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13/10/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Trend (aggiornati) di e-commerce - Parte 2

comportamento utenti internet

Proseguiamo nella nostra analisi dei dati più significativi della ricerca Netcomm – Gfk Eurisko “Il consumatore e l’e-commerce”, pubblicata nel Maggio di questo anno. Questa ricerca ha l’obiettivo di comprendere meglio profili e stili di comportamento degli utenti internet, in modo da far luce su potenzialità e criticità del futuro dell’e-commerce nel nostro paese.

Un dato interessante è quello relativo alla evoluzione delle resistenze nei confronti degli acquisti su internet: se nel 2000 una ricerca analoga aveva evidenziato che un 70% degli utenti internet affermava “PREFERISCO VEDERE DI PERSONA LE COSE CHE COMPRO E PARLARE CON IL NEGOZIANTE”, oggi quella percentuale è scesa al 59%. Stesso andamento , dal 65% al 52%, per coloro che affermavano “NON MI FIDO A TRASMETTERE IL NUMERO DELLA MIA CARTA DI CREDITO”. Questi dati vanno analizzati alla luce di alcune considerazioni. Prima di tutto, è evidente che se da una parte siano stati fatti passi in avanti significativi nelle procedure per garantire la sicurezza della trasmissione di dati sensibili nella rete, dall’altra è indubbio che col tempo e l’uso si sia diffuso un maggiore senso di sicurezza tra i cittadini nell’utilizzo di questo canale. Certo se si confrontano i dati italiani con quelli dei paesi di stampo anglosassone, ma soprattutto con i paesi emergenti di Asia e Medio Oriente, si rimane stupiti di quanto ancora l’Italia dimostri un attaccamento a canali di distribuzione di stampo tradizionale. Forse da una parte questo può essere considerato un fattore positivo, soprattutto per la sopravvivenza dei suddetti canali, soprattutto al dettaglio, dall’altro però rappresenta per molti versi un segnale di una certa mentalità che rende l’ammodernamento del paese in generale più lento e più difficile che in altri paesi. Si potrebbe ovviamente usare anche la lente demografica, per cogliere gli aspetti legati ad una popolazione che con una età media di 46 anni nel nostro paese sconta una minore alfabetizzazione digitale ed una maggiore resistenza ad utilizzare canali non tradizionali per gli acquisti.
 
Altro dato che vale la pena sottolineare è quello relativo all’info commerce, che significa l’acquisizione di informazioni on-line prima di effettuare un acquisto. Dal 2003 ad oggi la percentuale di persone che è ricorsa ad internet per cercare informazioni su prodotti ed aziende è cresciuta dal 55 al 71 percento. Un dato sicuramente interessante che conferma una tendenza vera tanto nel mondo reale quanto in quello virtuale: l’importanza del passaparola. Gli utenti cercano schede prodotto dettagliate, possibilità di confrontare i prezzi e i modelli oppure i consigli di altri clienti. E’ importante presidiare intelligentemente quindi quest’area che, sebbene non direttamente correlata ad acquisti condotti sul canale on-line, può senz’altro influenzare quelli condotti off-line.
 
Un ultima riflessione prima di chiudere questa breve ma speriamo utile serie di considerazioni sullo stato dell’utilizzo di internet come canale per gli acquisti. Ciò che stiamo avocando in questa sede non è uno spostamento a tutti i costi dei canali tradizionali su quelli on-line. Le imprese possono però e devono sfruttare un trend che è senza dubbio in crescita, aggiungendo ai propri canali tradizionali quello on-line, che se utilizzato bene può contribuire ad aumentare la propria presenza nel mercato, rinforzare i legami con i propri clienti, supportare l’internazionalizzazione e in ultima analisi migliorare la performance aziendale.
 
 
Fabio Sgaragli
Ticonzero.info


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