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04/02/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Il valore della consulenza

Giungo a questo scritto da un errore... Ben inteso non ho affossato le sorti di una impresa con un errato posizionamento, mi sono limitato, se così si può dire, a parlare di lavoro ad un amico davanti ad una birra.
Questo se ne esce con la domanda: ma quale è il reale valore offerto dalla consulenza?
Il doppio malto apparve più amaro, quasi volgere al triplo.
Mi sembrava la classica domanda che ti fanno i bambini piccoli che ti chiedono di giustificare ciò che per te è ovvio.
E’ la cosa più difficile.
Come al solito le parole non mi sono mancate e ho in una quarantina di minuti argomentato una risposta.
 
La domenica mattina ho poi razionalizzato ciò che mi è uscito per passione e l’ho buttato sul primo pezzo di carta da cui ora attingo per scrivere.
 
Pochi ma essenziali punti che penso possano contraddistinguere il contributo della consulenza in marketing:
 
  1. il consulente è terzo rispetto all’impresa. Non ha preconcetti, non vive i prodotti, si pone con il giusto distacco rispetto alle scelte. Pensate che nel piano strategico varato per ADVBOUCLE i partner hanno saggiamente richiesto l’intervento di figure esterne. 
  2. un bravo consulente vive la propria formazione professionale al pari del servizio erogato. Cioè se non per tempo, almeno vi dedica la stessa attenzione. E’ quindi l’eccellenza in quanto a competenze nella materia.
  3. è lo specialista a trattare certe tematiche. Come ADVBOUCLE viviamo quotidianamente il lancio di nuovi prodotti/ brand o l’ingresso in diversi mercati. Siamo portatori di esperienze che il solo vissuto aziendale non può produrre.
  4. un consulente vive differenti settori e può mutuare logiche da uno all’altro. Se amate la terminologia del marketing, è un richiamo al lateral marketing. Il pensare laterale ovvero credere nell’astrazione delle tecniche; i conti correnti bancari con l’autoricarica, la tariffe elettriche con prodromi di flat...
  5. un professionista che spesso da un servizio non erogabile internamente dall’azienda. Penso a poderose indagini di mercato con metodologia CATI
  6. è la logica economica classica dell’outsourcing, data la dimensione può essere più utile prendere figure esterne che accollarsi i costi di una propria
 
Chiudo con il settimo punto ed un consiglio.
 
A volte il consulente serve a sopperire alle "incapacità" delle figure preposte interne alle aziende.
 
Diffidate da quei consulenti che lavorano meno di 10 ore e che non lasciano trasparire passione nel loro operare.
E’ un mestiere che richiede anche quantità: per formarsi, vivere tanti progetti e quindi portare grande valore ai clienti. 
 
Dario Ferrigato,
Consulente in marketing strategico,


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