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27/09/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Vecchio e nuovo giornalismo a confronto

internet

Un tuffo nel passato pieno di romanticismo e uno sguardo al futuro carico di speranza. La conferenza organizzata al Circolo della Stampa di Milano è al secondo atto. Un anno dopo il primo incontro illustri rappresentanti del  vecchio e nuovo giornalismo si ritrovano  per raccontare l’evoluzione che l’informazione segue nell’era del digitale.

«E’ notizia del giorno che il New York Times sceglie di annoverare Twitter tra le sue fonti. Twitter sarà a tutti gli effetti un redattore»  provoca  Michele Ficara Manganelli, presidente Assodigitale e moderatore del convegno.

La stampa ha resistito all’introduzione della radio nel 1928 e alla televisione nel 1954. Ora sembra dover necessariamente cambiare la propria fisionomia con il successo di internet.
E’ un appassionato, Franco Abruzzo, docente di diritto dell’ informazione, a ricordare che a Cosenza, sua città natale, nel 1956 ci fosse una sola linotype. Abruzzo fa parte di quella generazione di giornalisti, avventurosa ed entusiasta, che ha contribuito ad una radicale trasformazione del mestiere di scrivere,  dall’introduzione del colore alla sostituzione della macchina da scrivere con il computer. Ora internet.

Basta scorrere una rassegna stampa degli ultimi mesi per rendersi conto quanto le cose stiano cambiando. Informazioni in rete a pagamento. Interconnessione tra giornali diversi. Lettura dei quotidiani sul cellulare. Una notizia prevede persino la fine della carta stampata nel 2043.

Il digitale apre nuove strade e opportunità, ma occorre evitare i rischi.

Davide Messina è amico e collega di Franco Abruzzo. Racconta i suoi primi passi, quando  le notizie si davano alla cabina di un telefono, quando pur di comunicare il risultato di una partita,  aveva bloccato un aereo in partenza. Ora è diverso. Tutti possono accedere ad internet e inserire informazioni. Superato di gran lunga il limite della contestualità, bisogna ritrovare il ruolo di mediazione che il giornalista ha come interprete della realtà. 

Ora che 140 caratteri diventano fonte di notizie, cosa succederà al giornalismo delle 5W?
Resta l’esigenza di dare valore alla notizia. Il micro pagamento rappresenta una soluzione ideale, ma deve superare limiti culturali e logistici, tra cui una macrocommissione non giustificata. Si potrebbe agire come Apple con l’Iphone.

Sabrina Mossenta, manager Viadeo e rappresentante della nuova generazione di giornalisti, pone l’accento sull’importanza della costruzione della relazione in rete. Internet può unire persone con interessi affini e creare un valore aggiunto. 

L’ambito è di difficile regolamentazione perché assai mutevole. Occorre applicare il diritto dell’informazione anche ad internet, facendo riferimento al’intangibilità di un reato che a tutti gli effetti si realizza in rete.

Il tradizionale si affianca al nuovo. In questo rinascimento digitale la sfida principale è far sì che l’uomo resti la figura centrale. 

Serena Poerio



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