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16/07/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Hope Onlus

team
Hope Onlus è un’associazione fondata il 10 aprile 2006 da un gruppo di giovani professionisti provenienti da esperienze e percorsi diversi che hanno deciso di mettere a sistema impegno, competenze e passione al fine di contribuire alla realizzazione di progetti di pace.

L’associazione opera prevalentemente nell’Area Mediorientale, in contesti multietnici e multi religiosi di forte tensione, nella convinzione che la costruzione della pace debba iniziare dal sostegno concreto ad iniziative socioeconomiche che vedano giustizia e carità al servizio della realizzazione dell’uomo, alla tutela della sua dignità e dei suoi diritti.

La mission di Hope è sostenere a distanza le esperienze di pace vissute e costruite da chi ha deciso di anteporre il valore della persona, il dialogo e la convivenza, alle distinzioni di credo religioso, appartenenze etnica e condizione socioeconomica. La centralità della persona è il valore fondamentale dei progetti di Hope, che opera stabilendo rapporti armonici, positivi e privilegiati con la comunità locale nella quale opera, al fine di favorire un coinvolgimento attivo ispirato ai valori di solidarietà, corresponsabilità e sviluppo sostenibile.

L’organizzazione opera per rendere disponibili risorse, competenze e passione a chi sceglie di conciliare le necessità di cura e assistenza medica con la dignità della persona, a chi avvia progetti di imprenditorialità, di tutela di donne e bambini e che opera per costruire una pace possibile.

Tutto nasce dalla determinazione di una giovane donna che ha deciso di costituire l’Associazione con l’intento di sostenere un’iniziativa progettuale e finanziaria a favore dell’Ospedale italiano Holy Hospital di Nazareth, in Israele. Nella struttura era necessario realizzare il Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva, ma mancavano le risorse umane ed economiche per costruirlo; Hope si è fatta carico di questa necessità ed ha coinvolto istituzioni pubbliche e private, medici e professionisti ed in soli 18 mesi ha progettato, finanziato e permesso la costruzione e l’avvio del reparto.

Tutto questo è stato possibile grazie al contributo di una trentina di professionisti che hanno collaborato gratuitamente offrendo però l’elemento fondamentale della professionalità, che ha permesso, in così poco tempo, di concretizzare un sogno e passare da un’ipotesi architettonica ad un reparto ospedaliero funzionante e con personale sanitario adeguatamente formato.

Nel progetto hanno avuto un ruolo determinate anche Regione Lombardia e Fondazione Milan, che lo hanno valutato molto positivamente e hanno deciso di compartecipare in qualità di soggetti finanziatori; il contributo economico è stato determinate anche in considerazione del notevole impegno finanziario, valutato in 950.000 euro.

Lo sforzo congiunto di tutti questi soggetti ha permesso ad Hope di realizzare non solo un proprio progetto ma anche il desiderio di costruire, laddove si incontrano bisogni e servizio, un luogo dove l’essere umano possa essere curato a prescindere dalla fede religiosa o dall’appartenenza territoriale, anche in un’area di confine così instabile e da anni scenario di conflitti.

Hope si è costituita per sostenere la ristrutturazione dell’Ospedale di Nazareth e, conclusi i lavori e raggiunta la propria mission, si sarebbe naturalmente sciolta; ma numerose sono state le richieste di aiuto giunte all’associazione, la quale ha deciso di ampliare la propria attività ed estendere il proprio mandato. Visti i positivi risultati raggiunti e verificata la validità del modello operativo, sia per efficienza che per efficacia, lo stesso è stato messo a servizio di altre realtà sanitarie ed educative che, nel loro operato, costituiscono realtà di pace quotidiana. Ciò ha permesso inoltre all’associazione di realizzare interventi aventi il requisito comune della replicabilità.

Uno dei tratti distintivi e degli elementi di forza di Hope è quello di appoggiarsi ad un gruppo di giovani professionisti che condividono la voglia di realizzare qualcosa di positivo, necessario e utile per persone che quotidianamente antepongono la dignità dell’individuo alle differenze politiche, religiose ed etniche; la decisione di mettere a disposizione in modo gratuito le competenze di ognuno ha permesso di creare un modello efficiente, innovativo e a costi di gestione minimi.

