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24/02/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Accade che...


Ladri 2.0

Nell’era del Web 2.0 anche i topi d’appartamento si aggiornano e mettono in un angolino le vecchie tecniche di pedinamento e telefonate mute per scoprire se una casa è vuota. Adesso c’è internet che aiuta i ladri. O meglio, siamo noi stessi che avvertiamo i ‘gentil signori’ dei nostri spostamenti. Come? Ogni qual volta aggiorniamo i nostri status sui social network, in particolar modo Twitter. Questa piattaforma sociale consente a chiunque di accedere a determinate informazioni e scoprire con facilità dove ci troviamo.

A dimostrazione di tutto ciò, un gruppo di sviluppatori olandesi ha creato un sito, chiamato ‘Please rob me’ che prende le libere informazioni su un singolo individuo sul web e le rielabora in tempo reale indicando quali case risultano vuote e a che ora della giornata. Non credete ancora che tutto questo sia possibile? Provate a chiedere a Paris Hilton, Lindsay Lohan e Orlando Bloom per conferma! Prima però accertatevi che  siano in casa! Potreste inciampare in sgradevoli incontri…

L’ultima frontiera del web marketing

Alla domanda “Qual è il profilo ideale per un web marketer?” probabilmente  chiunque darebbe la risposta sbagliata. Il web marketer del futuro sono i ragazzi di oggi. O meglio i bimbi di oggi. Sì, proprio loro, con un minimo di 7 anni fino ad un massimo di 16. In Inghilterra li chiamano ‘brand ambassadors’ e hanno il compito di diffondere la peculiarità di un  brand/prodotto attraverso la rete sfruttando le loro amicizie sui social network in cambio di una paghetta settimanale da 25 sterline. Il sito inglese Dubit, specialista in marketing di questo tipo, ha evidenziato come il passaparola a questo livello sia molto efficace sia per acquisire nuovi clienti che per fidelizzare l’adepto. Le critiche e l’opposizione severa delle associazioni a tutela dei minori non si sono fatte attendere ma non sembrano in grado di arrestare il fenomeno. Il mercato e le iscrizioni di questi ‘promoter in erba’ crescono ogni giorno di più, anche aggirando il diniego delle famiglie. C’è da scommettere che tra qualche mese ci ritroveremo a parlarne anche in Italia.

Sex.com

Nuovamente all’asta il dominio sex.com, ambitissimo ma anche molto costoso. Si pensi che nel 2006 è stato venduto ad una società per 14 milioni di dollari che, non essendo riuscita a ripianificare il debito,  è fallita nel giro di quattro anni. Il dominio adesso è stato pignorato e rimesso all’asta, ma difficilmente sarà rivenduto a quella cifra record.

Nonostante il sito al momento non abbia contenuti, registra almeno 120mila accessi mensili e si attendono solamente nuove immagini e video, ovviamente  hard, per accrescere il proprio bacino d’utenza.

Siamo certi che una volta in pista sbaraglierà la concorrenza.

Gianpiero Romanazzi    



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