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13/11/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Competenze in tempo di crisi

Oggi in piena crisi quali sono le capacità che, unite alle conoscenze, rappresentano il vero volano del successo? La forte incertezza spinge le aziende a puntare, oltre alle capacità esecutive e realizzative, sulla visione strategica e sulla capacità di essere propositivi. In questo momento economico, chi deve decidere non è in grado di “vedere possibilità” e leggerle come opportunità. Come ad un soggetto depresso, tutto sembra grigio ai suoi occhi.

Come salvare il malato? Quale è la medicina da somministrare?
La competenza, come combinazione di conoscenza e capacità, oggi deve essere valutata alla luce di questa sindrome depressiva, incapace di attivare un “rinnovamento veloce” in grado di penetrare il tempo e guardare al futuro.
Capiremo di più analizzando le sue tre caratteristiche distintive: il sapere, il saper fare e il saper essere.
 
Il sapere come insieme di conoscenze codificate, attinenti alle discipline o al proprio ruolo, oggi è qualcosa che nel capitale delle aziende già c’è e non sembra presentare un elemento critico di successo, dal momento che per sopperire al sapere, si continua come sempre ad intervenire con la formazione specifica più o meno continua. No.. non è “il sapere” la medicina!
Il saper fare come competenza operativa e procedurale, come esperienza professionale specifica e capacità di gestione dei problemi, più che agire verso l’attivazione del “rinnovamento veloce” è eventualmente agito da questo, nei tempi e nei modi. No… al limite… potrebbe essere un principio attivo, una delle componenti, ma non la medicina!!
Ma esiste allora la medicina assoluta per una sindrome depressiva? Esistono farmaci che accompagnano la guarigione ma bisogna che vi sia una presa di coscienza da parte del paziente ed una conseguente scelta consapevole nell’affrontare il percorso.
Scegliere è la parola chiave: scegliere in base a come si è oggi; scegliere alla luce degli stakeholders e del contesto di riferimento; scegliere chi essere; dove andare; cosa fare nel domani.
Il saper essere, l’ultima delle tre caratteristiche distintive, intercetta la capacità di comprendere il contesto in cui si opera, di gestire le interazioni e di adottare comportamenti appropriati. E’ nel saper essere che le aziende cercano risposta al rischio attraverso la scelta e la decisione, ed è nel saper essere che si sviluppa la capacità di attivare il “rinnovamento veloce”.
Il SAPER ESSERE è oggi la vera “medicina“, perché unisce tre “principi attivi”, tre elementi quali: capacità di sintesi, capacità di valorizzare e capacità di dare fiducia.
Per salvare il malato con la giusta medicina, Il Top Management deve lavorare su queste competenze.
“Agire la crisi” deve essere l’imperativo di chi decide per acquistare credibilità, autorevolezza, efficienza e fiducia. 
Cosa fare allora? Quali azioni intraprendere? Sicuramente sarà necessario compiere un approfondita mappatura delle competenze presenti in azienda e valutare quelle che mancano alla luce dei possibili cambiamenti che potrebbero produrre. Durante questa analisi sarà importante tenere in considerazione il grado di creatività, velocità, flessibilità e proattività che i soggetti hanno dimostrato nell’approccio alle attività del proprio ruolo perché, come spesso accade, la creazione del valore passa proprio attraverso queste caratteristiche.
Nelle aziende occorre intercettare e valorizzare coloro che riescono a “saper essere” promotori del “rinnovamento veloce”, della visione del domani con le poche opportunità che la crisi fa vedere.
 
 
 
Pasquale Cenerazzo


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