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26/04/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Un cappotto da Nobel

comunicazione colori
Per gentile concessione di Brandforum.it

Fino ad ora il mondo dell’advertising ci aveva abituato a tante e tali sorprese da rendere difficile poter pensare a clamorosi colpi di teatro.

Dall’invasione degli spazi che si colorano di brand, in primis le metropolitane o le stazioni ferroviarie divenute oggi veri e propri luoghi della comunicazione in movimento, all’uso sempre più innovativo (e a volte azzardato) del testimonial.

Dal Family affair Francesco Totti/Ilary Blasi alle prese con cellulari e connessioni internet, allo spot seriale, alla riesumazione mediatica di personaggi che neanche se passati a miglior vita vengono risparmiati dalla creatività di agenzie e aziende (come dimenticare il volto e il messaggio di Gandhi prestati a Telecom?).

Eppure, nell’ultimo periodo si è andata affermando una nuova classe di testimonial, quella degli “inconsapevoli”.

Il ruolo dell’apripista è toccato a Ryanair, che ha optato per alcune campagne promozionali decisamente aggressive (nei confronti dei testimonial, non del pubblico). Prendendo spunto dai fatti di cronaca più scottanti o chiacchierati a livello internazionale, l’azienda di voli aerei low cost ha inglobato storie e volti dei protagonisti per adattarli alle proprie esigenze.

Ecco quindi la coppia presidenziale d’oltralpe risolvere uno dei problemi di budget più pressanti in vista del presunto matrimoni quello legato agli spostamenti. Ma per fortuna, recita un fumetto arbitrariamente attribuito alla flebile Carlà, "Con Ryanair, tutta la mia famiglia può venire ad assistere al mio matrimonio”. Inevitabile (e forse voluta) la polemica: l’Eliseo, subito mobilitato, annuncia ricorsi legali. Risultat campagna ritirata (gennaio 2008) ma tam tam mediatico a livello pressoché globale.

“Errare è umano”, dice un vecchio proverbio. Perseverare, però, è di certo pubblicitariamente appetibile: dopo pochi mesi Ryanair ci ricasca, e cavalca l’onda degli scandali fiscali del campione di motociclismo Valentino Rossi per lanciare la nuova campagna a prezzi vantaggiosi: “Ritorno a casa con Ryanair... e devo solo pagare le tasse!” afferma l’inconsapevole Valentino. Tasse aeroportuali, intendiamoci.

Eppure l’esempio più celebre, coraggioso e forse anche rischioso resta quello che molti Newyorkesi si sono trovati davanti passando per Times Square, una mattina come tante (gennaio 2010): un enorme manifesto pubblicitario raffigurante il Presidente Obama con alle spalle la magnifica Muraglia cinese. Accanto, la scritta “Weatherproof: a Leader in style”.

A volte, è il caso di dirlo, la casualità dà una bella mano ai creativi.

 

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Alessandro Aquilio



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