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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
24/09/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Il mestiere di editori ai tempi dei new media


Si è tenuto oggi, a Milano, il 3° Forum Nazionale Editori Tecnici Professionali Specializzati dal tema ‘Il mestiere di editori ai tempi dei New Media’.

In apertura il saluto del Presidente ANES, Gisella Bertini Malgarini, che ha invitato gli editori a cercare nuove fonti di business nei new media, che devono essere considerati una risorsa per valorizzare i brand forti. La crisi in atto nel settore ha infatti posto in essere una rivoluzione dei modi di formare ed informare, ma i new media hanno offerto opportunità di sviluppo.

“L’editoria è in marcia verso il digitale,  ha la sfida di seguire e governare gli agenti del cambiamento – ha proseguito Emilio Cimadori, Presidente AIRESIS – Gli utenti pubblicitari sono più prudenti e selettivi nell’allocazione delle risorse e alla redditività della comunicazione, perché Internet sta diventando un asse importante della relazione con i loro interlocutori. Il lettorato, d’altra parte, vuole partecipare e costruisce percorsi individuali di navigazione. E’ necessario colpire la sua attenzione perché il suo tempo libero è più frammentato, rispetto al passato”. La tendenza attuale delineata da Emilio Cimadori vede l’utilizzo di Internet come strumento di fidelizzazione dei lettori della carta stampata o di studio delle mosse della concorrenza. Se l’attuale modello di business non cambierà, dunque, il giro d’affari dei media tradizionali si ridurrà. La soluzione sarebbe dare valore ai contenuti e ai contatti, stringere accordi di partnership con altri attori del sistema, ridisegnare la filiera di distribuzione, i ruoli ed i meccanismi.

Tecnologie ‘disruptive’ e media razionali: cosa è cambiato?

“Prima di tutto, il web da media interattivo e multimediale è divenuto un ecosistema in cui si interagisce e si scambiano nuovi prodotti ed idee. -  ha dichiarato Paolo Ainio, Presidente Banzai – Il controllo non è più nelle mani dei media, ma degli utenti, che costruiscono i contenuti preparati ah hoc, di micro servizi a pagamento per la lettura delle notizie o di campagne premium (es. ‘Leggi gratuitamente il giornale per due settimane e poi decidi se sottoscrivere l’abbonamento’). Diminuisce il ruolo degli aggregatori di contenuti, perché i contenuti hanno una visibilità diretta crescente; nascono gli e-books, naturale mercato di trasferimento del periodico.

Emblematico esempio di transizione e cambiamento è l’Huffington Post, nuova testata nata negli USA nel 2005, aggregatore di blog con 1 milione di post al mese e 5 milioni di lettori. Tradizionale nella linea editoriale e nell’organizzazione del lavoro, nuova nella costruzione delle notizie.

“In italia molte persone non accedono ad Internet perché credono di non sapere usare il pc, mentre tale utilizzo è più semplice di quanto si possa pensare. – ha concluso Marco Camisani Calzolari, CEO&Founder Speakage - Le opportunità di business sono già presenti, ma tutto ciò impedisce di coglierle.”

Un dato su cui riflettere: più del 24% dei risultati di ricerca in Google, per i 20 più importanti al mondo, non sono link a siti, ma a consumer generated content.


Deborah Baldasarre



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