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17/02/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Addio cara vecchia carta

Il ’re’ della comunicazione del futuro per le aziende farmaceutiche è il web. Nei prossimi cinque anni è infatti previsto un aumento del ricorso alla Rete per diffondere informazioni in questo settore: per il 78% delle società, i siti o portali saranno la ’chiave’ numero uno per comunicare, mentre per il 38% gli strumenti ideali saranno i blog e le community. Mentre il ricorso agli strumenti cartacei di comunicazione diminuirà del 37%. Sono alcuni dati che emergono da un’indagine AstraRicerche dal titolo ’L’evoluzione della comunicazione healthcare in Italia’, che ha coinvolto 161 manager della comunicazione e del marketing di aziende dei settori farmaceutico, biomedicale e diagnostico, e otto giornalisti specializzati in salute e medicina.

Secondo il 56% del campione, negli ultimi cinque anni c’è stata una crescita dell’impegno e degli investimenti in comunicazione dell’industria healthcare in Italia, anche per quanto riguarda la modalità e lo stile, che sono cambiati per il 93% degli intervistati. E in futuro l’interazione diretta tra aziende e nuovi interlocutori sarà ancora più frequente. Oltre al grande pubblico, i destinatari dei messaggi saranno sempre più le autorità pubbliche regionali (per il 59% del campione), le Asl e gli ospedali (58%), i social network come Facebook o MySpace (46%) e le associazioni di pazienti (43%). In ’ribasso’ invece gli investimenti destinati alla comunicazione con i medici di famiglia (15%). Se il web la fa da padrone, comunque, anche i sistemi ’classici’ come gli uffici stampa (+44%) e il public affair regionale (+44%) appaiono in aumento, anche se più contenuto. L’indagine sui giornalisti conferma i principali risultati della ricerca, pur aggiungendo una specifica fortissima attenzione alle tematiche etiche: un’area spesso divenuta critica per la reputazione dell’industria della salute.

Secondo il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, intervenuta alla presentazione dell’indagine, "la comunicazione è in espansione, ma per essere ’buona’ occorre che metta al centro la persona e sia flessibile a seconda dei destinatari: bisogna distinguere fra gli adulti, che ricevono informazioni attraverso i canali tradizionali, e i giovani che ormai prediligono di gran lunga internet e spesso ne abusano. Dar vita a un’informazione di qualità è dunque un elemento essenziale per perseguire l’obiettivo di una sanità di eccellenza".

"Il mondo sta cercando di asciugare i costi evitabili e di razionalizzare le risorse: agire sull’organizzazione interna e sul capitale umano è qualcosa che si stava già facendo prima, ora forse la situazione negativa influirà di più sulle spese destinate alla comunicazione" ha concluso Sergio Dompè, presidente di Farmindustria.

Rossella Ivone



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