L’attività dell’associazione spazia in 4 macroaree:

-salute: iniziative a sostegno di strutture sanitarie esistenti e attività sul territorio per facilitare l’accesso ai servizi di salute al maggior numero possibile di persone; progetti di ristrutturazione, creazione, ampliamento di reparti in ospedali pubblici e privati, puntando su strutture ecocompatibili ed ecosostenibili; riorganizzazione funzionale di servizi sanitari e loro integrazione territoriale; formazione e riqualificazione del personale medico e paramedico; programmi di educazione igienico-sanitaria. L’approccio metodologico si basa sempre su un progetto scientifico elaborato da medici e tecnici sanitari italiani in collaborazione con quelli locali;

-educazione: favorire l’accesso all’istruzione in aree geografiche in cui convivono differenti confessioni religiose e svariati gruppi etnici, una prima pietra per costruire percorsi di pace duraturi; educare significa accompagnare la persona, sin dai suoi primi anni di vita, alla scoperta e alla valorizzazione della sua individualità unica e irripetibile, all’interno di un insieme di relazioni volte a favorire la costruzione di un bene comune;

-lavoro: avviare e sostenere percorsi di formazione professionale e di start-up di microimprese; realizzare infrastrutture che fungano anche da occasione di lavoro e di sviluppo soprattutto per i giovani; rimuovere gli ostacoli organizzativi, logistici e finanziari che spesso impediscono la valorizzazione delle proprie potenzialità e la trasformazione in concrete iniziative economiche; Hope dedica un’attenzione particolare alle persone più vulnerabili, in particolare le donne, specialmente laddove le tradizioni culturali e religiose non sempre permettono loro di poter studiare e lavorare;

-cultura: Hope opera prevalentemente in aree geografiche con importanti patrimoni culturali e archeologici, i quali, però, sono messi a rischio da difficili equilibri socio-politici che ne pregiudicano la conservazione e lo studio; a tal fine l’associazione promuove progetti di educazione culturale e formazione professionale affinché nuove e competenti figure professionali possano contribuire efficacemente allo studio, alla conservazione e alla tutela di questo prezioso patrimonio.

 

A livello operativo Hope ha lavorato in modo molto intenso e i tanti risultati raggiunti in soli 4 anni sono la testimonianza di voler raggiungere la pace attraverso la realizzazione di tanti utili progetti che è utile descrivere:

-Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva dell’Ospedale Italiano di Nazareth, Israele, iniziativa pilota che si inserisce nel piano di sviluppo dell’Ospedale italiano Holy Family Hospital;

-Asilo della Pace del Western Galilee Hospital, sul confine Israele – Libano, una struttura sanitaria con più di 2.000 addetti di diverse etnie e confessioni religiose: ebrei, musulmani e cristiani lavorano fianco a fianco in un’area frequentemente oggetto di bombardamenti; la costruzione dell’asilo nasce per soddisfare la necessità di accudimento dei figli dei dipendenti dell’ospedale seguendo una metodologia educativa interreligiosa ed interetnica, e rappresenta l’unica esperienza di questo tipo in tutto il Medio Oriente;

-Nuova casa d’accoglienza per la Comunità di Seforis, Israele, un’organizzazione educativa operante a Nazareth all’interno di un kibbutz ebraico in un’area abitata prevalentemente da arabi musulmani; accoglie 74 bambini orfani, in affido o con gravi problemi familiari e il suo scopo è accompagnare questi giovani in un percorso educativo e professionale all’interno di un ambiente di condivisione quotidiana che sia sempre più simile ad una casa d’accoglienza e non ad un istituto di ricovero, nel rispetto dell’appartenenza etnica e religiosa di ciascuno;

-Percorso di formazione e avvio microimprenditoriale a tutela del patrimonio culturale della Terrasanta;

-Asilo Nido Aziendale all’interno dell’Ospedale di Desio, un nuovo servizio all’infanzia: la direzione Generale dell’Ospedale ha coinvolto Hope per realizzare un asilo nido aziendale all’interno della struttura ospedaliera fruibile sia dai figli dei dipendenti che dai piccoli degenti del reparto di pediatria, un servizio all’infanzia – in un luogo di lavoro e spesso di dolore - focalizzato sulla centralità del bambino quale individuo unico e irripetibile; il progetto, che mira a dotare l’Ospedale di un servizio all’avanguardia che soddisfi le necessità di conciliazione vita lavorativa – vita familiare dei dipendenti ha vinto la seconda edizione del Premio FamigliaLavoro di Regione Lombardia e Altis – Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica.

Ogni ulteriore informazione può essere richiesta contattando direttamente l’associazione, che ha sede a Milano, tramite email: info@hopeonlus.org o visitando il sito internet www.hopeonlus.org , nella cui homepage è ben evidente un messaggio profondo e incoraggiante:

 

“C’è una cosa che, più di tutte, può cambiare il mondo. La speranza”

 

Ivan Basilico
BPS – Borsa Progetti Sociali
www.borsaprogettisociali.it
ivanbasilico@unicatt.it






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