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20/10/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Italiani: web ... questo sconosciuto!

Internet

La rete è frequentata da meno del 50 per cento degli italiani. Per la precisione il 47 per cento tra i 15 i 74 anni (21,6 milioni di persone nel 2008) accede tramite internet ai servizi disponibili on-line. E’ quanto emerge dal rapporto ’Osservatorio Italia Digitale 2.0’ realizzato da Confindustria Servizi Innovativi e tecnologici, in collaborazione con il Dipartimento per la Digitalizzazione della Pubblica amministrazione e innovazione tecnologica. Secondo i dati presentati, "un terzo delle aziende italiane continua a non essere in rete e tra le microimprese il tasso sale al 43%".

L’Italia, per la fascia di imprese sopra i 50 dipendenti, e’ "sostanzialmente in linea" rispetto alla media dei 27 Paesi dell’Ue. "Le famiglie italiane con connessione a internet in banda larga hanno superato nel corso del 2009 la soglia dei 10 milioni Nonostante questo dato persiste un ’digital divide’ infrastrutturale che coinvolge ancora il 12% della popolazione". Un aspetto anche sociale e demografico: "le famiglie dotate di un pc sono il 52%". Se l’informatizzazione sembra aver preso piede nella Pubblica Amministrazione (l’82% dei Comuni hanno un sito web) e la digitalizzazione viene usata per dialogare in rete con gli enti centrali (Agenzia delle Entrate, Anagrafe, Inps, Camere di Commercio), i servizi on-line per gli utenti sono ancora poco diffusi. "Il 37% dei Comuni consente di scaricare moduli e solo il 4% mette a disposizione applicazioni veramente interattive, quali l’avvio o conclusione di pratiche e pagamenti on-line". Percentuali che toccano il 2% nel mondo della scuola, in attesa che i libri ’digitali’ diventino realta’. La possibilità di effettuare prenotazioni on line, pagamenti e ritiro esami e’ ancora poco sfruttata anche nel campo sanitario, eppure "con la diffusione della telemedicina, si potrebbero ottenere benefici e risparmi stimati, che, secondo i confronti internazionali, partono dal 2% circa della spesa sanitaria nazionale fino ad arrivare al 10%". Nel rapporto di Confindustria si sottolinea la necessità di "realizzare un Progetto Paese sistemico, che coinvolga domanda e offerta, indirizzato a superare, progressivamente ma con tempi definiti, il ritardo digitale" per un settore che conta "circa un milione di imprese e 2,5 milioni di addetti, con un volume di affari di circa 350 miliardi di euro. Una crescita nell’ultimo quinquennio del 33% in termini di investimenti, pari a circa 24 miliardi l’anno, e del 20% in termini di occupati".

Rossella Ivone



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