che nelle previsioni dovrebbe riuscire a produrre più fatturato nel corso della stagione calcistica appena avviata. I dati 2007/2008, in attesa dell’ufficialità di quelli del 2008/2009, parlano di un fatturato di 365 milioni di euro e che in questa stagione si stima potrebbe abbattere la soglia dei 400 milioni. Al secondo posto si piazza la superpotenza Manchester United che sfonda il tetto dei 300 milioni di euro. Dietro si assestano il Barcellona, il Bayern Monaco e il Chesea del magnate russo Abramovich.

Attualmente queste cifre sono pressoché irraggiungibili per qualsiasi club italiano ma la scalata milionaria è appena cominciata. Infatti la Juventus è la società italiana che riesce a tener testa puntando alle prime cinque posizioni producendo un fatturato, in questo caso aggiornato al 2008/2009, che si attesta sui 240 milioni di euro con prospettive altissime di crescita. In realtà la società di Corso Galileo Ferraris era sempre puntualmente tra le prime cinque prima della bufera calciopoli che ha investito il calcio italiano non più di quattro anni fa. Un lasso di tempo se vogliamo breve ma necessario a rialzare la testa e dare nuovamente lustro al brand Juventus con dirigenti lungimiranti che perseguono la politica dell’autofinanziamento.

Il direttore commerciale della società bianconera, Marco Fassone, sta mettendo a punto la strategia per incorporare un nuovo sponsor per le maglie della prossima stagione che produrranno un incasso raddoppiato rispetto all’attuale sponsor New Holland, stipulato al momento della rinascita dalla serie B.


Ma in ballo ci sono anche e soprattutto progetti per il nuovo stadio che portano ventate di ottimismo e milioni. La Juventus ha anche sottoscritto un contratto con SportFive Italia, filiale del gruppo Lagardère, per i prossimi 15 anni che consentirà la gestione in esclusiva dei naming rights e del nuovo impianto sportivo. SportFive verserà nelle casse bianconere 75 milioni di euro in diverse tranche. L’obiettivo è quello di accrescere il prestigio del brand Juventus e accrescere il prestigio dei marchi official sponsor che si riducono ad un massimo di 12 con notevole aumento di visibilità.
Sicuramente ci si trova al cospetto di strategie di marketing che stanno rivoluzionando il modo di concepire il calcio, per lo meno in Italia, come afferma lo stesso Jean Claude Blanc, Ad di Juventus F.C. Una rivoluzione silenziosa che consente di avere bilanci in linea con le direttive Uefa che tra qualche tempo limiteranno i ‘vecchi’ furbi che ancora occupano le poltrone delle presidenze di alcune squadre italiane.

Intanto per tutti gli appassionati, si ricorda che tra qualche giorno saranno in vendita gli abbonamenti per la stagione 2011/2012, che segnerà l’inaugurazione del nuovo stadio Juventus, presso uno show-room  nel centro di Torino. La messa in vendita di palchi e seggiolini più prestigiosi è già cominciata e si registra il tutto esaurito con prezzi che sfiorano i 150 milioni di euro per i palchi, che saranno dei piccoli monolocali dotati di ogni comfort, e 6500 euro per l’abbonamento per i posti ‘extra lusso ’. Niente paura però, l’accesso potrà essere alla portata di tutti con la messa in vendita degli altri pacchetti che varranno molto meno di uno stipendio medio mensile.

Gianpiero Romanazzi



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